di Agostino Gramigna
Si dice che una mela al giorno tolga il medico di torno. Sarà per questo che la vendita di mele nel mondo ha superato quelle di arance. Un dato sorprendente. Perché, come spiega The Economist , che al trend ha dedicato un articolo, per molti decenni l’arancia è stato uno dei frutti più popolari e consumati sul Pianeta.
Il merito di questo sorpasso ha un nome: Cina. Sarebbero infatti i cinesi, maggiori produttori di mele al mondo (su 70 milioni di tonnellate almeno la metà viene coltivata nella terra dei Mandarini) ad aver impresso l’accelerata. Incrementando il consumo interno, sulla base di campagne governative che invitano i cittadini a condurre una vita più sana e mangiare correttamente; e con un export aggressivo che ha dato i frutti, è il caso di dirlo, soprattutto sui nuovi mercati come quello russo e del Medio Oriente. Al contrario la produzione di agrumi avrebbe segnato il passo.
Per The Economist il motivo è in parte dovuto al calo del consumo dei succhi di arancia in America, il 40% in meno negli ultimi 15 anni.
Il dato dovrebbe interessare non poco i nostri produttori. L’Italia infatti è assieme all’India uno dei maggiori consumatori di mele pro capite ed esporta quasi il 50 per cento della produzione totale (circa 2 milioni di tonnellate).
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Eppure l’Italia ancora tiene: da noi ogni persona mangia in media 15 chili di mele l’anno (due a settimana). In Germania sono 10, in Francia 8, negli Stati Uniti appena cinque. L’Italia condivide con l’India il maggior consumo procapite di mele. Stranamente, dice Granata, da noi non vanno i succhi di mele. Gli italiani rispetto ad altri Paesi europei ne bevono poco». Vincono le mele sulle arance anche in Italia? «Siamo lì, non ci sono variazioni se non che i consumi di entrambi sono in calo. E questo purtroppo non dipende dalla crisi economica. Si mangia meno frutta comunque, anche se il prezzo al chilo diminuisce».

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