giovedì 24 maggio 2018

COSA DECIDE IL BILDERBERG CHE I GIORNALISTI NON POSSONO RIVELARE?


In via ufficiale il gruppo Bilderberg, che riunisce ogni anno alcuni fra i più influenti politici, manager, imprenditori e giornalisti, non decide nulla
Il Bilderberg lo ha chiarito nei suoi, pur laconici, comunicati stampa: “Non ci sono risultati desiderati, e non viene scritto nessun resoconto o report (…) non sono proposte soluzioni, non vengono fatte votazioni, e nessuna dichiarazione di policy viene redatta”...

Ma i dubbi restano, proprio per la natura assolutamente riservata dell’incontro: persino i giornalisti che prendono parte all’evento sono vincolati a non rivelare nulla di quello che viene discusso


La natura privata del forum viene giustificata in quanto garantirebbe maggiore franchezza fra i membri: “i partecipanti [così] non sono legati alle convenzioni del proprio ufficio o alle posizioni pre-concordate”

Il vero nodo critico è che, non essendovi traccia delle posizioni che emergono durante il Bilderberg, risulta impossibile riconoscere l’eventuale influenza mondiale sugli eventi di questo meeting a porte chiuse

Nemmeno a posteriori
L’unici elementi di riflessione sono costituiti dai temi oggetto di confronto, e dalla lista dei partecipanti, informazioni che vengono diffuse a ridosso dell’incontro:
 si tratta di questioni politico economiche che, almeno idealmente, non dovrebbero coinvolgere in modo così riservato e ravvicinato politica e multinazionali, per non parlare dei giornalisti che rinunciano a esercitare il diritto d’informazione pur di partecipare a questo incontro


Al momento sono disponibili solo i comunicati relativi all’incontro del 2017, sebbene manchino poche settimane all’incontro che vedrà riunito il Bilderberg in Italia a TORINO

 I temi toccati dalle discussioni erano stati di assoluto interesse pubblico:
 “La direzione dell’Ue”, “La globalizzazione può essere rallentata?”, “Lavoro, reddito e aspettative deluse”, “La Russia nell’ordine internazionale”.

Sul fronte dei partecipanti è possibile farsi un’idea sul posizionamento del Gruppo, visto che nessuno degli invitati del 2017 vedeva esponenti provenienti dalla Russia

A discorrere di questi temi, tuttavia, erano presenti grossi nomi del business internazionale: il presidente di FCA John Elkann, il ceo di Ryanair Michal O’Leary, il presidente dell’ING Ralph Hamers, il ceo di Axa Thomas Buberl, solo per citarne alcuni

Per l’Italia erano presenti anche noti giornalisti come Lilli Gruber (membro dello Steering Committee del Bilderberg), Beppe Severgnini e il direttore de La Stampa Maurizio Molinari

Negli anni precedenti, altri temi discussi nel Bilderberg sono stati: “Esiste la privacy?”, “Grandi cambiamenti nella tecnologia e nel lavoro”, “Il futuro della democrazia e la trappola della classe media” (tutti trattati nel 2014); e ancora: “Lavoro, diritti e debito” (2013), “Il futuro della democrazia nel mondo sviluppato” (2012), “Un euro sostenibile: implicazioni per le economie europee” (2012).

Dato il tono generico delle questioni, non si può che speculare sulla direzione che possono aver preso le discussioni

 Di certo, però, l’assenza di invitati provenienti dalla società civile (assenti i sindacati, esponenti di organizzazioni nate dal basso o di politici non mainstream) lascia il forte sospetto che espressione del Bilderberg sia una ben precisa élite che, annualmente, si confronta al suo interno, mantenendo il massimo riserbo






http://www.wallstreetitalia.com/bilderberg-2018-che-cosa-ha-deciso-negli-anni/

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