sabato 22 aprile 2017

Val d'Aosta: arriva il Valdex, la nuova moneta locale

Un circuito di credito sul modello sardo. «Non chiamatela moneta virtuale né baratto» dicono i promotori. Ma, sulla scia del ormai noto Sardex e delle altre 10 realtà già attive in Italia, anche la Valle d’Aosta scommette sulla «banconota che non c’è». Si chiama Valdex: vale un euro ma non può essere cambiato in euro; non esiste in forma di cartamoneta e rappresenta un’unità di pagamento su una piattaforma digitale; non dà interessi, non si accumula e va spesa, all’interno del circuito degli associati, entro un tempo definito



Il Valdex, presentato in via ufficiale in questi giorni e sul quale già in tempi non sospetti si era espresso a favore colui che da poco più di un mese è il nuovo presidente della Regione, Pierluigi Marquis, nasce per iniziativa di alcuni imprenditori decisi a imitare il modello sardo e punta a «rilanciare l’economia locale» attraverso «strumenti di credito paralleli e complementari a quelli tradizionali», bypassando così le secche del «credit crunch» che attanaglia piccole e medie imprese

 Il sistema funziona così: le aziende che si iscrivono al circuito acquistano e vendono beni e servizi all’interno dello stesso circuito bilanciando le entrate e le uscite attraverso un sistema di compensazione dei crediti e dei debiti

Il «credito» non viene dunque erogato da un’autorità centrale ma sono le stesse imprese a farsi credito tra loro in quanto tutte le posizioni di debito e credito sono riferite al circuito nel suo complesso, ovvero all’insieme di tutte le imprese iscritte

La sospensione del medico 'No Vax' Gava non ha valore, deciderà un giudice e non un 'ordine' ascentifico che neanche capisce la nutrizione specie-specifica

Gli avvocati Silvio Riondato e Giorgio Piccolotto annunciano battaglia: «La legge prevede la sospensione cioè l’inoperativita’ di queste sanzioni quando sono impugnate, come la Difesa farà, davanti ad un giudice, poiché gli Ordini dei medici sono sostanzialmente non competenti, sono associazioni rappresentative di imprese economiche che cioè mirano al lucro, perciò sono inaffidabili, sono a rischio di gravi arbitri e irregolarità come nel caso»


La notizia arriva con un tweet del presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi: l’Ordine di Treviso ha radiato il cardiologo Roberto Gava, già noto per le sue posizioni anti-vaccini ed aperto alle medicine alternative

venerdì 21 aprile 2017

Pizzarotti teme Ghirarduzzi e nega la sala stampa del comune a M5S Parma

Il Comune di Parma nega la sala stampa del Municipio al Movimento 5 Stelle per presentare la lista elettorale del candidato Daniele Ghirarduzzi, scelto dagli attivisti per ostacolare l'ex Federico Pizzarotti



Nei giorni scorsi, i grillini redivivi avevano chiesto di poter entrare nel palazzo per un incontro con la stampa in cui illustrare candidati e programmi. Ma la richiesta non è stata accolta. La domanda era stata fatta per conto dei pentastellati dal consigliere Nuzzo, uno di quelli che in questi anni ha abbandonato Pizzarotti, criticando le sue scelte poco grilline

Che Ghirarduzzi non sia gradito in Comune è lapalissiano

Bello Figo candidato sindaco di Parma col PD contro Pizzarotti

"Bello Figo candidato sindaco di Parma": la bufala corre sul Web



Bello Figo candidato sindaco di Parma per il Pd. E' questa la bufala che sta viaggiando su Facebook, all'insaputa sia del rapper parmigiano di origine ghanese sia del partito.

Diritto d’autore: hanno lasciato la Siae migliaia di autori per affidarsi alla concorrenza

Forse un giorno gli artisti italiani potranno scegliere tranquillamente la società da cui farsi rappresentare per riscuotere il diritto d’autore dovuto per l’utilizzo delle loro opere in Internet, televisione, dal vivo ecc.
 Parimenti, gli utilizzatori (negozi, radio, televisioni ecc) potranno fruire della medesima discrezionalità nell’accedere al repertorio da trasmettere sulle loro reti. In entrambi i casi, la scelta verrà effettuata tenendo conto dell’efficienza dell’intermediario in termini di costi, trasparenza, rapidità. In futuro in Italia sarà così, forse..

Nel frattempo, però, la situazione italiana è più che mai grigia e confusa. L’unica società legalmente autorizzata ad operare in Italia nell’intermediazione del diritto d’autore è la SIAE, sulla base di una riserva di legge che risale al 1941, cioè ai grammofoni
Man mano sono però apparsi nuovi intermediari, incoraggiati dal fatto che tale attività risulta liberalizzata ovunque in Europa. Infatti, pur restando l’operatore storico (PRS nel Regno Unito, Gema in Germania ecc) il perno del settore, non vi è ragione per vietare l’ingresso a nuovi operatori innovativi, soprattutto ora che il mercato si è spostato verso tecnologie più avanzate. Pertanto, in Italia alcune migliaia di autori (alcuni famosi come Fedez e Gigi d’Alessio) hanno lasciato la SIAE per affidarsi alla concorrenza, e così hanno fatto molti utilizzatori

7 milioni di italiani usano gli adblocker, I software che bloccano le pubblicità online

Sono oltre 200 milioni in tutto il mondo quelli che sui pc hanno installato AdBlock, ABP e le altre estensioni che bloccano la pubblicità online, per impedire a banner e pop-up di apparire sullo schermo del computer durante la lettura di un articolo

La novità più importante del 2016 – riportata nell’incontro con Pierluca Santoro di DataMediaHub e Giacomo Fusina di Human Highway durante la Social Media Week di Milano – è però la crescita inarrestabile degli adblock su smartphone e tablet: secondo i dati di PageFair, nel marzo 2016 gli utenti che bloccavano le pubblicità sui dispositivi mobili erano 408 milioni, in crescita del 90 per cento rispetto all’anno precedente

Un colpo doppiamente duro per gli editori, che fino a poco fa ritenevano il mobile al riparo da questo tipo di software. La situazione è invece cambiata drasticamente soprattutto dopo la decisione di Apple, nel settembre 2015, di permettere di scaricare e installare adblocker su iPhone e iPad. 

Si calcola che il 21 per cento dei 2 miliardi di smartphone diffusi nel mondo sia dotato di questi software, ma la percentuale è molto più elevata in paesi come India e Cina, dove tanti posseggono solo dispositivi mobili e dove si fa parecchia attenzione al risparmio di banda che gli adblocker consentono, impedendo alle pubblicità di venire caricate

Bueno: la modella sexy guardalinee che fa impazzire i calciatori del Brasile



Il match amatoriale tra Desire e Sporting si è trasformato in una sfilata per via della presenza della provocante modella brasiliana





Il match tra Desire e Sporting si è trasformato in una sfilata. Il motivo? La presenza di Denis Bueno nella terna arbitrale




 La modella brasiliana, infatti, ha fatto la guardalinee durante la partita e con il suo look provocante ha fatto perdere la testa ad alcuni calciatori che, durante la foto di gruppo, hanno rivolto lo sguardo verso di lei: per l’occasione si è presentata al campo con una striminzita maglietta bianca, ma senza reggiseno…







http://www.itasportpress.it/gallery/brasile-la-sexy-guardalinee-denis-bueno-mette-tutti-in-fuorigioco/?intcmp=guardalinee-sexy

Medici scandalosi: oltre a non capire l'alimentazione litigano uccidendo neonati

Un litigio tra medici per l’utilizzo della sala operatoria avrebbe ritardato di oltre un’ora un intervento urgente di parto cesareo, causando la morte di una neonata per asfissia cardiaca dovuta al cordone ombelicale stretto attorno al collo. È quanto hanno stabilito le indagini della Procura di Bari sul decesso di una neonata avvenuto il 30 aprile 2016 nell’ospedale Di Venere di Bari

Nei mesi scorsi il pm Gaetano De Bari - che ha coordinato gli accertamenti dei Carabinieri del Nas - ha fatto notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a otto persone, tutti i sanitari - medici e infermieri - dell’equipe del reparto di ostetricia e ginecologia che avevano avuto in cura la madre nei giorni precedenti il parto. Nei loro confronti la Procura ipotizza il reato di omicidio colposo per aver ritardato l’intervento cesareo. Soltanto dopo la chiusura delle indagini, però, è giunta sulla scrivania del pm l’informativa dei militari dalla quale sarebbe emersa la vera ragione di quel ritardo fatale: un litigio fra tre medici (altri rispetto agli otto indagati) per l’utilizzo della sala operatoria

Quel giorno le sale del reparto di ostetricia erano tutte occupate e quando i sanitari si sono accorti della sofferenza fetale e hanno disposto un cesareo d’urgenza, hanno deciso di rivolgersi al vicino reparto di chirurgia generale. A quel punto il primario, un altro chirurgo che aveva predisposto la sala per un intervento di appendicectomia e l’anestesista che avrebbe dovuto effettuare il cesareo, hanno avuto un diverbio sull’utilizzo della stessa sala, di fatto ritardando l’intervento di circa un’ora e mezza. Nell’attesa la donna, pronta per il parto, sarebbe rimasta senza monitoraggio e quando la bambina è stata finalmente fatta nascere era in grave sofferenza

La finta app di Pornhub che prende in ostaggio gli smartphone Android

Il software ufficiale della popolare piattaforma non è scaricabile sul Play Store: così gli utenti si devono affidare a siti di terze parti, sconosciuti e inaffidabili

L’applicazione richiede una scansione per individuare eventuali virus. Una volta eseguita, è possibile vedere video pornografici. In realtà, installa un ransomware che blocca lo smartphone e chiede un riscatto di più di 100 dollari in Bitcoin. Così, la finta app di Pornhub, scaricabile da distributori sconosciuti o comunque inaffidabili, diffonde il virus destinato a infettare i sistemi operativi Android. Questa nuova tipologia di Ransomware è stata scoperta da ESET, una società di cybersicurezza irlandese, che ha subito lanciato l’allarme

Tribunale: le telefonate del cellulare causano tumore al cervello

«Per la prima volta al mondo è stata emessa una sentenza di primo grado che riconosce il legame causale fra un tumore al cervello e l’uso del telefono cellulare». Ad annunciare lo storico verdetto sono gli avvocati dello studio legale Ambrosio e Commodo

Il Tribunale di Ivrea ha condannato l’Inail a corrispondere al lavoratore, un 57enne dipendente di Telecom Italia che utilizzava il telefono dalle 3 alle 4 ore al giorno, la rendita vitalizia da malattia professionale

La decisione del giudice Luca Fadda tiene conto di una consulenza tecnica per la quale è l’uso del cellulare ad aver causato il neurinoma dell’acustico, un tumore benigno ma invalidante. «E’ la prima volta che la giustizia italiana riconosce la piena plausibilità dell’effetto oncogeno delle onde elettromagnetiche dei cellulari», spiegano gli avvocati Renato Ambrosio e Stefano Bertone

L’effetto era già stato riconosciuto nel 2011 dalla Iarc e in precedenza si erano pronunciate la Corte d’Appello di Brescia e la Cassazione. «Il fatto che i tribunali italiani riconoscano la causa oncogena insita nei campi elettromagnetici generati dai cellulari – sottolinea l’avvocato Bertone – è il segno del continuo avanzamento delle conoscenze scientifiche. E’ importante che tutti gli italiani siano al corrente dei rischi che corrono utilizzando i cellulari. E’ importante che i bambini e le donne in gravidanza non usino il cellulare. Senza dimenticare l’esposizione passiva, con lo stesso meccanismo del fumo passivo»

Google: su Chrome un sistema per bloccare la pubblicità

Nel mirino non finirebbero tutti gli spot ma solo quelli ritenuti «inaccettabili» dalla «Coalizione per un’industria pubblicitaria migliore»: pop-up, spot a schermo intero che precedono la visualizzazione di un sito; video che partono in automatico

Google starebbe valutando di introdurre sul browser Chrome un sistema di ad-blocking, cioè di blocco della pubblicità, che dovrebbe dispensare i navigatori dalla visione di spot invadenti. Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui la novità riguarderebbe sia la versione di Chrome per computer, sia quella per smartphone e tablet

L’ad blocker di Google, che aderisce alla Coalition for better ads, sarebbe in grado di filtrare certi tipi di annunci pubblicitari. Quelli che hanno un carattere più invasivo e compromettono l’esperienza di navigazione su Internet provocando una reazione di rigetto da parte degli utenti. Come i pop-up pubblicitari (già disattivabili su Chrome) che si aprono improvvisamente a finestra, gli annunci che compaiono prima della visualizzazione di un sito con un conto alla rovescia, o i video con audio che partono automaticamente mentre si sta leggendo un articolo

Federico Caffè: il professore scomparso come Majorana

L’economista keynesiano lasciò sul comodino cinque oggetti: occhiali, orologio, chiavi, passaporto e libretto degli assegni



Trent’anni fa il professore di lettere Alfonso Caffè diede alla stampa la notizia della scomparsa del fratello Federico, uno dei più colti e raffinati economisti italiani, professore fuori ruolo di Politica economica e finanziaria all’Università di Roma. Alle 5.30 del mattino un vicino sentì aprire e chiudere l’uscio dell’abitazione di Caffè, nel quartiere romano Monti. Albeggiava appena, nessuno vide la piccola figura del professore attraversare il cancello. Sul comodino lasciò cinque oggetti: l’orologio, le chiavi, gli occhiali, il passaporto e il libretto degli assegni. 


La sera prima aveva guardato il telegiornale con il fratello malato, che assisteva da tempo, poi si ritirò nella sua stanza. Come ogni sera. A 73 anni, lasciata l’università e l’insegnamento, era depresso. Dopo la morte del padre, lo avevano lasciato anche le due donne della sua vita: la madre morta ultranovantenne e poco dopo la governante, uccisa da un tumore. Negli ultimi anni tre dei suoi migliori allievi erano scomparsi in modo tragico: Ezio Tarantelli ucciso dalle Brigate Rosse, Franco Franciosi per un tumore al fegato e Fausto Vicarelli in un incidente stradale

giovedì 20 aprile 2017

Quasi fruttariano corre gli 866 km della Transpyrenea: la corsa più dura del mondo

Si è quasi abituato a sentirsi dare del folle. Luca Bortolameotti è partito a fine luglio 2016 per la Transpyrenea, gara di corsa in montagna in cui si corre per 866 chilometri e 65 mila metri di dislivello totale, su e giù. È la gara di endurance più dura al mondo. La follia non sta solo nella lunghezza del percorso estremo: Luca da qualche anno ha scelto uno stile di vita vegano e crudista, nello specifico «fruttariano». Ogni gara è una sfida, «voglio dimostrare cosa si può fare seguendo questo stile di vita». Più che una follia la sua è una passione che coltiva con ferrei allenamenti e studi, molto razionali, su alimentazione e sport



«Ho iniziato a correre per caso - racconta il 37enne di Ceniga, che di mestiere fa il programmatore informatico - perché un amico stava per sposarsi, voleva dimagrire in vista di quell'evento, e mi chiese si accompagnarlo. Allora pesavo 20 chili in più, non avevo mai corso». Ma fu amore al primo chilometro: Luca non ha mai smesso, anzi. Dopo sei mesi la sua prima mezza maratona, nel 2014 il Tor de Geants sulle cime della Val d'Aosta, oltre 300 chilometri di corsa. Nel mentre Luca e la fidanzata Katia hanno preso in mano il gruppo podistico della Sat di Arco, ottenendo grandi risultati. «Mi alleno facendo altre gare - dice - e amo mettermi alla prova. La Transpyrenea sarà una vacanza diversa, diciamo avventurosa». Durante la gara Luca sarà soggetto di uno studio condotto dagli esperti del Cnr, un'analisi medica degli atleti messi alla prova su tracciati così disumani

«Ad un certo punto ho iniziato ad ascoltare il mio corpo, ho capito che mi chiedeva di cambiare» spiega Luca. Quattro anni fa (2012 NdR) la decisione di smettere con la carne e le proteine animali, due anni (2014) fa la scelta del crudismo, che prevede di consumare i cibi senza cottura, secondo il concetto che «se devi sottoporli a cottura, non fanno davvero bene».

martedì 18 aprile 2017

Elezioni Parma: M5S schiera gli anti Pizzarotti più duri

Candidato sindaco Daniele Ghirarduzzi che in questi anni si è sempre opposto all'Amministrazione Pizzarotti. La presentazione venerdì 21 aprile



Beppe Grillo sceglie la linea dura alle elezioni di Parma. Il meet-up locale Amici di Beppe Grillo comunica infatti di avere ricevuto dal garante del M5s l’autorizzazione a rappresentare il MoVimento 5 Stelle alle elezioni amministrative del Comune di Parma in programma il prossimo 11 giugno.

L’autorizzazione  - spiega una nota - "deve essere ancora formalizzata dallo staff del MoVimento ma si tratta di un mero passaggio burocratico, in quanto Beppe Grillo ha "già telefonato personalmente al candidato sindaco Daniele Ghirarduzzi garantendogli l’appoggio suo e di tutto il MoVimento"



Il meet-up degli Amici di Beppe Grillo di Parma e Provincia, di cui la lista è espressione, è del resto "in prima linea dal 2014 a tutela e difesa dei valori fondanti a 5 Stelle che l’amministrazione uscente ha disatteso"

La scelta è dunque caduta su chi in questi anni di mandato ha sempre duramente contestato la linea amministrativa di Pizzarotti mentre l'altra lista del candidato sindaco Andrea D'Alessandro, consigliere comunale rimasto nel M5s dopo la nascita di Effetto Parma, si è mosso più in linea con le decisioni della Giunta comunale

Sindaco Parma: il 21/4 l'M5S Ghirarduzzi lancia la sfida al molto ex Pizzarotti

E' lo stesso  Meetup Amici di Beppe Grillo di Parma e Provincia a comunicare di "avere ricevuto da Beppe Grillo l’autorizzazione a rappresentare il MoVimento 5 Stelle alle elezioni amministrative del Comune di Parma in programma il prossimo 11 giugno"




L’autorizzazione - dicono-  "deve essere ancora formalizzata dallo staff del MoVimento ma si tratta di un mero passaggio burocratico, in quanto Beppe Grillo ha già telefonato personalmente al candidato sindaco Daniele Ghirarduzzi garantendogli l’appoggio suo e di tutto il MoVimento

 Il Meetup degli Amici di Beppe Grillo di Parma e Provincia, di cui la lista è espressione, è del resto in prima linea dal 2014 a tutela e difesa dei valori fondanti a 5 Stelle che l’amministrazione uscente ha disatteso"



La lista del M5S di Parma e il programma elettorale, che sarà poi perfezionato online nelle prossime settimane assieme agli elettori, saranno presentati venerdì 21 aprile alle 17 nella Sala Stampa del Comune di Parma

M5S Parma: Ghirarduzzi sfida l'autoespulso Pizzarotti, finalmente un vero M5S x la democrazia diretta

Daniele Ghirarduzzi ha presentato i documenti in tempo e a lui spetterà il compito di sfidare l'ex primo cittadino auto-espulso dal Movimento




Il Movimento 5 stelle a Parma avrà un candidato per sfidare l’ex grillino Federico Pizzarotti. Non c’è ancora l’autorizzazione ufficiale, ma Beppe Grillo ha già telefonato al prescelto Daniele Ghirarduzzi, che ha rivelato: “Mi ha chiamato personalmente per garantirmi l’appoggio suo e di tutto il Movimento”. Cinque anni dopo la vittoria, che a quei tempi fu storica, e quasi dodici mesi dopo la rottura definitiva con l’ex pupillo Pizzarotti, il M5s cerca di ricompattarsi. Nelle scorse settimane non si era esclusa l’ipotesi che i grillini non si presentassero alle elezioni comunali, ma questo avrebbe voluto dire lasciare campo libero all’espulso dal Movimento




La lista e il programma elettorale, che sarà poi perfezionato online nelle prossime settimane assieme agli elettori, saranno presentati venerdì 21 aprile

Attentato Dortmund: dai tifosi del Borussia un letto ai fans del Monaco

Il club lancia l'idea su Twitter dopo le esplosioni e i tifosi tedeschi aderiscono: sui social tante foto delle serate con i nuovi amici francesi



La risposta più bella a chi voleva attaccare il Borussia Dortmund e il calcio europeo. Perché l'attentato che ha colpito ieri sera il pullman della squadra tedesca (nel quale è rimasto ferito Marc Bartra) ha fatto nascere un'amicizia solida tra la tifoseria di casa e quella del Monaco. Dopo il coro "Dortmund, Dortmund" intonato dai francesi allo stadio Signal Iduna Park quando hanno appreso la notizia delle tre esplosioni, il Borussia ha lanciato una proposta ai propri sostenitori in vista del recupero della partita previsto per oggi alle 18.45: "Aprite le porte di casa vostra e date ospitalità ai tifosi francesi per permettergli di assistere alla partita". Un invito lanciato attraverso l'hashtag #bedforawayfans (un letto per i tifosi ospiti) che su Twitter ha riscosso un grande successo. Tant'è che in molti sostenitori del Dortmund hanno aderito e pubblicato sui social network le immagini in compagnia dei nuovi amici francesi. Tutti uniti contro il terrorismo


http://www.tuttosport.com/news/calcio/champions-league/2017/04/12-24220153/attentato_dortmund_dai_tifosi_del_borussia_un_letto_ai_sostenitori_del_monaco/

Roma Municipio VIII commissariato: al voto nel 2018?

Roma, ufficiali le dimissioni del “minisindaco” M5S del Municipio VIII. Scatta il commissariamento

Il Movimento 5 stelle a Roma perde il primo pezzettino della sua amministrazione. Dopo mesi di polemiche, contrasti interni e tentativi esterni di riconciliazione, accordi trovati e saltati nel giro di poche ore, cade la giunta del Municipio VIII presieduta da Paolo Pace. Oggi 5 aprile scadeva il termine per ritirare le dimissioni, presentate 20 giorni fa dopo l’ennesimo strappo con il gruppo dei consiglieri dissidenti. E il minisindaco non ci ha ripensato. La crisi è ufficiale e irreversibile, e le opposizioni, a partire dal Pd, attaccano, parlando di “fallimento in piena regola del M5s”

Ora il Campidoglio assumerà le veci per l’ordinaria amministrazione e probabilmente nominerà un commissario: “Deciderà la sindaca se tenere lei la responsabilità dell’incarico o delegare qualcun altro”, spiega Paolo Ferrara. Presto gli abitanti della Garbatella e dei quartieri limitrofi dovranno tornare al voto, probabilmente nella primavera 2018. E forse il Municipio cambierà anche colore politico: “Ma noi non abbiamo timori, anzi: il M5s andrà sicuramente bene”, afferma il capogruppo

Alla fine tutti gli sforzi da parte del Comune di evitare la rottura definitiva si sono rivelati vaniL’ultimo ieri sera, quando lo stesso Ferrara, insieme al consigliere Pacetti, si è recato in via Benedetto Croce 50, alle porte dell’Eur, per provare a convincere Paolo Pace a fare un passo indietro. Tutto inutile: stavolta non c’è stata nessuna riunione fiume, come in occasione del vertice fino a notte fonda di inizio marzo in Campidoglio, che sembrava aver trovato un accordo (durato poche ore, però). Il colloquio è stato breve, appena una quarantina di minuti: non c’erano proprio i margini di trattativa, e gli emissari della Raggi hanno dovuto prenderne atto e tornare a casa a mani vuote.

La crisi nasce da lontano (già da settembre 2016), e riguarda principalmente i rapporti tra il presidente di municipio e un gruppo di consiglieri dissidenti, col tempo diventato maggioritario: i “ribelli” hanno accusato il minisindaco di una guida autoritaria, dispotica e poco trasparente, non in linea con le promesse fatte in campagna elettorale e i valori del Movimento; lui per conto suo ha sempre lamentato il mancato rispetto delle gerarchie e l’impossibilità di lavorare in queste condizioni ostili

La famosa Legge Pinto sul risarcimento per l'irragionevole durata di un processo (n. 89 del 2001)

La legge 24 marzo 2001, n. 89 - nota come legge Pinto - (dal nome del suo estensore, Michele Pinto) è una legge della Repubblica Italiana

Essa prevede e disciplina il diritto di richiedere un'equa riparazione per il danno, patrimoniale o non patrimoniale, subito per l'irragionevole durata di un processo

La norma nacque come ricorso straordinario in appello qualora un procedimento giudiziario ecceda i termine di durata ragionevole di un processo secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), in base all'art. 13 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali  che prevede il diritto ad un ricorso effettivo contro ogni possibile violazione della Convenzione. In tal modo, si introduce un nuovo ricorso interno, che i ricorrenti devono avviare prima di rivolgersi alla Corte di Strasburgo

Tuttavia le Corti d'Appello inizialmente non hanno applicato i parametri della CEDU per la definizione dell'irragionevole durata del processo, ma hanno chiesto ai ricorrenti la dimostrazione dell'aver subito un danno (cosa che, secondo l'art.6 CEDU, è incluso nel fatto stesso)
 Tali casi sono stati quindi ri-appellati alla Corte CEDU di Strasburgo per scorretta applicazione della Legge Pinto

Nel 2004 la Corte di Cassazione ha stabilito che i giudici nazionali devono applicare i criteri di Strasburgo nel decidere in casi relativi alla legge Pinto, senza poter richiedere la prova del danno subito dal ricorrente

La sentenza Brusco della CEDU ha infine statuito che tutti i casi pendenti a Strasburgo dal 2001 (sui quali non sia ancora stato dato un giudizio di ricevibilità da parte della Corte) debbano tornare in Italia per l'appello interno secondo la legge Pinto. La sentenza Brusco è stata criticata per gli alti costi processuali presenti nella procedura interna italiana, ed inesistenti a Strasburgo

L'art. 55 del Dl. 22 giugno 2012 n. 83, contenente "misure urgenti per la crescita del paese" (cosiddetto decreto sviluppo del governo Monti), ha apportato importanti modifiche alla legge, volte a porre un freno alle richieste di risarcimento.
Infatti, la riforma introdotta dal c.d. DL Sviluppo 2012 è stato profondamente mutato il procedimento delineato dalla Legge Pinto per permettere un più agevole ed efficace accesso al giudizio di equa riparazione ed ottenere in tempi più rapidi (che non siano a loro volta “irragionevoli”) il giusto risarcimento

1) Non è più investita della decisione la Corte d'Appello in composizione collegiale. A decidere sarà un giudice monocratico di Corte d'appello con una procedura modellata su quella del decreto ingiuntivo e quindi, senza inutili appesantimenti procedurali (a titolo di esempio basti pensare che per la fissazione dell'udienza, specie avanti le Corti di appello più oberate, occorrono mesi o anni di attesa)

2) Viene fissato un preciso tetto oltre il quale la lunghezza del processo diventa “irragionevole” facendo così sorgere il diritto all'equa riparazione. Il processo non è svolto in termini ragionevoli quando supera i sei anni (tre anni in primo grado, due in secondo e uno nel giudizio di legittimità)

3) Sono stati puntualmente fissati gli importi per gli indennizzi. A seguito dell'ulteriore riforma apportata dalla Legge di Stabilità 2016, gli indennizzi sono oggi commisurati in una somma variabile tra un minimo di 400 euro ed un massimo di 800 euro per ogni anno o frazione di anno superiore a sei mesi che eccedente rispetto al termine di ragionevole durata (art. 2-bis L. n. 89/2001). Detta somma può essere incrementata fino al 20 per cento, per gli anni successivi al terzo eccedente la durata ragionevole, e fino al 40 per cento per gli anni successivi al settimo. La misura dell'indennizzo non può comunque superare il valore della causa presupposta (quella, cioè, che ha avuto un'irragionevole durata), o il valore del diritto accertato in quel giudizio dal giudice, ove fosse inferiore

4) In ogni caso la domanda può essere proposta a pena di decadenza entro sei mesi dalla sentenza definitiva che definisce il giudizio durato oltre il termine “ragionevole”

La giurisprudenza della CEDU

Reagire, sentire, coordinare: le tre parti del cervello che guidano le nostre azioni

A tutti è capitato di sperimentare come in alcuni momenti il nostro cervello sembri accelerare e farci prendere decisioni fulminee che non hanno a che fare con il ragionamento cosciente. Ci rendiamo conto che non tutto ciò che viviamo proviene dal ragionamento, non tutto è cognitivo. Esiste un mondo di sensazioni ed emozioni che ci consente di approcciare la realtà in modo emotivo, non solamente in modo razionale. Una teoria che ci aiuta a fare chiarezza e a dare un senso a queste diverse velocità e modalità, è la teoria del cervello tripartito (o «trino») formulata da Paul MacLean


Essa trova le sue basi negli studi della psicologia evoluzionista (che cioè studia il comportamento dell’uomo a partire da ciò che in termini di evoluzione sia stato per lui più o meno utile).  

MacLean distingue tre parti del cervello, ognuna con funzioni distinte. Le tre parti funzionano in modo gerarchico, seguendo un principio chiamato di Jackson: gli impulsi più basici vengono progressivamente raffinati e infine razionalizzati, «risalendo» dalle parti più antiche del nostro cervello fino alla neo-corteccia, più recente

Il complesso rettiliano: reagisce al pericolo  
La parte più antica dal punto di vista evoluzionistico è anche la più profonda in termini anatomici e viene definita «cervello rettiliano» dal momento che è paragonabile, per finalità e modalità di funzionamento, al cervello di un rettile
 Si attiva nei momenti che ci richiedono massima velocità di esecuzione (per esempio nei casi di rischio di vita), non ci rendiamo conto di usarlo dato che è pre-cognitivo e funziona in termini relazionali secondo una logica di attacco/fuga (in inglese fight/fly), ovvero ci predispone a scappare o ad attaccare di fronte a un predatore (reale o immaginato).  

Quando ci troviamo in mezzo a una situazione di emergenza come un’aggressione o un incidente, è questa parte a essere coinvolta perchè ci consente di muoverci in modo molto più rapido, al limite della consapevolezza. Si nutre di impulsi, che non vengono modulati secondo un criterio di intensità: l’impulso o si esprime o resta silente

Milano capitale economica: 10% del Pil nazionale, tremila multinazionali e quarta economia europea per crescita

Dimenticata Tangentopoli, la ricchezza pro capite è il doppio della media nazionale. E la città ora punta a ospitare il mercato dei derivati: vale 30 miliardi e 10 mila posti

Piazza Gae Aulenti A Milano in un chilometro quadrato ci sono le prime tre banche del Paese: Unicredit, Intesa e Banco Bpm (dopo la fusione di inizio anno)

«Eravamo la capitale morale, diventammo la capitale delle tangenti», dice Pillitteri. Non si muoveva più pietra né si investiva un soldo, con tutti quegli occhi addosso, risentiti e accusatori. «E’ stata una botta, una botta tremenda», dice Sergio Dompé, fondatore della Dompé Biotec , che nel silenzio prende il largo proprio in quei cupi Novanta, farmaceutica e biotecnologie, e oggi è piantata nell’ombelico del mondo con partnership ovunque, specialmente negli Stati Uniti. «In quel decennio abbiamo perso capitali enormi», dice. «Soltanto nel mio settore, penso alla Carlo Erba che era della Montedison, di Raul Gardini, indagato e morto suicida nel ’93». La Carlo Erba passò prima a Kabi Pharmacia, poi a Johnson&Johnson. Ma non si può indugiare più di tanto. La depressione è andata via, e il malato non parla volentieri della malattia da cui è guarito. «Fu una botta, ma abbiamo smesso presto di piangerci addosso. Se continui a raccontartela poi la fai peggio di quello che è», dice Dompé. «Già alla fine del decennio Milano aveva ripreso a fare quello che sa fare. Cioè fare», dice Pillitteri

Vichi Festa, saggista, romanziere, vecchio comunista, poi condirettore del Foglio di Giuliano Ferrara, conosce Milano come sé. Ha sempre preferito l’analisi alla suggestione: «Lo spostamento della finanza a Brescia, essenzialmente, dell’edilizia a Torino, della politica a Roma. Ecco le ragioni dello sbandamento. Ma non è durato a lungo». Nel venticinquennale di Mani pulite Milano produce il 10 per cento del Pil nazionale, il Pil pro capite è di 45 mila euro, quasi il doppio della media nazionale (24 mila euro), ospita circa tremila multinazionali, un terzo di tutte quelle presenti in Italia, che impiegano quasi 300 mila dipendenti, la disoccupazione giovanile è al 22 per cento contro la media nazionale del 35, le transazioni immobiliari crescono del 20 per cento ogni anno, dal 2010 al 2015 sono arrivati 7,3 milioni di turisti, con una crescita superiore a quella di Parigi e Londra, e nelle grandi città europee inferiore solamente a quella di Berlino.

Le cifre non tengono conto di Expo, che nel breve può essere giudicata come si vuole, ma nel lungo è quello che in economia si definisce un volano: le stime indicano un ulteriore aumento di turisti del 10 per cento nel 2016. Numeri spettacolari e riassumibili in uno: Milano è la quarta economia europea per crescita. Il tutto prodigiosamente immerso nella nebbia del Paese

Alla fine degli Anni Novanta e all’inizio del decennio successivo, spiega Festa, il sindaco Gabriele Albertini rimette giù le basi della struttura sociale. In un anno nasce Milano city, il trasferimento della Fiera a Rho-Pero. In Regione, Roberto Formigoni crea un sistema integrato pubblico privato aiutando a far emergere eccellenze della ricerca privata come la Maugeri e il San Raffaele e intanto prepara un progetto d’integrazione del pubblico più avanzato (Niguarda, Besta, Isituto Tumori e Sacco) che deve ancora tradursi in pratica, ma indica una via nuova

Da lì si arriva sino a Human Technopole, centro dedicato alla medicina predittiva che sorgerà all’interno dell’area Expo, e alla Città della Salute a Sesto San Giovanni, nell’area della Falck, per cui Milano diventa il più importante centro di ricerca d’Italia e fra i principali d’Europa, in attesa di spuntarla nell’affare dell’Agenzia europea del farmaco

WIND Tre azzera i costi di roaming in Europa

Dal 24 aprile l’azienda applicherà a tutti i suoi clienti in viaggio per l’Europa le tariffe nazionali, tagliando così gli extra-costi finora in vigore all’estero



Wind dal 24 aprile, in anticipo di circa due mesi rispetto alle disposizioni dell’Ue in materia di roaming, applicherà, prima azienda di telecomunicazioni in Italia, a tutti i suoi clienti in viaggio per l’Europa le tariffe nazionali, tagliando così gli extra-costi finora in vigore quando si è all’estero

«Questo rappresenta un importante vantaggio in termini di convenienza e di semplicità - commenta Michiel J. Van Eldik, Chief Consumer & Digital Officer di Wind Tre. I clienti Wind, spiega, avranno la possibilità di controllare le e-mail, usare le mappe, caricare foto sui social media, telefonare e scrivere messaggi senza alcun costo aggiuntivo e di attivazione in ogni altro paese comunitario»

Merda Bilderberg: gli schifosi partecipanti italiani nei 60 anni di incontri

Numerosi gli italiani che in questi 60 anni hanno partecipato almeno una volta alle riunioni del gruppo Bilderberg. Tra i partecipanti politici, imprenditori e giornalisti




Molti sono stati gli italiani che in questi sessanta anni hanno preso parte alle riunioni del gruppo Bilderberg. A cominciare da Gianni e Umberto Agnelli, i più assidui frequentatori che hanno fatto parte anche del Comitato Direttivo del Club, ma anche tanti politici come Enrico Letta, Ugo La Malfa, Emma Bonino, Mario Monti, Romano Prodi, ed infine non sono mancati i 'giornalisti' come Lilli Gruber e Gianni Riotta. Ha preso parte ad una riunione anche l’attuale Presidente della Banca d’Italia Ignazio Visco, mentre hanno partecipato per diversi anni agli incontri tra gli altri anche l'ex ministro Giulio Tremonti e l’attuale Presidente della Bce Mario Draghi

Bilderberg, l'elenco di tutti gli italiani che hanno partecipato

Alcide De Gasperi (politico)

Raffaele Cafiero (senatore)

Giovanni Malagodi (membro del parlamento)

Alberto Pirelli (CEO Pirelli)

Pietro Quaroni (Ambasciatore)

Paolo Rossi (parlamentare)

Vittorio Valletta (Presidente Fiat)

Longo Imbriani (BNL)

Giovanni Agnelli (FIAT)

Guido Carli (direttore generale Banca d’Italia)


Pietro Quaroni (presidente RAI)

Alighiero De Micheli (presidente Confindustria)

Aurelio Peccei (Direttore Generale Italconsult)

Mario Pedini (parlamentare)

Ugo La Malfa (parlamentare)

Ettore Lolli (Manager BNL)

Franco Malfatti (parlamentare)

Giovanni Scaglia (parlamentare)

Paolo Vittorelli (senatore)

Manlio Brosio (segretario generale NATO)

Eugenio Cefis (parlamentare)

Giuseppe Petrilli (presidente IRI)

Leopoldo Pirelli (Pirelli Group)

Mariano Rumor (parlamentare)

Piero Bassetti (politico ed imprenditore)

Mario Pedini (parlamentare)

Principe... Guido Colonna di Paliano (diplomatico)


Mario Aggradi Ferrari (parlamentare)

lunedì 17 aprile 2017

Canarie: Lanzarote l'isola della luce, 4.800 ore l'anno, la più luminosa d'Europa

Dalle sòle al sole. Un accento che può rivoluzionarti la vita. Sono ormai quasi 30 mila gli italiani emigrati alle Canarie e qualche migliaio ha scelto come base privilegiata Lanzarote, l' isola della luce (4.800 ore all' anno, la più luminosa d' Europa), del clima mite sempre (la temperatura non scende mai sotto i 19 gradi), della tassazione agevolata (aliquota al 20%, Iva al 7%,), della qualità di vita molto alta (niente smog, pulizia ovunque, semplicità nel vestire), dei costi stracciati (il 70% in meno l' assicurazione dell' automobile, la benzina che può scendere anche sotto l' euro al litro, il dentista che ha costi pressoché dimezzati rispetto all'Italia , la raccolta della spazzatura che in diverse località viene "regalata" dal Comune...)




Un luogo per ripartire, dunque, lontano da uno Stato che ti ha vessato ed umiliato. Una sorta di Erasmus del lavoro, dove se ci arrivi con un progetto concreto, una volontà forte e un senso di legalità assoluto puoi rimetterti in gioco e vincere la tua sfida. «L' Italia mi ha spremuto come un limone - racconta Viviana, 44 anni, di Pisa - e fatto fuori in un mese. Facevo la ragioniera in un' azienda fallita, ci siamo ritrovati nel vuoto senza alcuna tutela. Sono scappata ed è stato il mio Bingo. Ora lavoro in un' agenzia immobiliare, faccio vedere case soprattutto ai connazionali».

Lasci un Paese in ginocchio e ti ritrovi su un' isola dove il comune denominatore è il sorriso. «Io l'ho ritrovato - svela Giorgio, 51 anni, di Genova - dopo due anni di depressione. Un amico mi ha chiamato per aiutarlo ad avviare un ristorante a Playa Blanca. È stata la mia salvezza. Pago un affitto che è un terzo di quello italiano, non ho bisogno dell' auto e mi sono dimenticato di cosa sia il riscaldamento»

Robert W. Taylor: pioniere di internet con ARPANET

Creò Arpanet, antenato web, e Alto, tra i primi personal computer

WOODSIDE (CALIFORNIA), 15 APR - E' morto all'età di 85 anni a Woodside in California Robert W. Taylor, ricercatore che ha dato un contributo decisivo alla nascita di internet. Ne ha dato notizia il figlio, precisando che il padre era da tempo affetto dal morbo di Parkinson. Nel 1961 Taylor era capo progetto alla Nasa quando finanziò il lavoro di Douglas Engelbart allo Stanford Research Institute, ricerca che avrebbe portato alla creazione del primo mouse da computer. Nel 1966, passato all'Advanced Research Projects Agency (Arpa) al Pentagono, Taylor guidò la squadra che mise a punto un sistema di computer che dialogavano tra loro, così che ricercatori di varie istituzioni potessero comunicare via computer. Arpanet, come fu chiamato, si sarebbe evoluto diventando internet. Un'evoluzione che Taylor aveva previsto

L'antivegano Salvini: mai lavorato in vita sua, lo dicono anche i giudici..

"Io l'agnellino me lo mangio, anzi lo sbrano. Mi piace la carne, gnam!"




 Così Matteo Salvini in un'intervista al Fatto Quotidiano. Una frase in cui ogni riferimento alla campagna pro-agnelli di Silvio Berlusconi non è affatto casuale. La Lega Nord..gli ricordano che il partito è "solo come un gattino cieco"...

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/12359151/matteo-salvini-silvio-berlusconi-famiglia-addams-milan-cinese-agnello-pasqua.html

“Salvini non ha mai lavorato” si può dire

Il segretario del Carroccio contro il giornalista del Corriere, reo di avere scritto di lui che "non ha mai lavorato un minuto in vita sua ". Nel 2014, per la stessa affermazione in un blog, l'europarlamentare querelò il collega Davide Vecchi. Ma il giudice gli diede torto: "Non ha potuto dimostrare di avere fatto qualcosa al di fuori della Lega"

Dategli del populista, ma non dite che non lavora. Perché quando accade, Matteo Salvini se la prende. Lo ha fatto martedì, dopo Il caffè, la rubrica di Massimo Gramellini sul Corriere della Sera. Ma non è una novità. Era accaduto con ilfattoquotidiano.it due anni fa. Ma il giudice accolse la richiesta di archiviazione del pm. E respingendo l’opposizione del leghista, il 26 gennaio 2016 il giudice scrisse: “Salvini non ha potuto dimostrare di aver fatto “qualcosa” al di fuori della Lega”. Ora il leader del Carroccio risponde a Gramellini sugli stessi argomenti. Scriveva l’editorialista, commentando le critiche dell’europarlamentare ad Alessandro Bertolazzi, il truccatore italiano che ha vinto il premio Oscar, reo di averlo dedicato agli immigrati: “Uno che non ha mai lavorato un minuto in vita sua e viene pagato dai contribuenti per non combinare nulla, dato che al Parlamento europeo non si fa vedere quasi mai, forse per timidezza, e trascorre le giornate a scagliarsi contro quella stessa Europa che gli passa un generosissimo stipendio”

La replica di Salvini è arrivata nel pomeriggio. Tra un po’ di refrain berlusconiani (“la gente che mi vota è sempre di più”) e di sano sovranismo (“mi batto per cambiare dall’interno quest’Europa, perché gli italiani tornino a essere un popolo sovrano”), il politico ha fornito la sua versione: “Lavoro da quando avevo 16 anni e da 20 faccio il giornalista, che mi sembra il suo stesso privilegiato mestiere”

C’è però una sentenza che sostiene il contrario. Perché Salvini in questo caso ha solo replicato. Nel novembre 2014, il leghista querelò Davide Vecchi per un post in cui sosteneva che “Salvini non ha mai lavorato un giorno in tutta la sua vita” e che “è noto a Bruxelles per essere tra i più assenteisti, tanto da essere persino ripreso in aula a Strasburgo dal deputato socialista Marc Tarabella durante una delle rare sedute in cui l’eroe padano si è presentato”. Vale a dire, in sostanza, quello che martedì ha detto Gramellini

E il giudice Battista Palestra cosa sostenne appena un anno fa di fronte alla “diffamatorietà” che Salvini ravvisava nell’articolo del Fatto?

sabato 15 aprile 2017

Italiani: zero fiducia nei politici e pochissima per giornalisti e giudici

I dati di Index per PiazzaPulita: il 93 per cento degli intervistati risponde che ha poca o zero fiducia nei politici.


Ma c’è un elemento in più: se si chiede se ha fiducia nella politica, a rispondere di sì è solo il 3 per cento. E’ probabilmente il minimo storico. Dall’altra parte il 93 per cento degli intervistati dice di avere poca o per nulla fiducia nella politica

venerdì 14 aprile 2017

Running (corsa): dopo mezzora scatta l'acidosi per eccesso di catecolamine*

Scaricare le tensioni dopo una giornata pesante (41%), rimanere in forma dal punto di vista fisico (39%) e soprattutto dimostrare a se stessi che le sfide si possono vincere (53%). Queste le principali motivazioni che spingono gli italiani a scegliere la corsa



Uno sport oggi amatissimo da un numero sempre maggiore di persone che, talvolta, ne fanno una vera e propria ragione di vita. Secondo uno studio della rivista specializzata Correre, sono 39.098 gli italiani che nel 2016 hanno concluso almeno una maratona e il numero continua a crescere di anno in anno. Uno sport che è diventato un vero e proprio trend, prediletto da celebrities e influencer, come Bradley Cooper o Emma Watson, spesso immortalati sui tabloid internazionali in tenuta da running, e raccontato attraverso blog e biografie

Il motivo di tanta passione può trovare conferma nella scienza, che ha codificato come “runner’s high” (sballo del corridore) la sensazione di euforia che molti atleti riscontrano durante un’attività sportiva prolungata, data dal rilascio di endorfine da parte dell’ipofisi durante un allenamento di almeno trenta minuti (ndr* questo è il motivo per cui non si deve correre più di 25 minuti in maniera sostenuta dato che le indolamine [endorfine] vengono prodotte in risposta all'eccesso di catecolamine prodotte per lo stress fisico)

Quel che è certo è che, al di là degli effetti neurochimici, anche la spinta motivazionale psicologica rende la corsa una vera e propria metafora di vita per coloro che vengono definiti “Everyday Climbers”, persone che ogni giorno si danno un obiettivo da raggiungere e hanno lo sguardo fisso alla cima
 E’ quanto emerge da un’indagine condotta da Levissima, sponsor quest’anno della EA7 Emporio Armani Milano Marathon su circa 2.500 persone di età compresa tra i 18 e i 60 anni e realizzata con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community specializzate, per definire che rapporto hanno gli italiani con la corsa

 “Molti sportivi scelgono la corsa perché permette di allenarsi in un ambiente naturale – afferma il prof. Paolo Lazzarin, preparatore atletico professionista e creatore di Human Performance, azienda esperta nell’executive coaching –.

giovedì 13 aprile 2017

I danni ai giovani dell'ubriacatura del fine settimana: donne più vulnerabili

L’Istat: il picco di chi beve fino allo stordimento nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni. L’allarme: accertati casi di 11enni che abusano. Coinvolte sempre di più le donne

Sono troppe le persone che in Italia abusano di alcol, 8 milioni 643 mila secondo l’Istat nel 2016. La maggioranza sono uomini, ma ci sono anche 2 milioni e mezzo di donne. L’alcol fa male, può portare dipendenza, è potenzialmente cancerogeno, ce lo dice l’Istituto Superiore di Sanità.  

Dobbiamo stare attenti a non abusarne. I ragazzi fino a 17 anni non dovrebbero proprio toccare l’alcol perché il loro organismo non è in condizione di metabolizzarlo. E invece nel 22,9% dei casi lo consumano.  

I limiti  
Le donne adulte e anziane non dovrebbero superare una unità alcolica di consumo (1 unità alcolica corrisponde a 1 bicchiere da 125 ml di vino) gli uomini non ne dovrebbero superare due da adulti e una da anziani. A volte può capitare che abusiamo di alcol senza rendercene conto. E’ il caso del consumo di alcol nella popolazione anziana. Con l’avanzare dell’età, si hanno sempre meno difese nei confronti dell’alcol e si diventa più vulnerabili, perché si ha una minore capacità di digerire l’alcol, e anche di diluirlo e tollerarne gli effetti. Gli uomini di 65-74 anni presentano una percentuale di abuso di alcol elevata che raggiunge il 38%. Vi chiederete, possibile, si ubriacano? Non necessariamente, spesso le persone continuano a consumare come prima, anche perché si sentono in buone condizione di salute e non ci pensano, magari nessuno gliel’ha mai detto, è l’abuso incosciente

Il problema non riguarda solo gli anziani. Le donne sanno di essere più vulnerabili degli uomini agli effetti negativi dell’alcol? Una donna adulta non dovrebbe mai consumare quantità giornaliere superiori a un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica e in alcune circostanze, come nel caso della gravidanza o dell’assunzione di farmaci, il consumo, anche moderato, è proprio da evitare. Una ragazza ha una massa corporea inferiore rispetto ai ragazzi, e minor quantità di acqua corporea. Sa che ciò rende più vulnerabile il sesso femminile agli effetti dell’alcol e, a parità di consumo con i maschi, determina un livello di alcol nel sangue più elevato? Probabilmente no, tanto più che i comportamenti delle ragazze stanno convergendo su quelli dei ragazzi soprattutto sul binge drinking, le ubriacature che sono in continua crescita tra le ragazze e stabili per i ragazzi. Sanno le donne che non bere alcol in gravidanza è il comportamento più sicuro? L’alcol attraversa la placenta e arriva direttamente al feto che rischia di rimanerne danneggiato. L’alcol può essere responsabile anche della minore produzione di ormoni femminili.

Trasferire denaro con Whatsapp?

Secondo il blog statunitense, TechCrunch, l'#applicazione di messaggistica #Whatsapp sta preparando un nuovo supporto che permetterà di poter scambiare denaro tra utenti tramite la stessa applicazione in modo semplice ed immediato
 Il debutto della nuova piattaforma avverrà in India dove l'applicazione conta ben 200 milioni di utenti per poi estendersi a livello internazionale. Addio quindi alle file in banca ed alle lunghe attese che ci tocca subire con le transazioni online, fra non molto basterà un messaggino per mandare il denaro a chi vogliamo

Gli ultimi aggiornamenti di WhatsApp
WhatsApp è una delle applicazioni più usate degli ultimi tempi, grazie a questa piattaforma si può interagire con altre persone solo con una connessione internet senza dovere spendere molti soldi in ricariche
 Dopo gli ultimi aggiornamenti che hanno visto come novità la doppia spunta blu e la condivisione di una storia personale sullo stato di Whatsapp, pare che l'applicazione potrebbe aggiornarsi con una nuova funzione pensata soprattutto per i mercati nascenti.

Come funzionerebbe la nuova piattaforma di WhatsApp
Secondo alcune fonti, il sito indiano The Ken starebbe testando una nuova piattaforma che consentirebbe lo scambio di denaro tra utenti che usano l'applicazione in modo immediato e velocissimo.

Antitrust indaga le truffe della SIAE sui diritti d'autore: Fedez lascia la SIAE

L’Antitrust indaga sulla Siae: verifica su eventuali condotte abusive nella gestione dei diritti d’autore

Una foto di Fedez: l’artista è tra quelli che hanno scelto di lasciare la Siae negli scorsi mesi

L’Autorità Antitrust ha aperto - a quanto si apprende - un’istruttoria sulla Siae per verificare eventuali condotte abusive nel settore della gestione e intermediazione dei diritti d’autore. Ispezioni sono in corso negli uffici della Società autori ed editori. «Siamo tranquilli», dice il direttore generale della Siae Gaetano Blandini. La Siae, commenta il dg, «è trasparente e come sempre collaborativa con le istituzioni. Finalmente si farà chiarezza»

 Il procedimento, viene sottolineato, «è stato avviato a seguito delle segnalazioni di alcune imprese che offrono in Italia servizi innovativi alternativi a quelli del monopolista nazionale, al fine di verificare se le condotte di Siae abbiano l’effetto di escludere ogni concorrenza dai mercati oggetto di indagine, ostacolando le attività degli operatori nuovi entranti e riducendo così anche la libertà degli stessi autori ed editori di scegliere a quale collecting associarsi o richiedere servizi, anche solo di carattere `accessorio´ a quelli di intermediazione del copyright». 

L’istruttoria ha, inoltre, lo scopo di accertare se l’associazione degli organizzatori di concerti di musica dal vivo, Assomusica, abbia posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza tramite l’adozione di linee guida che indicano alle imprese associate di non stipulare accordi di licenza, né corrispondere compensi a società di gestione concorrenti di Siae. I funzionari dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato hanno oggi eseguito un’ispezione nella sede di Siae e nella sua filiale territoriale di Roma, nonché presso la sede di Assomusica di Roma e la sua sede operativa di Genova, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza

Haiti: abusi sessuali su minori dai Caschi blu dell’Onu, nessun arresto nonostante le prove schiaccianti

I Caschi blu dell’Onu finiscono nella bufera dopo la diffusione di un rapporto segreto delle Nazioni Unite secondo cui 134 peacekeeper dello Sri Lanka sono stati coinvolti in un giro di prostituzione minorile ad Haiti. A rivelarlo è un’indagine di Associated press, ma le dimensioni dello scandalo potrebbero essere molto maggiori

Dall’inchiesta, infatti, è emerso che durante gli ultimi 12 anni sono state quasi 2.000 le accuse di abusi sessuali e sfruttamento da parte di peacekeeper e altro personale delle Nazioni Unite in tutto il mondo. E oltre 300 di questi casi vedono come protagonisti dei bambini. Nonostante questo, però, soltanto una piccola frazione dei presunti colpevoli sono finiti in carcere. 

Per quanto concerne Haiti, per ora non è stato effettuato alcun arresto, nonostante le «prove schiaccianti». Il rapporto interno dell’Onu parla di abusi sessuali (nel periodo dal 2004 al 2007) da parte dei Caschi blu dello Sri Lanka ad Haiti su bimbi anche di 12 anni, e cita l’intervista a una ragazza - conosciuta come “V01”, ovvero “vittima numero uno” - che dai 12 ai 15 anni, quando il suo seno non era ancora sviluppato, ha detto di avere fatto sesso con circa 50 peacekeeper, incluso un «comandante» che le ha dato 75 centesimi.  

Un’altra vittima, identificata come “V02”, che aveva 16 anni quando è stata intervistata, ha raccontato di aver avuto rapporti sessuali con un comandante dello Sri Lanka almeno tre volte, descrivendolo come un uomo in sovrappeso con i baffi che le mostrava spesso foto della moglie

Incidente per una buca. Pm 'fuori': "Se piove non si usa la moto"

Se vi trovate in strada con lo scooter, inizia a piovere a dirotto e finite in una buca sappiate che non c'è un "nesso causale" tra il dissesto della strada e le lesioni provocate dalla caduta.


Questo è quanto stabilito dal pm Vincenzo Pacileo nella richiesta di archiaviazione alla denuncia presentata da un motociclista di Giaveno, in provincia di Torino, che era finito con la ruota anteriore del suo motorino in una buca durante un temporale.

Secondo quanto riporta Repubblica.it, il 16 giugno 2015 un 37enne piemontese cade dal proprio scooter a causa, secondo l'uomo, di una buca presente sul manto stradale. Non è evidentemente della stessa opinione il pm che, nella richiesta di archiviazione al gip della denuncia, oltre a specificare che tra la buca e le lesioni non esiste un nesso, aggiunge che il motociclista "ha ugualmente voluto proseguire", nonostante la pioggia battente "condizioni di tempo che già di per sé avrebbero sconsigliato di viaggiare in scooter". Secondo il magistrato quindi il 37enne non avrebbe dovuto utilizzare il motorino ma un mezzo di trasporto più adeguato. Dunque, se ha deciso di utilizzare il due ruote deve assumersene la responsabilità non pretendendo poi risarcimenti

mercoledì 12 aprile 2017

A Lodi nasce un frutteto “self service”

Altro che supermercato e altro che chilometro zero. Da giugno ognuno potrà andare lì, nei campi di Marco Mizzi, 26 enne di Montanaso, e raccogliere da solo i frutti. Poi passare all’uscita e pagare. Ciliegie, pesche, susine, lamponi, more, mirtilli. Mizzi ha un’idea, pagare addirittura, non a chili, ma a numero di cestini




 In fondo a via San Fereolo si imbocca via del Sandone, al numero 14, sulla destra, arrivando da Lodi, si trovano i suoi campi. Prendendo la tangenziale, invece, in direzione Milano, si può scorgere il cancello del frutteto sullo svincolo dell’uscita per Lodi Vecchio

«Ho piantato 700 ciliegi, soprattutto duroni - racconta il giovane -, ma anche 20 peschi, 20 susini, varie piante di more e lamponi, poi 100 piantine di mirtilli». La vera novità però di questa esperienza è l’autoraccolta. «Ho scelto di mettere 26 varietà di ciliegi per differenziare la maturazione», spiega Mizzi. Coltivare frutta è un sogno che il giovane aveva da quando si è iscritto alle superiori. «Ho impiegato un po’ a trovare la terra - dice -, poi ho incontrato questa famiglia che mi ha venduto il terreno, un ettaro e mezzo in tutto. Ho avuto un bel po’ di pazienza ad aspettare». Negli ultimi 6 anni, Mizzi si è fatto le ossa lavorando al frutteto dell’università


 «Sono una mosca bianca lo so - ammette -, tutti si buttano sul latte. Io,invece, ho questa passione. Faccio anche altri lavoretti. In primavera, per esempio, curo i giardini dell’Erbolario, in viale Milano»
 Quando ha incominciato ad avviare questo frutteto Mizzi aveva solo 23 anni e si era iscritto ad agraria, a Milano

D'ora in poi nel M5S si vota con preavviso di 24 ore come prevede il regolamento?

Alla vigilia dell’udienza al tribunale civile di Genova sul caso Cassimatis, Beppe Grillo ha annunciato di aver annullato la votazione che ha visto vincere la professoressa di geografia sul pupillo di Alice Salvatore Luca Pirondini perché questa non sarebbe stata indetta con un preavviso inferiore al termine minimo di 24 ore prescritto dall’articolo 3 del MoVimento 5 Stelle per le votazioni nella scelta dei candidati alle elezioni



Ora, a parte la curiosa circostanza di un ente che annulla una votazione indetta da lui per una presunta irregolarità commessa sempre da lui, qualcuno nel MoVimento 5 Stelle si è accorto del fatto che non la votazione di Genova, ma tutte le votazioni di questi ultimi tempi sul blog di Beppe Grillo sono state indette senza il preavviso di 24 ore che il Capo Politico nonché Garante del M5S ha citato per togliersi le castagne dal fuoco nel caso Cassimatis

Brasile:libero lo scimpanzé “riconosciuto come persona” in Argentina

Dopo quasi 24 ore di viaggio, dopo aver superato i controlli sanitari per l’immigrazione, Cecilia è arrivata nella struttura della Protección a los Grandes Primarios (GAP) a Sorocaba, nell’entroterra dello stato di San Paolo, in Brasile 

Ad accoglierla uno striscione con la scritta «Benvenuta , questa è la tua nuova casa». Nonostante i suoi 20 anni lei però non sa leggere. Così come non ha idea del contenuto dei quasi 50 fogli del tribunale che le hanno regalato una nuova vita.

Cecilia è infatti una femmina di scimpanzé ed è entrata nella storia per aver vinto in Argentina una causa contro la sua detenzione in gabbia ottenendo la libertà immediata e una nuova casa in Brasile: è il primo caso al mondo di “habeas corpus” concesso a un primate differente dall’essere umano

Il processo in favore della scimmia era stato portato avanti dalla ong argentina Afada, i cui legali sostenevano che l’animale - abbandonato per anni da solo dentro uno zoo di Mendoza in condizioni precarie e dove avrebbe anche sviluppato segnali di depressione - è un soggetto di diritto e non un oggetto

Okunoshima: l'isola dei conigli (Usagi Shima) nel mar del Giappone

Da fabbrica della morte a paradiso dei conigli. Ecco la trasformazione di Okunoshima, isolotto disabitato nel Mare interno di Seto, in Giappone, base militare segreta giapponese e sito di produzione di armi chimiche durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi oasi di una colonia di 400 conigli che vivono serenamente fra i capannoni abbandonati



In poco più di quindici anni, fra il 1929 e il 1945, su quest'isola sono state prodotte qualcosa come 7 mila tonnellate di gas velenosi. Il programma militare è sempre stato tenuto segreto, tant'è che anche Okunoshima per un periodo scomparve dalle mappe



Un oscuro passato, che oggi ha lasciato in eredità un Museo dei gas velenosi e un hotel per congressi. Ma nessuno vive sull'isola, dove quotidianamente fanno tappa i traghetti che partono da Tadanoumi e Omishima per portare in visita centinaia di turisti e studenti. E ad accoglierli sono altrettanti conigli, che si sono letteralmente impossessati di tutta l'isola e vanno sempre alla ricerca di cibo

La partecipazione dei lavoratori all’impresa

Oggi discutiamo il primo punto del #ProgrammaLavoro del MoVimento 5 Stelle. Il quesito che troverai nella votazione della settimana prossima sarà: Quali strumenti di partecipazione dei lavoratori sui luoghi di lavoro devono essere promossi in via prioritaria?

di Giuseppe Della Rocca - Sociologo del lavoro

La partecipazione del lavoratore sui luoghi di lavoro per conoscere, per decidere, è una questione molto sentita. Molto sentita dai datori di lavoro e dal management, che desidera un coinvolgimento del lavoratore sulle cose che fa; poi ci sono i sindacati che auspicano una maggiore partecipazione dei lavoratori alle decisioni; e poi regole istituzionali e leggi, non molto frequenti in Italia ma diffuse in Germania o in altri Paesi, che stimolano la partecipazione da parte dei lavoratori.

Mi soffermerò solo su alcuni di questi aspetti, come ad esempio, poter dire la propria su come è organizzato il lavoro, anche attraverso proposte e suggerimenti. Questo è abbastanza diffuso in grandi industrie come a Pomigliano nello stabilimento Fiat: l'azienda ha ricevuto circa diecimila proposte su come organizzare meglio il lavoro, come migliorare la qualità del lavoro, eccetera. Non si tratta di proposte di carattere tipicamente sindacale e rivendicativo, sia chiaro. Un altra modalità è partecipare a gruppi di miglioramento che vengono istituiti nelle aziende, per individuare gli sprechi, le cose che non funzionano, insomma per migliorare la stessa qualità del lavoro.

Un'altra modalità di partecipazione è avere spazio di scelta del proprio orario di lavoro: ci sono aziende che hanno abolito la timbratura -il cosiddetto "tempo scelto”-, oppure tempo scelto in entrata o in uscita dal luogo di lavoro, non seguendo più l'orario standard del luogo di lavoro.

Altri aspetti sono invece legati alla rappresentanza del lavoratore in azienda. Una delle domande chiede se avere dei rappresentanti eletti direttamente dai lavoratori per la gestione quotidiana dei problemi organizzativi in azienda. Questo non vuol dire avere rappresentanza solo sindacale, ma avere una rappresentanza dei lavoratori in quanto tali, eletti dai lavoratori stessi. In modo molto più istituzionale, già realizzato in nord Europa, è possibile avere rappresentanti dei lavoratori nei consigli di Amministrazione, per discutere la strategia e le risorse aziendali

Ulteriori opzioni, più contrattuali e meno organizzative, prevedono il partecipare agli utili aziendali, come già si riscontra ad esempio in alcuni contratti collettivi firmati dalle organizzazioni sindacali

Italia: avvocati 35 volte più dei giudici, ma non sanno scrivere nè gli uni nè gli altri..

Tante cause aperte, molto tempo per una decisione di primo grado, poca digitalizzazione. Eppure è il Paese degli avvocati (quattro volte quelli della Francia e due volte quelli della Germania), e l’ottavo per spese pubbliche destinate al buon funzionamento dei Tribunali. I conti, però, non tornano: la giustizia italiana è sinonimo di sprechi economici e perdite di tempo. Le sentenze del Tar italiano richiedono tre anni, quelle svedesi tre mesi. E’ quanto emerge dal rapporto della Commissione europea sulla giustizia, diffuso oggi. Il documento traccia un quadro evolutivo per Paese dal 2010 al 2015, e per l’Italia i cambiamenti in questo lasso temporale non sembrano essere molti.  


Giustizia troppo lenta  
E’ il tallone di Achille del nostro Paese. I tempi della giustizia nazionale restano tra i più lunghi in Europa. L’Italia è al 19esimo per numero di giorni necessari per chiudere le cause civili, commerciali, amministrative in primo grado: 400 giorni circa. Peggio, nel 2015, solo Malta, Portogallo e Cipro. Un dato peraltro non cambiato rispetto al 2010, a conferma delle difficoltà a rendere il sistema più rapido. Italia 24esima su 24 (non disponibili i dati Belgio, Cipro, Irlanda e Regno Unito) per giorni necessari per una prima decisione in un contenzioso: più di 500 giorni, quando in Germania ne occorrono 200 circa. Detto in altri termini, gli Italiano fanno in un anno e mezzo quello che in Germania fanno in meno di un anno. La buona notizia è che nel 2015 il Belpaese era secondo in Europa per tasso di contenziosi chiusi, anche se il numero di contenziosi pendenti resta elevato (4 per ogni centomila abitanti, il più alto)

Tar, tre anni per una sentenza. In Svezia tre mesi  
Se poi bisogna fare causa agli Enti locali, occorre armarsi innanzitutto di pazienza: in Italia bisogna attendere 1.000 giorni per una decisione di prima istanza. Solo Cipro è peggio dell’Italia, che impiega cinque volte tanto la Romania a esprimersi in primo grado nelle controversie tra cittadinanza e amministrazione pubblica

martedì 11 aprile 2017

Caso Cantone: facebook non sa cos'è una diffida,che merde..

La vicenda della Cantone ha coinvolto direttamente Facebook; nel novembre scorso il Tribunale Civile di Aversa aveva infatti bacchettato la multinazionale americana proprio perché non aveva rimosso le pagine che rinviavano ai video della Cantone dopo la diffida presentata da quest’ultima; per i giudici la diffida era vincolante, mentre la società si era difesa spiegando di non aver rimosso le pagine perché non aveva ricevuto alcun ordine del giudice o del Garante per la privacy, ritenendo dunque che la diffida di Tiziana non avesse alcun valore giuridico


«Sono molto amareggiata. Se mia figlia è morta la colpa è dei magistrati che non hanno fatto il loro dovere, in particolare del pm Alessandro Milita che per primo ha indagato». Sono parole dure quelle di Teresa Giglio, madre di Tiziana Cantone, la 31enne di Mugnano di Napoli suicidatasi nel settembre scorso dopo la diffusione on-line di video hot che la ritraevano. Il Gip di Napoli Tommaso Perrella ha disposto l’archiviazione per le sei persone indagate per diffamazione nell’ambito del procedimento avviato a fine 2015 dalla ragazza. Il magistrato ha però disposto un supplemento di indagine chiedendo alla Procura di verificare eventuali responsabilità del legale rappresentante di Facebook Italia. «Non cerchiamo un capro espiatorio - dice Giuseppe Marazzita, legale di Teresa Giglio - ma di certo la diffamazione ai danni di Tiziana c’è stata, ed è una delle cause del suo gesto». 

Comunali 11 giugno: M5S Taranto al ballottaggio?

Mancano 30 giorni alla presentazione dei candidati-sindaco per le Comunali dell’11 giugno, ma i sondaggi commissionati localmente a istituti come Ipsos ed Euromedia, restituiscono un quadro nazionale diverso dalle aspettative: il Pd soffre in diverse città - e si sapeva - ma il Movimento Cinque Stelle per ora resta al palo in tutto il Nord e al Centro





Mentre il centrodestra sembra poter andare ai ballottaggi quasi ovunque. Certo le elezioni locali (almeno fino a Roma e Torino) sono quelle nelle quali i Cinque Stelle si sono sempre mossi con maggiore difficoltà. Ma se davvero i seguaci di Grillo entrassero in pochi ballottaggi - frenando la loro irresistibile ascesa - a quel punto la «rinascita» di un dualismo tra centro-sinistra e centro-destra potrebbe avere certo un «effetto». Un effetto politico? O almeno psicologico?  

Di certo, quello di giugno è un test, come sempre accade in Italia, interessante perché coinvolge città spalmate su tutto il territorio nazionale. Otto sono sopra i centomila abitanti (Genova, Monza, Padova, Palermo, Parma, Piacenza, Taranto e Verona), due sono capoluoghi di regione (L’Aquila e Catanzaro), ci sono città politicamente interessanti come la Parma dell’ex pentastellato Federico Pinzarotti, la Piacenza di Pierluigi Bersani, la Taranto dell’Ilva; città toscane come Lucca, Pistoia e Carrara; oltre a città come Alessandria, Asti, Cuneo, La Spezia, Lecce, Trapani