lunedì 17 settembre 2018

Fruttarismo SOSTENIBILE: ANATOMIA e FISIOLOGIA COMPARATE - capitolo 2 del libro di Fabrizio Dresda


L’anatomia e la fisiologia comparate[11] si occupano dello studio della
struttura e delle funzioni proprie di ogni specie animale e delle loro
reciproche somiglianze e differenze
Questo studio comparato ci
permette di comprendere appieno e senza tema possibile di smentita
perché l’uomo sia un animale fruttivoro


Infatti, osservando la dentatura, l’intestino, il sistema visivo e
quant’altro, è possibile già intuitivamente comprendere le profonde
differenze che separano un animale carnivoro, come il cane, da
un animale erbivoro, come la mucca


Si tenga presente, al riguardo, che in natura ogni specie animale ha
la struttura anatomica e fisiologica idonea solo per un determinato
elemento dell’ecosistema di cui si nutre

Quindi avremo animali
carnivori, erbivori, granivori, insettivori, fruttivori e via dicendo

Infatti, non esistono in natura animali onnivori, cioè adatti (-voro)
ad ogni cibo, in quanto ogni specie animale presenta caratteristiche
anatomiche e fisiologiche specifiche (apparato digerente, dentatura,
ecc.) per la carne o l’erba o la frutta, e non può presentare una struttura
adatta a tutto, perché la carne o la frutta presentano per esempio
esigenze digestive completamente diverse


 Parleremo, invece,
di onnarismo, quando una specie animale si nutre per necessità in
modo indifferenziato (a causa di variazioni ecosistemiche, mancanza
o insufficienza del proprio cibo specifico, ecc.);
 nello specifico potremmo
definire, quindi, l’uomo 'civilizzato' come onnariano

Al riguardo analizziamo, a titolo esemplificativo, la dentatura, l’apparato
gastrointestinale, il corredo enzimatico, il sistema visivo, la struttura degli arti, la postura; in questo modo ci si potrà rendere
conto subito delle profonde differenze tra le varie specie animali
destinate a nutrirsi in modo diverso e specifico

Per esempio, la dentatura umana è, come quella delle scimmie antropomorfe
(anch’esse fruttivore), una dentatura bunodonte, che
presenta molari con la forma di piccole colline atte solo a masticare
la polpa dei frutti;
 mentre la dentatura degli animali carnivori è del
tipo secodonte,
 cioè con molari a forma di sega, atti a maciullare
i tessuti muscolari e connettivi delle proprie prede, e canini atti a
strappare e lacerare


Ma allo stesso modo avremo altre specie animali
con una dentatura specifica per il proprio nutrimento, quindi
gli erbivori hanno una dentatura selenodonte, i semivori scalprodonte,
invece i granivori saranno provvisti di becco (p.e. la gallina)

Allo stesso modo della dentatura si possono notare le differenze
nell’apparato gastrointestinale

 Per esempio gli animali carnivori
presentano un intestino mediamente lungo circa 3 volte il
proprio tronco (ed essenzialmente liscio per permettere la rapida
espulsione della preda in putrefazione)[12];
 gli animali granivori
presentano un intestino lungo circa 6 volte il tronco;
 mentre negli
erbivori è addirittura lungo circa 20 volte il tronco (poiché la cellulosa
richiede una lunga digestione);

 nell’uomo, invece, come nelle
scimmie antropomorfe, è lungo circa 12 volte il tronco e pieno di
estroflessioni

Per quanto riguarda il corredo enzimatico l’uomo non possiede l’uricasi
per metabolizzare l’acido urico prodotto dalla decomposizione
delle purine;

 non ha altresì cellulasi e cellubiasi per metabolizzare
la cellulosa;

 o non ha le fitasi per metabolizzare ì fitati presenti
negli embrioni vegetali (cereali, legumi, ecc.)
e via dicendo


Interessanti anche le differenze nel sistema visivo:
 è tendenzialmente
statico quello dei primati (e, quindi, dell’uomo), cioè vedono
meglio gli oggetti fermi come la frutta, mentre è dinamico
quello degli erbivori e, in particolare, quello dei carnivori, cioè
questi vedono meglio gli oggetti in movimento come una preda o
un predatore[13]

Si potrebbero elencare altre significative differenze e caratteristiche
come la postura eretta e il pollice opponibile che fanno della specie
umana, priva di artigli, una specie atta solo a raccogliere frutti

Questi sono solo alcuni dei tantissimi esempi di anatomia e fisiologia
comparate che si potrebbero fare, e che ci fanno comprendere
in modo inequivocabile le differenti caratteristiche morfo-funzionali
delle varie specie animali che sono adattate nelle loro strutture a
nutrirsi di un alimento specie-specifico


NOTE

[11]
 Fondate agli inizi dell’Ottocento dal grande scienziato francese George
Cuvier, che dimostrò la natura fruttivora dell’essere umano

[12]
Per digerire i cadaveri animali, i carnivori hanno, a livello gastrico, una
produzione di acido cloridrico notevolmente maggiore di quella umana (fino anche
a 20 volte di più)
Gli animali carnivori, inoltre, per smaltire i prodotti tossici
generati dalla digestione dei tessuti animali hanno a differenza dell’uomo fegato
e reni più grandi (in media un volume che è di 2-3 volte superiore)

[13]
 Si tenga conto anche che per notare meglio i colori della frutta (in particolare
il color rosso) i primati come l’uomo hanno una struttura dei fotorecettori
tricromatica, a differenza degli altri mammiferi che è bicromatica
Mentre uccelli
e rettili hanno una struttura quadricromatica

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