mercoledì 4 marzo 2015

Il cibo del futuro per i nutrizionisti: scarafaggi e altri insetti

Non mancheranno pietanze a base di insetti, scorpioni e cavallette fritti e insalate di frutti esotici con le vespe e poi spezie esotiche come il kawa, il pepe «inebriante» delle isole Fidji. Il quadro delle "prelibatezze" non è ancora completo.

Questi piatti e sapori si potranno trovare solo all’interno del perimetro di Expo, viaggeranno sigillati con etichetta Expo dal Paese di origine fino al sito espositivo, saranno controllati, risigillati e stoccati in un’apposita area della Fiera e trasportati nottetempo nel luogo dove saranno cucinati. Infine, ogni avanzo finirà sempre scortato nel vicino forno di inceneritore Silla. Niente classificabile come «alieno», «esotico» o «alloctono» incluse le specie vegetali potrà uscire dal sito, più sicuro di Fort Knox.

Ci sono voluti mesi alla Commissione europea per trovare l’accordo su come derogare agli attuali divieti d’importazione soprattutto relativi a alimenti di origine animale. Dal 2006, infatti, all’indomani del primo rapporto sulle zoonosi in Europa (380 mila cittadini colpiti da malattie infettive trasmesse da animali all’anno
) si decise di alzare l’asticella dei divieti e introdurre un efficiente sistema di allerta. La discussione, alla vigilia di Expo, messi alle strette e dovendo necessariamente aprire l’ingresso al sito espositivo a cibi che le nostre regole igienico sanitarie rendono vietatissimi, s’è concentrata sul come dare garanzia di «tracciabilità» agli alimenti per i quali - il pesce palla per esempio o il coccodrillo - non esiste in Europa un solo stabilimento già autorizzato ad importazione e trattamento.

La direttiva Ue parla chiaro, indica quali alimenti potranno avere deroga e quali no, perché nei paesi di provenienza ci sono condizioni sanitarie non sicure ( per esempio, il pollo in Cina, a causa dei focolai di influenza Aviaria). Anche il miele potrà subire restrizioni, in quanto potenziale vettore virale. Il documento, pubblicato nella gazzetta ufficiale europea, sarà discusso il 5 marzo dalla commissione che riunisce ministero della Salute, direzione regionale sanitaria e veterinaria. Toccherà, in ultimo, ai veterinari milanesi vigilare sugli alimenti in deroga che arriveranno a Milano, dopo aver superato dogane e Pif (punti di controllo frontalieri). «Dobbiamo tutelare sia la salute pubblica sia quella animale - spiega Piero Frazzi, dirigente del servizio veterinario regionale -. Certamente per i Paesi che vogliono portare prodotti tipici queste regole impongono una spesa non indifferente». A cominciare dall’etichettatura speciale. Al momento solo il Giappone ha già chiesto le deroghe per il katsuobushi e il pesce palla, che è uno tra gli animali esistenti più velenosi, per la presenza in quasi tutte le viscere di una neurotossina 1200 volte più letale del cianuro

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