domenica 16 marzo 2014

Bitcoin, arrivano gli sportelli BANCOMAT anche in Italia

Un prototipo a Roma, all’acceleratore Working Capital di Telecom Italia. «Già contattati da società interessate, forniremo loro supporto e consulenza», dicono gli inventori

di Riccardo Meggiato

E se i Bitcoin non fossero gestibili solo da computer, ma anche da un comodo sportello ATM? In effetti è la mancanza di fisicità di questa critto-moneta, a far storcere il naso ai meno tecnologici, e questa soluzione potrebbe conquistarli. Immaginate la scena: ci si reca allo sportello, si infila del denaro in euro, e il portafoglio elettronico (e-wallet) è caricato col corrispettivo in Bitcoin. Al momento, è questa la principale soluzione adottata da chi propone queste macchine, mentre il cambio opposto latita a seconda dei modelli. Quel che è certo, è che gli ATM di Bitcoin si stanno diffondendo a macchia d’olio. Ieri, per esempio, è stata la volta del primo esemplare installato in Irlanda, per la precisione a Dublino.
Dall’Irlanda a Hong Kong
Si tratta di Bitvendo (http://bitvendo.com/), che si fa forte di prestazioni eccellenti e grande semplicità. Basta passare il codice QR, che cela l’indirizzo dell’e-wallet, sull’apposito lettore, poi inserire il denaro contante, ed ecco che il conto è rimpinguato. Il tutto, se si hanno dita veloci, in appena 12 secondi. In questi giorni, invece, è previsto l’esordio dei rivoluzionari ATM anche a Hong Kong, con ben tre compagnie a proporli. Negli Stati Uniti l’operazione è già storia,
e risale al 20 febbraio, con l’installazione di uno sportello nell’HandleBar di Austin, in Texas. In questo caso, si è trattato di un Robocoin, riconosciuto come il primo modello di ATM basato su Bitcoin al mondo. Il paese più veloce ad adottare questa novità, tuttavia, è stato il Canada: è qui, infatti, che a fine ottobre, presso il Waves Coffee House di Vancouver, ha preso posto il primo ATM di Bitcoin al mondo. E con un buon successo: ben 81 operazioni in un giorno, per un totale di 10000 dollari scambiati. E in Italia? Qui, la situazione è piuttosto buona. Innanzitutto, proprio il colosso Robocoin vede il nostro paese come terra di conquista, e dà per imminente lo sbarco nel Belpaese. Ma non occorre rivolgersi ad aziende straniere, per auspicare l’installazione dei primi ATM. Entro la fine di Marzo, entrerà in funzione il primo sportello di Bitcoin, per l’iniziativa di un imprenditore friulano. In realtà, non si tratta di una macchina italiana, ma di una Lamassu.
In arrivo il primo ATM made in Italy
Con un prezzo di partenza di 5000 dollari, accetta oltre 200 tipi di valute e le cambia in Bitcoin in 15 secondi. Per trovare una proposta italiana al 100%, invece, dovremmo aspettare la messa in funzione della macchina frutto dalla cooperazione tra CoinCapital e OpenPicus, presentata di recente al Telecom Italia Working Capital. Al momento è un prototipo di belle speranze, ma che col prestigio del made in Italy potrebbe sciogliere le riserve di chi non darebbe una lira alla moneta digitale, figuriamoci un euro. Per scoprirla nei dettagli, abbiamo fatto qualche domanda a Sebastiano Scròfina, partner di CoinCapital e membro del team di sviluppo della macchina.
Un ATM per i Bitcoin, in Italia: non è troppo presto?

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