sabato 16 agosto 2014

Falcao era dell'Inter, ma Andreotti alzò il telefono...

Estate 1983: l'affare era praticamente definito, saltò per l'intervento dell'onorevole, grande tifoso della Roma, che convinse Fraizzoli

TRATTATIVA
Siamo nel giugno del 1983, la Roma ha appena vinto lo scudetto e rischia di vedersi portare via l’uomo simbolo, l’ottavo re, Paulo Roberto Falcao. Il brasiliano, dalla casa di Porto Alegre dove si trova in vacanza, parla già da ex: "Lasciare Roma è stato un trauma", dice. Il presidente giallorosso Dino Viola incassa questa dichiarazione con l’abilità di un pugile, sa che tante squadre vogliono il suo gioiello, ma nessuna ha firmato un accordo con la Roma, quindi esiste ancora un margine di manovra
. Si parla delle avances del Verona e del Napoli, la telenovela diventa un caso nazionale, ma la verità è che Falcao si è promesso all’Inter. Sandro Mazzola, allora dirigente nerazzurro, ha lavorato nell’ombra assieme a Cristoforo Colombo, procuratore del giocatore, ha fatto firmare il contratto a Falcao e, tutto soddisfatto, lo ha mostrato al presidente Ivanoe Fraizzoli. E’ il colpo dell’anno. Da tenere segreto per qualche giorno, perché non si sa mai, però ormai non ci sono dubbi: Falcao sarà dell’Inter.

VATICANO
La grande macchina del potere si mette in azione. Scende in campo Giulio Andreotti in persona, tifoso romanista doc come il fedele braccio destro, Franco Evangelisti, cui affida il dossier Falcao. L’ordine è chiaro: "A Fra’, risolvi il problema". Evangelisti studia la situazione, sonda il terreno, capisce che la prima cosa da fare è convincere la mamma del giocatore, la senhora Azise, a restare a Roma. Per raggiungere l’obiettivo, non si fa scrupoli. E così una vicenda di calciomercato sbarca in Vaticano. A mamma Azise, religiosissima, fanno sapere che persino Papa Wojtyla spera che Falcao non lasci la Roma. Lei riferisce tutto al figlio e aggiunge: "Non vorrai mica fare un dispiacere al Santo Padre, eh?". Il trasferimento all’Inter è sempre più in bilico, anche se c’è quel contratto firmato nelle mani di Mazzola e Fraizzoli.

TELEFONATA
 Evangelisti va dal capo e gli dà un suggerimento: "Giulio, io ho fatto quello che potevo. Adesso devi intervenire tu". Andreotti capisce, alza il telefono, chiama direttamente il presidente Fraizzoli e, così si è saputo in seguito, prima ancora che su Falcao il discorso verte sugli interessi economici dell’imprenditore milanese, su quei capi d’abbigliamento che lui fabbrica e vengono distribuiti anche ai ministeri, "un affare importante, mi dicono". Fraizzoli sbianca in volto, esce dall’ufficio, convoca Mazzola e i più stretti collaboratori e, senza dare una spiegazione, ordina: "Stracciate il contratto di Falcao. Non lo prendiamo più". A Roma esultano e Andreotti, riservato al punto tale che in presenza di testimoni avrebbe perfino negato di chiamarsi Giulio, ammette: "Sì, questa volta mi sono impicciato e ho risolto la faccenda".

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