martedì 1 aprile 2014

Dopo Marius, uccisa famiglia di leoni «Zoo di Copenaghen è un mattatoio»

Non sono bastate le polemiche, la mobilitazione (rivelatasi alla fine inutile) e l’indignazione internazionale per il caso di Marius, il cucciolo di giraffa ucciso e smembrato davanti ai visitatori (tra cui molti bambini) lo scorso 9 febbraio. Adesso, dopo neppure due mesi, lo zoo di Copenaghen l’ha fatto di nuovo: ha scelto di uccidere altri animali che non erano malati. E per dei motivi che appaiono deboli. Questa volta è toccato a una intera famiglia di leoni. La stessa struttura ha spiegato che sono stati soppressi due leoni «anziani» con i loro cuccioli. Una «eutanasia» che, secondo i responsabili dello zoo danese, si è resa necessaria per evitare che i cuccioli fossero divorati da un altro leone maschio appena arrivato nello zoo. Insomma: per far posto a un nuovo branco.

«Più che uno zoo, la struttura di Copenaghen sembra essere diventata un mattatoio», commenta Ilaria Ferri, il direttore scientifico dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa). «A quale risibile pretesto ricorrerà lo zoo di Copenaghen
nel disperato tentativo di salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica internazionale? - si chiede Ferri - Marius è stato ucciso perché di troppo; i due cuccioli di leone invece per evitare una possibile aggressione da parte di altri adulti», si domanda l’Enpa. «In altri termini - conclude la responsabile dell’Enpa-, con una deprecabile operazione di maquillage linguistico, la struttura, che ha definito la soppressione dei cuccioli come “eutanasia”, vorrebbe quasi lasciare intendere che gli animali sarebbe stati uccisi per nel loro stesso interesse». L’Enpa chiede a tutti i futuri candidati al Parlamento europeo «di fermare la barbarie e di porre fine alle strutture di cattività in tutta Europa. Uccisioni come quelle perpetrate in Danimarca - sottolinea la Protezione animali - non sono più tollerabili e sono in palese conflitto con l’idea di civiltà di cui l’Europa intende farsi portatrice».

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