domenica 30 agosto 2015

Sardegna: bagnante pulisce la spiaggia dai rifiuti e viene multata

rainews.it

La protagonista della vicenda, dopo aver raccolto bottiglie e flaconi di plastica dalla spiaggia di Piscinas, nel sudovest della Sardegna, li ha gettati in un apposito cassonetto a Cagliari, dove vive pur non risiedendovi. Ma è stata multata perché vietato ai non residenti nel comune.

Cagliari - Tutto comincia domenica scorsa.
Ilaria Montis, 35 anni, decide di fare un tuffo nel mare della spiaggia di Piscinas, nel sudovest della Sardegna. Uno dei tanti angoli di paradiso dell’isola. Un paradiso però minacciato dall’inciviltà di alcuni bagnanti. Ilaria, prima di andarsene, decide di raccogliere, insieme a un amico, alcune bottiglie e flaconi di plastica abbandonati sulla sabbia. “Guardandoci intorno ci siamo resi conto che non c’erano contenitori dove buttarli, così li abbiamo caricati in macchina, ma nemmeno lungo il tragitto abbiamo trovato dei cassonetti” racconta.
Così il giorno dopo, tornata a Cagliari, dove vive ma dove non risiede, li getta in un cassonetto riservato alla plastica, non immaginado che quell’azione le sarebbe costata cara.

LA MULTA
Immediatamente, infatti, alcuni agenti in borghese la bloccano e la multano: 167 euro da pagare entro 60 giorni. Il motivo è riportato sul verbale: “Non residente nel comune di Cagliari, conferiva all’interno dei cassonetti stradali buste contenenti rifiuti (bottiglie di plastica)”. Una violazione dell’articolo 14, comma 6, della delibera comunale n. 83 del 2010:
Nell’ambito del territorio comunale di Cagliari è fatto divieto del conferimento di rifiuti nei cassonetti e nelle isole ecologiche poste in opera nell’ambito territoriale, da parte di fruitori che abbiano residenza al di fuori del territorio comunale, o nel caso di rifiuti depositati da cittadini del Comune di Cagliari negli appositi contenitori se tali rifiuti siano stati prodotti in altro ambito territoriale”.


Insomma, proprio il caso di Ilaria: la ragazza ha infatti la residenza nel comune Baratili San Pietro, in provincia di Oristano, e i rifiuti provenivano dalla spiaggia di Piscinas, che si trova nel comune di Arbus, provincia del Medio Campidano.

Non sapevo di non poter gettare i rifiuti a Cagliari, ma sui cassonetti non era specificato nulla al riguardo” racconta Ilaria, che non ha voluto firmare il verbale e che comunque non intende fare ricorso. “Non mi interessa. Quello che conta per me è solo portare all’attenzione il problema dei rifiuti e la mancanza di cassonetti su molte spiagge e strade extraurbane”.

UNA COLLETTA PER PAGARE LA MULTA
Una vicenda, quella della ragazza, che ha messo in moto un meccanismo di “solidarietà”:
“E’ stata organizzata una colletta per il pagamento della multa. In molti, infatti, si sono sentiti coinvolti perché quella di pulire le spiagge dai rifiuti abbandonati è diventata un’abitudine diffusa” dice Ilaria.

Sardegna, turisti che rubano la sabbia delle spiagge: ignari del reato

blitzquotidiano.it

CAGLIARI
Turisti presi con la sabbia nel sacco.
Succede all’aeroporto di Cagliari-Elmas dove quotidianamente gli addetti ai controlli di sicurezza sono costretti a ispezionare valigie cariche di conchiglie e kg di spiagge imbottigliate per souvenir. Un turista ne aveva addirittura 25 kg. Dalle foto ( qui il link diretto a quella che vedete a sinistra ) di quei bottini è nata una pagina Facebook intitolata "Sardegna rubata e depredata" che documenta l’enorme quantità di materiale rimasto al controllo bagagli.

Chiunque ci sia dietro all’iniziativa vuole restare anonimo, ma è chiaro che si tratti di personale in servizio all’aeroporto. Sulla pagina Facebook si legge: “Con la scusa del souvenir, ogni anno turisti e non sottraggono all’isola ciò che la natura ha impiegato millenni a creare. Il furto di sabbia è un reato” avvertono.

E il fatto curioso è proprio questo, la maggior parte dei turisti fermati risponde in malo modo alle guardie aeroportuali perché non è affatto consapevole di aver commesso un illecito. Lo dice il Codice della Navigazione (articolo 1162): “Chiunque estrae arena, alghe, ghiaia o altri materiali nell’ambito del demanio marittimo o del mare territoriale (…) è punito con l’arresto fino a due mesi ovvero con l’ammenda fino a lire duecentomila”.

Fær Øer, laddove massacrano i delfini....

Le Fær Øer (far. Føroyar, dan. Færøerne, in italiano, Faroe) sono un arcipelago che si trova nel nord dell'oceano Atlantico tra la Scozia, la Norvegia e l'Islanda.
Le isole sono una Nazione costitutiva del Regno Unito di Danimarca e del Folketing, ovvero il Parlamento danese, che comprende anche Danimarca e Groenlandia. Sono diventate una regione autonoma del Regno di Danimarca dal 1948 e, nel corso degli anni, hanno ottenuto il controllo su quasi tutte le questioni di politica interna, ma non la difesa e gli affari esteri. Con l'eccezione di una piccola forza di polizia e guardia costiera, non hanno una forza militare organizzata, che rimane responsabilità della Danimarca.
Le Fær Øer hanno legami tradizionali con l'Islanda, le Shetland e le Orcadi, le Ebridi e la Groenlandia. L'arcipelago si separò politicamente dalla Norvegia nel 1815. Le Fær Øer hanno due rappresentanti nel Consiglio nordico. Con l'Islanda, l'Irlanda e il Regno Unito, le Fær Øer si contendono l'isolotto di Rockall.

Etimologia
Il toponimo Fær Øer (in feringio Føroyar e in danese: Færøerne), la cui prima parte è attestata in norreno nella forma scritta fær, viene tradizionalmente interpretata secondo il danese fåre-øerne, "isole delle pecore". Troviamo per la prima volta questa interpretazione nella Historia Norvegiæ, dove l'errata lezione nordica farcar è tradotta con insulæ ovium: il testo aggiunge che i coltivatori faroesi possedevano ricchi greggi di pecore composte da migliaia di capi. La difficoltà è che il termine fåre/fær è sconosciuto in norreno e nelle lingue scandinave occidentali ("pecora" è in norreno sauðr, da cui il feringio seyður e il norvegese sau).
Recentemente si è anche discusso sulla possibilità, peraltro data ormai quasi per certa e largamente accettata, che il nome significhi "isole remote" (dall'antico germanico Far-Før-Fær, ovvero "lontano", presente anche nell'inglese far, e dal norvegese Øy, ovvero "isola").
Tra le proposte alternative, interessante ma remota quella secondo la quale il toponimo si originerebbe da una radice celtica: fær deriverebbe da un irlandese fearann, "terra", parola che i coloni scandinavi avrebbero accolto, rimotivandola.

La storia delle origini dell'arcipelago delle Fær Øer non è ben nota, anche se si ritiene l'ex-presenza dei vichinghi coloni di Naddoddr, lo scopritore dell'Islanda. Si pensa ci fossero anche monaci irlandesi giunti dalla vicina Scozia o direttamente dall'Irlanda verso il VI secolo. San Brendano di Clonfert, monaco irlandese e Papar, si suppone abbia visitato le Fær Øer in due o tre occasioni (512-530), nominando due delle isole Sheep Island e Paradise Island of Birds. Nel tardo settimo secolo agli inizi del secolo ottavo nelle isole vi era la presenza di monaci provenienti dall'Irlanda, per la conversione e l'evangelizzazione e anche per la solitudine del romitaggio, infatti sia le Fær Øer sia l'Islanda erano per loro come un eremo.
Secondo la Saga dei Faroesi, gli emigranti che lasciarono la Norvegia per sfuggire alla tirannia di Harald I si insediarono nelle isole all'incirca all'inizio del IX secolo. Nell'XI secolo il Cristianesimo venne introdotto da Sigmundur Brestirson, la cui famiglia era originaria delle isole del sud, ma era stata sterminata nel corso di un'invasione degli abitanti delle isole del nord, obbligandolo a rifugiarsi in Norvegia. Sigmundur Brestirson venne poi inviato a conquistare le isole dal re di Norvegia Olaf I. Dopo aver preso possesso delle isole, Sigmundur Brestirson fu assassinato, ma i norvegesi mantennero il loro controllo fino al 1397, quando la Norvegia entrò in un'unione con la Danimarca, che gradualmente evolse nella doppia monarchia Danese-Norvegese. La riforma protestante raggiunse le Fær Øer nel 1538. Quando la Norvegia venne separata dalla Danimarca con il trattato di Kiel del 1814, fu la Danimarca a mantenere il possesso delle Fær Øer.
Il monopolio danese del commercio con le Fær Øer fu abolito nel 1856. Il paese cominciò allora a svilupparsi in una nazione moderna, dedita principalmente alla pesca, e con una propria flotta. Il risveglio dei sentimenti nazionali, cominciato nel 1888, fu all'inizio orientato sull'ambito culturale, in particolare sulla rinascita della lingua faroese. Dopo il 1906 si rafforzò l'indipendentismo politico, con la fondazione dei primi partiti politici delle Fær Øer.
Il 12 aprile 1940, le Fær Øer furono occupate dalle truppe del Regno Unito, come contromossa all'invasione della Danimarca da parte della Germania nazista. Questa azione fu decisa per scongiurare una possibile occupazione tedesca nelle isole, che avrebbe potuto avere gravi conseguenze per gli esiti della seconda battaglia dell'Atlantico. Tra il 1942 e il 1943 gli Inglesi costruirono l'unico aeroporto delle Fær Øer, l'aeroporto di Vágar.
Il controllo delle isole ritornò alla Danimarca dopo la guerra, ma nel 1948 venne introdotta la cosiddetta Hjemmestyre (o, in feringio, Heimastýrislógin), che garantiva un alto grado di autonomia locale. Le Fær Øer scelsero di non unirsi alla Danimarca al momento del suo ingresso nella Comunità europea, ora Unione europea, nel 1973. Le isole hanno incontrato considerevoli difficoltà economiche in seguito al crollo dell'industria della pesca nei primi anni novanta, ma da allora si sono moltiplicati gli sforzi per aumentare il grado di diversificazione dell'economia. Nel frattempo è cresciuto il sostegno popolare per l'indipendenza, che è l'attuale obiettivo del governo.

Le Fær Øer sono un arcipelago formato da 18 isole, a largo delle coste settentrionali dell'Europa, tra il Mare di Norvegia e il nord dell'oceano Atlantico, a metà strada tra l'Islanda e la Norvegia. Le loro coordinate sono 62°00′N 6°47′W, hanno una superficie di 1 399 km², e non presentano grandi laghi o fiumi. La linea costiera si estende per 1 117 km, è contornata in molti punti da scogliere e ovviamente non ha confini di terra con alcun paese. Le isole sono scoscese e rocciose, con pochi picchi. Il punto più alto è il Slættaratindur, 882 metri sopra il livello del mare. La sola isola disabitata è Lítla Dímun.
Le 18 isole di cui si diceva sopra sono Fugloy, Svínoy, Borðoy, Viðoy, Kunoy, Kalsoy, Eysturoy, Streymoy, Vágar, Mykines, Hestur, Koltur, Nólsoy, Sandoy, Skúvoy, Stóra Dímun, Lítla Dímun e Suðuroy.

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, le Fær Øer hanno un clima oceanico subpolare. Tuttavia, è fortemente rilevante l'influenza riscaldante esercitata qui dall'Oceano Atlantico, e in particolare dalla corrente nord-atlantica. Questo, unito alla lontananza di qualsiasi fonte di flussi d'aria calda, garantisce inverni miti (con la temperatura media compresa tra i 3 °C e i 4 °C) ed estati fresche (temperatura media tra 9,5 °C e 10,5 °C).

Le isole spesso sono battute dal vento e avvolte nella nebbia. Hanno inoltre un cielo quasi sempre coperto, tanto che in media si registrano 260 giorni all'anno con precipitazioni e che i giorni soleggiati risultano più rari di quelli nuvolosi. Le isole si trovano proprio lungo il percorso di depressioni in movimento verso nord-est, e questo significa che si possono avere forti venti e pesanti piogge in ogni periodo dell'anno.
Il 5 settembre 1966 le Fær Øer furono colpite dall'uragano Faith, con venti che superarono i 160 km/h. Poco dopo aver colpito la capitale Tórshavn, esso fu declassato a "tempesta extratropicale".
La registrazione dei dati meteorologici nelle Fær Øer prese avvio nel 1867

La lingua nazionale è la lingua faroese, lingua indoeuropea appartenente al gruppo delle lingue germaniche e al sottogruppo del germanico settentrionale (o scandinavo), assieme al danese, al norvegese (bokmål e nynorsk), allo svedese e all'islandese.
Una delle più note canzoni scritte in faroese è Ormurin langi.

Religione
Secondo le statistiche ufficiali del 2002, l'84,1 % dei Faroesi appartiene alla Chiesa Luterana dello Stato (Fólkakirkjan), che è indipendente dalla chiesa luterana danese dal 29 luglio 2007. Nelle Fær Øer vi sono inoltre una piccola comunità di cattolici, soprattutto stranieri, che hanno il loro centro nella chiesa di Santa Maria a Tórshavn (vedi la voce Chiesa cattolica nelle Fær Øer) e quattro congregazioni di Testimoni di Geova.

Politica
La divisione amministrativa è basata sulle isole: vi sono 34 comuni con circa 120 città e villaggi.
Viene ancora oggi utilizzata la tradizionale divisione in sýslur. Il termine sýsla significa distretto e, sebbene oggi siano solo distretti di polizia, i sýslur vengono ancora utilizzati nel linguaggio comune per indicare una regione geografica.
Nel passato, ciascun sýsla aveva una propria assemblea, o ting, chiamata várting.

Oggi, le elezioni sono tenute nei comuni per i rappresentanti del parlamento nazionale, il Løgting. Le Fær Øer, come parte del Regno di Danimarca, eleggono anche dei rappresentanti che siedono nel parlamento danese, il Folketing. Per le elezioni del Løgting ci sono 7 distretti elettorali, ciascun comprendente un sýslur, mentre l'isola di Streymoy è divisa in una parte nord e sud (regione Tórshavn).
Il Governo delle Fær Øer esercita il potere esecutivo negli affari locali. Il capo di governo è chiamato Løgmaður o Primo Ministro. Ogni altro membro del gabinetto è chiamato landsstýrismaður.
L'ufficio del primo ministro, nel centro della capitale, è sempre aperto e chiunque voglia esporre un problema o una lamentela è libero di farlo.

Le Fær Øer e la Danimarca
Il Trattato di Kiel del 1814 pose fine all'unione tra Danimarca e Norvegia. La Norvegia passò sotto il controllo del Re di Svezia, ma le Fær Øer, l'Islanda e la Groenlandia rimasero in mani danesi. In seguito a questi eventi, il Løgting fu sciolto nel 1816, e il governo delle Fær Øer divenne quello di una regione della Danimarca, con un Prefetto incaricato del controllo delle isole. Nel 1852 il Løgting venne ristabilito, ma fino al 1948 non ebbe altri poteri al di fuori di quelli consultivi.
Alla fine della seconda guerra mondiale, parte della popolazione era favorevole all'indipendenza dalla Danimarca, e il 14 settembre 1946 si tenne un referendum sull'eventuale secessione. Era la prima volta in cui i Faroesi avevano l'opportunità di esprimersi a favore dell'indipendenza, o di scegliere di continuare a far parte del Regno di Danimarca. Il risultato del referendum produsse una piccola maggioranza a favore della secessione, ma fu immediatamente seguito da alcuni eventi che impedirono di portare a termine la separazione dalla Danimarca.
La maggioranza nel parlamento faroese cadde e, in seguito a nuove elezioni, i partiti contrari all'uscita dal Regno di Danimarca, avendo visto crescere il loro elettorato, formarono una coalizione e decisero di non approvare la secessione. Al suo posto venne raggiunto un compromesso e il parlamento danese approvò un regime di ampia autonomia, detto anche Home Rule, che entrò in vigore nel 1948. Le Fær Øer cessarono così di essere considerate una dipendenza della Danimarca, ottennero un ampio controllo sui propri affari e un sostegno economico annuale non irrilevante dalla Danimarca.
Gli isolani sono a tutt'oggi divisi tra quelli favorevoli all'indipendenza e quelli che preferiscono continuare a essere parte del Regno di Danimarca, con numerose opinioni intermedie. Alcuni sono a favore di un'immediata e unilaterale dichiarazione d'indipendenza, altri ritengono sia necessario raggiungere l'autonomia gradatamente e in pieno consenso con il governo danese. Sono anche molti coloro che accettano di buon grado un graduale incremento dell'autonomia, ma sempre mantenendo un forte legame con la Danimarca.
In seguito al Trattato di Famjin del 29 marzo 2005 stipulato tra la Danimarca e le Fær Øer, le isole acquisiscono una sempre maggiore autonomia nel campo della politica estera e della sicurezza.

Le Fær Øer e l'UE
Le Fær Øer non sono parte dell'UE. Un protocollo al trattato di adesione della Danimarca alla Comunità europea afferma che i cittadini danesi che risiedono nelle Fær Øer non devono essere considerati come tali ai sensi del trattato. Quindi, i danesi che vivono nelle Fær Øer non sono cittadini dell'Unione europea. Le Fær Øer non hanno aderito al trattato di Schengen, che consente la libera circolazione tra i Paesi aderenti; tuttavia, essendo le isole parte dell'Unione nordica dei passaporti, non esistono controlli di frontiera tra l'arcipelago e alcuno dei paesi nordici, che sono tutti compresi nell'area Schengen.

Economia
Dopo un periodo di crisi economica nei recenti anni novanta, che ha portato a un drastico calo dell'attività di pesca, negli ultimi pochi anni le Fær Øer si sono riprese, e la disoccupazione è scesa al 5% a metà 1998, per poi tuttavia risalire negli anni successivi. Tuttavia, la quasi totale dipendenza nella pesca fa sì che l'economia resti estremamente vulnerabile. I Faroesi sperano di ampliare la loro base economica costruendo nuove strutture per il processo dei prodotti ittici. Il petrolio trovato vicino alle Fær Øer dà una speranza per l'esistenza di giacimenti nell'area circostante, che potrebbero garantire una sicura prosperità economica.
Dal 2000, sono stati promossi nelle Isole la tecnologia dell'informazione e alcuni progetti economici per attrarre nuovi investimenti. Il risultato di questi progetti non è ancora noto, ma si spera possa portare una migliore economia di mercato nelle Fær Øer.
Le Fær Øer hanno una bassa percentuale di disoccupazione, ma questo non è necessariamente segno di una riconversione economica, dal momento che giovani e studenti si spostano in Danimarca e in altri paesi una volta terminata la scuola dell'obbligo. Rimane nelle Isole una fascia di popolazione di età medio-alta, che non ha gli strumenti e le conoscenze per espandere l'utilizzo delle tecnologie moderne nelle Fær Øer.
Si segnalano alcune esperienze positive nell'utilizzo delle energie rinnovabili (in particolare, fornita dal moto ondoso), la cui quota ammonta al 45% del totale del consumo energetico dell'arcipelago

La caccia ai cetacei
La caccia ai globicefali, o Grindadráp, è sia un'attività economica sia una tradizione per i faroesi. La maggior parte di essi la considera parte della propria cultura e non condivide le tesi di chi ne chiede l'abolizione. Voci critiche però contestano la sostanza e la modalità con cui ha luogo la mattanza e sono molteplici le iniziative a tutela dei cetacei. In particolare è criticata la tradizionale cruenta caccia che avviene all'inizio di ogni estate, in cui un migliaio di globicefali, specie di cetacei chiamati anche balena pilota e balena dalle pinne lunghe vengono spinti in prossimità delle spiagge e uccise con ami, lame e funi. Nonostante la rilevanza del fenomeno rispetto ai soli 50000 abitanti delle Fær Øer, i pescatori faroesi ostacolano l'accesso dei media per evitare maggiori critiche che comprometterebbero il turismo nelle isole.

Sull'isola Vágar è attivo l'omonimo aeroporto, da cui partono voli per diverse destinazioni in Danimarca e in Europa, mentre dal porto di Tórshavn ci sono collegamenti regolari con nave-traghetto per Norvegia e Danimarca.
A causa del territorio roccioso e scosceso delle Fær Øer, per lungo tempo il suo sistema di trasporti non è stato tanto esteso quanto quello di altri Paesi. Questa situazione è cambiata, e oggi le infrastrutture sono state sviluppate estensivamente. Circa l'80% della popolazione nelle isole è connessa da tunnel che passano al di sotto delle acque, da ponti e da argini che collegano le tre isole più grandi nel nord-est, mentre le altre due maggiori isole a sud sono connesse alla concentrazione urbana settentrionale con moderni e veloci traghetti.
In particolare il tunnel Norðoyatunnilin, lungo 6300 metri sotto lo stretto del Leirvíksfjørður, che collega la città di Klaksvík sull'isola di Borðoy con la città di Leirvík sull'isola di Eysturoy ha velocizzato i collegamenti all'interno delle isole.
Ci sono buone strade che collegano ogni villaggio nelle isole, eccetto sette piccole isole dove sorge un solo villaggio che sono comunque collegate con navette che le raggiungono almeno due volte al giorno. A oggi altri tunnel sono in progettazione per migliorare ulteriormente un già ottimo ed efficiente sistema stradale.

La maggior parte della popolazione è di etnia faroese, di origini scandinave e celtiche.
Il feringio è parlato da tutti e quasi tutti parlano anche il danese. Pressoché tutta la popolazione parla correntemente l'inglese, insegnato nelle scuole fin dall'età di cinque anni. Tra le altre lingue in genere si insegnano danese e norvegese.
La popolazione è distribuita sulla maggior parte del paese; solo recentemente si è avuto un significativo aumento dell'urbanizzazione. Le isole inoltre possiedono il tasso di fertilità più alto di tutta l'Europa, con 2,6 figli per coppia contro la media europea di 1,3.
L'industrializzazione è stata significativamente decentralizzata; il paese ha quindi potuto mantenere in modo significativo la propria cultura contadina. I villaggi dotati di strutture portuali insufficienti non hanno potuto beneficiare pienamente della conversione dall'agricoltura all'economia basata sulla pesca, e nelle zone agricole più periferiche restano solo pochi giovani. Queste zone, come Fugloy, Svínoy, Mykines, Skúvoy e Stóra Dímun, che hanno pessime reti di comunicazione col resto del paese, non possono sempre essere raggiunte a causa del cattivo tempo. Nei decenni trascorsi, la struttura sociale organizzata sulla base dei villaggi è stata sottoposta a notevoli pressioni, mentre vi è stata una crescita dei "centri" che possono offrire le merci e i servizi richiesti dalle periferie. I negozi e i centri di servizio sono dunque stati spostati dai villaggi verso i centri urbanizzati.
A dispetto di quanto potrebbe apparire, la popolazione faroese è moderna e dinamica; l'uso delle carte di credito è ovunque diffuso (persino in tutti i taxi), così come quello di internet. Qui si vengono a integrare moderno e antico, cultura e natura, la splendida natura di queste isole che da sempre ha ispirato artisti locali e non.
Il crimine è ridotto ai minimi termini, si conta solo qualche incidente dovuto all'alcool. Le case in genere sono lasciate aperte poiché i ladri sono praticamente inesistenti.

Missioni low-cost nell'atmosfera: 150 euro

In assenza di fondi pubblici tre ingegneri aerospaziali hanno progettato un pallone e una capsula per lo studio dei venti e per avvicinare la gente alle stelle. Prezzo: 150 euro.

di Andrea Pasqualetto

Obiettivo: studio dei venti, delle temperature. Lo scopo? «Analizzare l’atmosfera, avvicinare la gente allo spazio». Costo del lancio: 150 euro. Eccola la missione spaziale fai da te, la più economica del mondo. L’hanno inventata tre ingegneri della Sener, il colosso spagnolo che sviluppa progetti milionari per l’Agenzia spaziale europea (Esa). Lorenzo Tarabini, quarantatreenne emiliano dal duemila all’estero, prima come ricercatore all’Università di Monaco e poi come ingegnere della Sener, è uno dei tre: «Volevamo realizzare qualcosa di accessibile a tutti, soprattutto alle nostre tasche, non avendo fondi pubblici a disposizione, soprattutto in questo periodo. E così ci siamo messi a progettare una tecnologia semplice che ci consenta di fare missioni importanti e divertenti al tempo stesso».

Qualche esempio? «Nella stratosfera abbiamo fotografato i pupazzetti dei bambini della scuola con i loro nomi, riprendendoli con l’ovale scuro della terra sullo sfondo. Un successo pazzesco. Poi l’aspetto scientifico: il profilo dei venti che cambia in funzione della quota, il jet stream , la tropopausa». Non è una malattia, sono le autostrade dei venti.

Il pallone e la capsula
Ma vediamo in pratica cosa fanno questi tre colleghi ingegneri che amano le stelle. La fase preparatoria è preso detta. Usano un pallone di aeromodellismo, una sorta di piccola mongolfiera del costo di 40 euro. Lo riempiono di gas elio, 100 euro, e ci legano una capsula di polistirolo che creano appositamente, 2 euro. Nella capsula c’è il cuore elettronico della missione, due piccoli computer, un monitor, quattro macchine fotografiche, due antenne. Tutto collegato a terra via radio. Il computer manda le foto quasi in tempo reale. «Quelle piccole arrivano in cinque minuti. Quelle ad alta risoluzione le recuperiamo dalla telecamera, quando torna a terra con la capsula». Il pallone, che prima del lancio ha un diametro di un metro e mezzo, quando sale aumenta di dimensioni a causa della pressione. Raggiunti i sei metri esplode nella stratosfera. Nel frattempo ha scattato centinaia di foto e fatto vari video. Dopo l’esplosione, la capsula precipita a terra. «Con una paracadute e un sistema di gps che ci consente l’individuazione. L’ultima, la settimana scorsa, l’abbiamo ritrovata a 250 chilometri». Erano nel deserto spagnolo della Mancha, vicino a Madrid, la loro Cape Canaveral, una rampa di lancio mobile e decisamente semplice.

Serve un’autorizzazione dell’Enav per evitare che i palloni incrocino gli aerei . «Bisogna chiederla 45 giorni prima del lancio».

Vigilessa mangia carne alla festa del PD e muore

E’ morta a 47 anni, Sandra Mariani, una vigilessa di Empoli. Si è sentita male dopo aver cenato alla festa del Pd di Follonica in provincia di Grosseto. Ora la Procura ha iscritto nel registro degli indagati il segretario del Partito democratico, Gesuè Domenico Ariganello, responsabile della sagra. Secondo l’autopsia – come riporta Il Tirreno – avvenuta nei giorni scorsi il decesso è avvenuto per una specie di intossicazione, in particolare le indagini si stanno concentrando su un piatto di carne, probabilmente una salsiccia.

La signora Mariani era assieme ai suoi familiari a cena, il 16 agosto scorso, alla festa del Partito Democratico, quando, per cause ancora da accertare, si è sentita male come tutti i commensali.

sabato 29 agosto 2015

I manager di Expo sono incensurati?

"Di cosa ci sia dietro Expo, di quali imprese edili siano state coinvolte e tutto il resto si è detto e scritto mille volte. E probabilmente gli scandali usciranno anche dopo la fine della manifestazione. Intanto, però, leggo dall'Espresso http://espresso.repubblica.it/archivio/2015/08/27/news/il-manager-piu-pagato-di-expo-2015-e-un-condannato-per-bancarotta-1.226488 un'altra chicca gustosissima: il manager più pagato dell'Expo ha alle spalle una condanna definitiva per bancarotta fraudolenta, ma non lo aveva dichiarato alla società milanese, che lo ha comunque riconfermato. Galli è stato condannato in tutti i gradi di giudizio per la bancarotta della società Digitalia del gruppo Cameli-Gerolimich. La sentenza è diventata definitiva nel 2005 con il verdetto finale della Cassazione. Nel curriculum presentato a Expo, il manager ha dichiarato di aver lavorato tra il 1987 e il 1992 come «assistente dell'amministratore delegato del gruppo Gerolimich», senza però parlare della condanna. La sentenza definitiva risulta cancellata anche dall'archivio informatico della Cassazione, in data imprecisata, come può accadere su richiesta degli interessati. La condanna del manager è stata però scoperta dall'Autorità anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone, che ha informato la società Expo e segnalato il caso anche alla Procura di Milano. A quel punto il commissario e amministratore delegato di Expo, Giuseppe Sala, ha potuto esaminare la sentenza e, dopo aver chiesto chiarimenti a Galli, ha deciso di riconfermargli la sua fiducia. Così, tanto per gradire..."

Donne: a 40 anni comincia una nuova vita

Gli specialisti affermano che a 40 anni le donne sperimentano una seconda adolescenza


L'attività di pre- menopausa è vista per lo più come una sorta di “fine delle feste”, come se fosse arrivato l’ultimo ballo prima di chiudere le danze. In realtà, sta solo cominciando una nuova musica ricca di sfumature e emozioni nuove, condita dalla consapevolezza di voler raggiungere nuovi obiettivi.

“All’età di 40 anni – spiega la psicoterapeuta Olga Córdoba a El Mundo – le donne acquistano fiducia in se stesse e generalmente hanno raggiunto una stabilità emotiva e personale importante”.

I 40 anni per una donne possono diventare un nuovo inizio, dopo anni dedicati ai bambini ancora in tenera età, all’esigenza di affermarsi nel mondo del lavoro, ai primi anni di stabilizzazione del matrimoni. Una “primavera femminile” dove le donne hanno più tempo per fare esercizio fisico, o yoga, o per curare la linea.

Inoltre, nell’immaginario sessuale collettivo le donne “mature” occupano i primi posti in classifica. Sono le cosiddette “milfs”, donne non più giovanissime che sono diventate un’icona sessuale per uomini di ogni età. Un termine che la maggior parte delle volte appare scomodo, ma che rivela il profondo interesse che suscitano le 40enni.

Un sondaggio condotto da Lovehoney l’anno scorso da ha rilevato che il 77 % pensa che la sua vita sessuale è migliorata dopo i 40 anni, e l’80% ha confessato anche di essere più “innovatrice”di quando aveva 20 anni.

Uno studio realizzato da SexPlace ha confermato inoltre che le donne tra i 37 e i 45 anni non solo hanno più fantasie sessuale rispetto al periodo di vita fra i 18 e i 26 anni, ma anche che fanno sesso più frequentemente. Insomma, come parlare di crisi delle donne 40enni?

Snowden: Bin Laden è ancora vivo e risiede alle Bahamas pagato dalla CIA

L'ultima bomba dell'ex collaboratore della NSA: "Riceve 100.000 mila dollari al mese e conduce una vita lussuosa"

 Bin Laden è ancora vivo e risiede alle Bahamas. A dirlo è l’ex collaboratore della NSA Edward Snowden, già fonte di molte altre inchieste sulle attività di spionaggio dell’agenzia federale americana, che in un'intervista al Moscow Tribune ha detto di avere informazioni che confermano che il terrorista non sarebbe morto, come annunciato dalle autorità americane, nel 2011.

Secondo Snowden, non solo Bin Laden è ancora vivo, ma ha uno stile di vita sontuoso alle Bahamas, grazie a pagamenti regolari della CIA.

"Ho documenti che dimostrano che Bin Laden è ancora sul libro paga della CIA", afferma Edward Snowden. "Lui continua a ricevere più di $ 100.000 al mese, che vengono trasferiti attraverso alcune aziende direttamente sul suo conto in banca di Nassau. Io non sono certo dove si trova ora, ma nel 2013, viveva tranquillamente nella sua villa con cinque delle sue mogli e molti figli. "

Snowden afferma inoltre che la Cia orchestrò la finta morte dell'ex leader di Al Qaeda, mentre veniva effettivamente trasportato con la sua famiglia in una località segreta alle Bahamas.

'Calimero' Sassoon: diffamato da M5S, Grillo e Casaleggio non mi hanno difeso anzi Grillo è un troll confuso

Quella che segue è l'intervista rilasciata da Enrico Sassoon a Carlo Tecce del Fatto Quotidiano, il 'povero' Sasson si lamenta di essere stato perseguitato e diffamato dal Movimento 5 Stelle sostenendo che Grillo si comporta da troll confuso e che Casaleggio non lo ha difeso non si capisce bene da chi o da che cosa.... forse dal 'complottismo' da cui lui, poverino, non sapeva difendersi....

Il genio, uomo vicino alla confindustria americana, sostiene inoltre che internet è pericoloso e non è democratico, anzi può essere un attentato alla democrazia..

Mister 'araldica complessa' aggiunge inoltre che lui mai avrebbe voluto fare politica con M5S... e ci mancherebbe...


L'Einstein della confindustria chiude dicendo che in Casaleggio vi è mancanza di organizzazione e che non ha un pensiero strutturato e che Grillo è un troll che dice cose che non gli appartengono...

Ha parlato il novello Niels Bohr ... anche che la famiglia Sassoon vanta diversi premi Nobel tra le sue fila?


di Carlo Tecce

L'ex socio dell'imprenditore informatico racconta la genesi della collaborazione con il comico genovese: "Credo che il blog fosse un'idea di Casaleggio, Grillo non ha speso un euro". E parla della polemica dei troll: "La denuncia di Grillo è curiosa: ha fatto esattamente quello che lamenta ora"


Dodici anni in società con Gianroberto Casaleggio, un profilo internazionale, un’araldica complessa, scrittura e relazioni, economia e Internet, poi Enrico Sassoon ha scritto una lettera, lo scorso settembre, per sigillare proprio quei dodici anni. E in poche righe, pubblicate in evidenza sul Corriere della Sera, si è liberato di quelle ricostruzioni su complotti, massoneria, servizi segreti che – dice – l’hanno perseguitato. Non adora parlare ai giornalisti. Ci riceve in una sala riunioni costellata di oggetti elettronici antichi e moderni, che un neofita vedrebbe bene in un museo. Riflette su ogni sillaba e la registra anche.

Quando ha incontrato Casaleggio?
Ci siamo conosciuti nel 2000, quando sono entrato a far parte del Cda di Webegg come consigliere indipendente. Quando nel 2004 Casaleggio fonda la sua società di consulenza e strategie di rete (che cura il sito di Grillo), mi propone di acquisire una quota e io entro come socio di minoranza con il 10%. In quell’epoca ero l’ad di American chamber of commerce. Ho lasciato la Casaleggio Associati perché c’erano fazioni in rete, esterne e interne al Movimento, che mi diffamavano. Né Grillo né Casaleggio mi hanno difeso. Sono stato costretto a lasciare pur non avendo mai scelto di fare politica con il M5S. Non mi ha colpito la rete, ma persone che hanno trovato la mia figura professionale poca consona al Movimento.

Come può un sito attirare milioni di visite che diventano milioni di voti?
Perché Grillo ha toccato corde di carattere sociale e politico che hanno persuaso un numero crescente di persone. Credo che il blog sia un’idea di Casaleggio, penso che Grillo non sapesse proprio nulla di Internet quando gli fu proposto. Casaleggio ha notato il successo di Grillo che faceva spettacoli con una componente di critica sociale e politica molto aggressiva. Ha pensato che potesse essere utile sfruttarlo e inserire Internet, le connessioni immediate, negli spettacoli in maniera tale che potesse far vedere le cose di cui parlava, ricordo ad esempio la vicenda Telecom. Hanno usato molto la famosa mappa del potere, elaborata da Casaleggio e Associati, che dimostrava come poche persone controllano molti Cda.

È stato anche un affare economico?
È convenuto per un breve periodo di tempo. Che io sappia, Grillo non ha mai pagato niente, non ha speso un euro, ma ha dato in concessione la vendita di dvd e libri. Pubblicità? Non ho idea. La Casaleggio ha un passivo non drammatico per una società che non supera 1,5 milioni di fatturato. Pura fantasia che la Casaleggio Associati abbia costruito un impero con quel fatturato.

Otto anni governando la rete, ora Grillo segnala “gruppi pagati per gettare fango”, i troll.
Mi sembra strano che si lamenti di interventi in rete di cui lui è stato il primo esempio. Come leggo nei commenti al blog, quelli più seguiti e votati, la maggior parte sono molto critici con la sua denuncia. La presa di posizione di Grillo è oggettivamente molto curiosa: lui ha fatto esattamente quello che lamenta in questo momento, e solo perché è rivolto contro di lui…

Ma Internet è davvero sinonimo di trasparenza?
La rete è uno strumento come il telefono o come la televisione, ma ha barriere di accesso più basse. La rete non significa democrazia, se usata male può anche significare attentato alla democrazia. Chi vuole identificare la rete come democrazia, e si immagina un popolo della rete, dice cose sostanzialmente sbagliate. La rete è lo strumento più potente per fare politica, nessuno, però, la usa in maniera sistematica come loro.

venerdì 28 agosto 2015

Torino: il paziente Andrea Soldi è stato ammazzato

"Andrea Soldi era un paziente psichiatrico di Torino. Nel suo quartiere era noto in quanto era un omone di 45 anni e 120 chili di peso, malato da anni di schizofrenia, che stazionava sulle panchine di una piazza torinese, senza dare fastidio a nessuno, tant'è che era chiamato il "gigante buono". Ad inizio agosto viene richiesto dai familiari un TSO (trattamento sanitario obbligatorio), in quanto Andrea non prendeva più le medicine prescritte e non era più seguito dal servizio psichiatrico dell'ASL TO2. Il 5 agosto si presenta sul posto una pattuglia di vigili urbani, specializzata in TSO, e lo psichiatra Carlo Della Porta. Da protocollo comunale del 2008, il TSO dovrebbe essere sempre fatto in maniera dolce, convincendo il paziente, salvo reazioni violente dello stesso. Le misure coercitive dovrebbero essere messe in atto solo per permettere allo psichiatria di intervenire con dei sedativi. Invece le testimonianze di chi ha assistito a questo TSO raccontano di un intervento invasivo, a fronte di un paziente non violento: una forte stretta intorno al collo, poi sollevamento e ammanettamento e caricamento sulla barella a pancia in giù, mentre Andrea in difficoltà respiratoria, diventa prima "grigio" con la lingua penzoloni, poi ha delle scosse alle gambe, si urina addosso e smette di muoversi (qui http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2015/08/andrea-soldi-e-stato-ammazzato.html le fonti).
Pare che Andrea Soldi sia morto in ambulanza nel tragitto verso l'ospedale più vicino (10 minuti), e nessuno gli abbia prestato soccorso. Lo psichiatra responsabile del procedimento (che si dichiara "addolorato") è rimasto nella sua autovettura. Il personale del 118 preoccupato della situazione prova ad intervenire, ma gli viene impedito e se ne lamenta con la centrale operativa.
Nei giorni successivi parte l'indagine del pm Guariniello che iscrive nel registro degli indagati per omicidio colposo lo psichiatra Della Porta e i tre vigili urbani. Viene richiesta un'autopsia che conferma la morte per strangolamento e asfissia, anche se ovviamente la difesa si oppone, citando una fantomatica "scarica di adrenalina in un paziente ipersensibile". Chiediamo ovviamente che venga fatta giustizia di questo omicidio: non si può morire così, in Italia, nel 2015, impunemente. Analizzando il dato politico, stupisce la reazione dell'Assessore alla Sanità, Saitta, che sembra cadere dal pero sul funzionamento del TSO in Regione Piemonte. Come al solito, in Italia, ci si muove solo dopo la tragedia. E' partita un'ispezione ministeriale che parla di gravi carenze regionali, di scarsa formazione del personale.

lunedi 24/8/2015: un miliardo di persone su facebook nello stesso giorno

Lunedì (24 agosto, nda) 1 persona su 7 ha utilizzato Facebook per connettersi con i suoi amici e familiari”. Ad annunciarlo sul suo profilo il fondatore e amministratore delegato del social network Mark Zuckerberg, che per la prima volta ha visto un miliardo di persone utilizzare la sua creatura nello stesso giorno. “Quando parliamo di dati finanziari citiamo il dato media, ma in questo caso è diverso: è la prima volta che abbiamo raggiunto questo traguardo. Ed è solo l’inizio per collegare il mondo intero”, ha proseguito nell’accorato post in cui si dice “orgoglioso” e parla di un mondo che, se "più aperto e connesso, è un mondo migliore”

Lega Nord-Diplomazia USA: i cablo WikiLeaks

Una premessa che ogni tanto ripropongo: non ho nulla contro la Nazione Stati Uniti d’America. Non ho nulla contro il Popolo americano. Diverso è il mio sentimento verso quei settori della politica americana che coltivano il sogno egemone e che per realizzarlo non si fanno scrupolo alcuno a scatenare guerre, a tramare, a rovesciare Governi. Quella politica che classicamente si attribuisce ai “Neocon” e con essi alla politica reaganiana e dei Bush, ma che spesso non è disdegnata dai presidenti “democratici” come Obama.

Ecco, quando con i suoi rapporti con questi ambienti politici americani la politica italiana agevola il “sogno di egemonia”, siamo in presenza di traditori della Patria. Come più volte già visto su questo blog,  WikiLeaks ci offre tutti gli strumenti per individuarli.

Sfogliando come spesso mi accade WikiLeaks, mi sono imbattuto in ben quattro cablo – datati fra aprile e agosto 2009 – che riguardano la Lega Nord e i suoi rappresentanti, anche attuali. Come mia abitudine, di ciascuno fornisco i link a WikiLeaks (nelle note), in modo che ciascuno possa verificare da sé. Come mia abitudine non decontestualizzerò. Riporterò interi pezzi dei cablo accostando la traduzione. Si parla di strategie elettorali per le regionali del 2010 e della successione di Bossi che, per la diplomazia USA, pare essere di importanza strategica.

I rapporti Lega Nord-Diplomazia USA sembrano ben più che amichevoli. La diplomazia USA è a conoscenza delle più recondite aspirazioni della Lega e delle strategie più segrete per realizzarle. Vedremo che tra gli altri possibili successori di Bossi, nel 2009 viene già tracciato il profilo di Matteo Salvini.

I cablo presi in esame sono quattro. Sono quindi costretto a dividere il post in due parti. Poi ci saranno altri post giacché, alla luce di questi cablo, alcune questioni riguardanti la Lega Nord e i suoi rapporti non proprio trasparenti con “enti e associazioni” vanno probabilmente rivisti.

Vediamo il primo1 – Pranzo del Console Generale con Roberto Calderoli e Giancarlo Giorgetti:

Calderoli and Giorgetti agreed that European Parliamentary elections in June were of secondary importance to the party. Nonetheless, LN is clearly keeping an eye on those races. Giorgetti noted that polls showed increasing LN strength ahead of the June elections, but that paradoxically LN party leader Umberto Bossi was worried that the party would get too much support. Further gains at the expense of PdL this year could upset the coalition’s balance, he argued, and drive the PdL to seek to openly tarnish LN at every opportunity ahead of the 2010 elections. Giorgetti said the LN strategy in the short term would be to keep Berlusconi in a bear hug, as close as possible. “If Berlusconi says red, we say red. If he says black, black for us too.” Giorgetti sensed Berlusconi was looking to create friction to push LN to be more extreme and improve PdL’s support, but he was clear LN would not fall for it.

Calderoli e Giorgetti concordarono sul fatto che le elezioni europee di Giugno sono di secondaria importanza per il partito. Purtuttavia, la Lega Nord sta chiaramente tenendo d’occhio la competizione. Giorgetti ha fatto notare che i sondaggi mostrano un incremento della forza della Lega, ma paradossalmente il leader della Lega, Umberto Bossi è preoccupato dell’eccessivo successo. Ulteriore guadagno elettorale a scapito del PDL potrebbe sconvolgere l’equilibrio della coalizione e potrebbe indurre il PDL a cercare di screditare la Lega ad ogni occasione prima delle elezioni del 2010. Giorgetti ha detto che la strategia della Lega, nel breve periodo, è tenersi strettamente abbracciati a Berlusconi. “Se Berlusconi dice rosso, noi diciamo rosso. Se dice nero, nero pure per noi”

Come si può notare, il rapporto con il Console è tale da confidargli le strategie, anche quelle che non venivano espresse neppure agli alleati del centro destra. Per quanto riguarda gli obiettivi regionali, Calderoli dice con chiarezza:

When asked which two governorships LN hoped to get, Calderoli explicitly named the Veneto suggesting LN had enough support to win outright there and thus the center right coalition would support a LN candidate to keep the LN from “going it alone.” It was clear that Lombardy was the second target, but Calderoli insinuated that Lombardy was probably too prominent for Berlusconi’s People of Liberty party (PdL) to give up and that LN might be able to give up Lombardy for a guarantee on Veneto and some other concessions.

Alla domanda quali erano le due Regioni che la Lega sperava di conquistare, Calderoli esplicitamente cita il Veneto, aggiungendo che la Lega ha forza sufficiente per vincere a mani basse e quindi la coalizione di centro destra supporterebbe il candidato della Lega per evitare che vada da sola. Era chiaro che il secondo obiettivo era la Lombardia, ma Calderoli la lasciato intendere che la Lombardia era probabilmente troppo importante perché il PDL di Berlusconi la lasciasse e che la Lega potrebbe mollare sulla Lombardia per il Veneto e qualche altra concessione.

Vedremo che queste posizioni si affineranno nei successivi cablo.

Il secondo cablo2 è del luglio 2009. Si erano celebrate le elezioni europee e la Lega aveva avuto un buon risultato. Il timore che Berlusconi cominciasse ad essere insofferente verso chi rosicchiava solo i voti alla sua destra diventa forte. Bossi, quindi, tenta di mostrarsi interessante per l’elettorato di sinistra:

Northern League President Umberto Bossi took advantage of what was supposed to be a appropriations vote for Italy’s overseas missions to launch a broad debate on the utility and future of Italian military participation, particularly in Afghanistan. The bill – which goes to a vote on July 30 or 31 and is expected to pass – simply provides the resources to follow through on the Overseas Mission decree that was unanimously endorsed by the Chamber of Deputies on July 23.

Il Presidente della Lega Nord Umberto Bossi ha approfittato di ciò che doveva essere solo un voto di finanziamento per le missioni all’estero per lanciare un ampio dibattito sulla utilità e sul futuro della partecipazione italiana alle missioni militari. Il progetto di legge – che verrà votato il 30 o il 31 luglio e ci si aspetta venga approvato – fornisce semplicemente le risorse per finanziare il decreto sulle missioni all’estero. Decreto che è stato votato all’unanimità dalla Camera dei Deputati il 23 Luglio.

Ma nel frattempo l’Ambasciatore rassicurava la Segreteria di Stato americana. In chiusura di quel cablo, infatti, scrive:

The timing of Bossi’s outburst has far more to do with domestic political calculation. With the G8 and European elections now over, the Northern League and Berlusconi’s PdL are in open competition for the same voters in the March 2010 regional elections. Coming off a very strong showing in the European Parliament elections, Bossi is both demonstrating his independence from Berlusconi and is also seeking greater leverage within the current coalition. While Afghanistan is a non-issue for Lega’s core supporters, Bossi is actively trying to lure working class voters who have in the past backed the flailing leftist parties across the divide. Taking an anti-militarist stance burnishes his appeal. Most of Italy’s regional president posts are up for election next Spring and Bossi is keen to ensure that Lega Nord has the edge in the competition for the key posts against its PdL coalition partner. Reminding Berlusconi, with whom he works very well, of his growing relative power aids that effort.

La tempistica della sparata di Bossi ha più a che fare con un calcolo politico interno. Con il G8 e le elezioni europee alle spalle, la Lega Nord e il PDL di Berlusconi sono in competizione per agganciare gli stessi elettori per le elezioni regionali di Marzo 2010. A seguito dell’affermazione elettorale alle elezioni europee, Bossi sta dimostrando la sua indipendenza da Berlusconi per ottenere un maggiore peso all’interno della coalizione. Mentre l’Afghanistan è un “non problema”, per il nocciolo duro della Lega, Bossi sta cercando di adescare i voti della classe lavoratrice che, nel passato, in questo ambito ha sostenuto le agitazioni dei partiti di sinistra. Assume la posizione anti-militarista per tirarsi a lucido. La maggior parte dei Presidenti di Regione verranno rinnovati la prossima primavera e Bossi è intenzionato ad assicurarsi che la Lega abbia i margini per avere i posti chiave rispetto ai partner del PDL. Ricordare a Berlusconi, col quale lavora benissimo, il suo crescente potere relativo lo aiuta.

Come dire “Tranquilli tutti: è teatro. Bossi antimilitarista è un bluff”.

E infatti coincidenza vuole che il rifinanziamento sia stato approvato dal Senato esattamente il 30 Luglio. È la Legge 108/2009.

E infatti coincidenza vuole che la Lega ai successivi rifinanziamenti taccia e voti. Qui http://parlamento16.openpolis.it/votazione/senato/finanziamento-missioni-miliari-allestero-afghanistan-ddl-n-1850-votazione-finale/30636 il voto relativo al rifinanziamento della missione in Afghanistan del 2 Dicembre 2009.

http://ilcappellopensatore.it/2015/08/lega-nord-diplomazia-usa-pt-1/

Sui rapporti Lega Nord-diplomazia USA altri due cablo WikiLeaks. Agosto 2009. Si parla ancora di strategie per le elezioni regionali del 2010, dell’importanza strategica del Veneto per gli USA a causa della base Dal Molin di Vicenza e della successione di Bossi.


Per la diplomazia USA le elezioni regionali del 2010 sono importantissime. Ci sono in ballo tre importanti regioni contese fra PDL e Lega Nord. La Lombardia e il Piemonte in quanto centro degli interessi economici e il Veneto perché ospita la base militare di Vicenza.

cablo1

Right now there are two likely LN candidates, and thus successors to Galan. The first is Luca Zaia the popular Minister of Agriculture (though contacts say he currently has no interest in running), and the other Flavio Tosi (the current mayor of Verona). Though Tosi (whose conviction for inciting racial hatred was upheld on appeal in July) is more divisive and a tougher sell for PdL and moderate members of LN, he has proven to be an efficient administrator. He is clearly intent to be governor and is trying to burnish his image by fostering relations with the United States (making himself regularly available to meet with U.S. diplomats and publicizing our trips to the Verona area in the local media) and by bolstering his credentials as a moderate, respected, and influential local figure. Though outwardly and verbally tough on immigration, he also has stated publicly that immigrants who work are a necessary part of the economy. The outcome of the governor’s race in Veneto is particularly important to U.S. interests as the region hosts the Vicenza army base.

Al momento ci sono due possibili candidati della Lega alla successione di Galan (Presidenza della Regione Veneto, n.d.r.). Il primo è Luca Zaia il popolare Ministro dell’Agricoltura (anche se qualcuno ci dice che non è interessato) e l’altro è Flavio Tosi (l’attuale Sindaco di Verona). Anche se Tosi (la cui condanna per aver incitato all’odio razziale è stata confermata in appello a Luglio) crea divisioni ed è difficile da far digerire al PDL e ai membri moderati della Lega, ha provato di essere un amministratore efficiente. È chiaramente intenzionato a diventare governatore e sta provando a tirarsi a lucido favorendo relazioni con gli Stati Uniti (rendendosi egli stesso disponibile a incontrare diplomatici USA e pubblicizzando il nostro viaggio a Verona sui media locali) e rafforzando la sua immagine di figura locale moderata, rispettata e influente. Nonostante sia verbalmente duro sull’immigrazione, ha anche dichiarato pubblicamente che gli immigrati che lavorano sono una parte necessaria dell’economia. L’esito della competizione in Veneto è particolarmente importante per gli interessi USA in quanto la regione ospita la base militare di Vicenza.

Vorrei far notare che come già visto per il MUOS la base è importante per gli interessi USA, non NATO.

Il cablo prosegue valutando gli altri possibili obiettivi della Lega: Piemonte e Lombardia. Dopo aver escluso la Lombardia, il Console propende per una candidatura della Lega in Piemonte.

Lombardy is a sentimental target for LN but a strategic center for PdL. It is the nation’s economic hub and the political and business base of PM Berlusconi. The incumbent regional governor, Roberto Formigoni, is PdL and has an approval rating of over 60%. However, an opening for a LN candidate is possible as Formigoni has aspirations to ascend to national political prominence and contacts tell us that his connections to “Communion and Liberation” (a celibate lay catholic organization) make the PdL brass nervous. There are strong LN candidates in Lombardy, but none as entrenched in local politics as Formigoni. Thus, absent an offer of a better job it is likely he will run again and win.

La Lombardia è un obiettivo sentimentale per la Lega Nord, ma anche un centro strategico per il PDL. È lo snodo economico nazionale e la base politica e affaristica di Berlusconi. L’attuale governatore regionale, Roberto Formigoni, è del PDL e gode di un sostegno stimato oltre il 60%. Tuttavia, una apertura per un candidato della Lega è possibile in quanto Formigoni aspira di scalare la ribalta nazionale e alcuni contatti ci dicono che le sue connessioni con “Comunione e Liberazione” fanno innervosire il PDL. Ci sono candidati della Lega forti, in Lombardia, ma nessuno così radicato nella politica locale come Formigoni. Quindi, in assenza di offerte per un incarico migliore è probabile che correrà di nuovo vincendo.

Altra grande incognita per la diplomazia USA è la successione di Umberto Bossi:

As his health deteriorates, Bossi has been focusing on the short and sentimental game which, for him, means securing a regional presidency in Lombardy. But with the charismatic leader and old war horse failing, the question of who will replace Bossi is a major dilemma facing the party. We will look at some of the likely heirs septel.

Con il deterioramento della sua salute, Bossi si è concentrato sul gioco a breve e sentimentale che, per lui, significa assicurarsi la presidenza regionale della Lombardia. Ma con la caduta del leader carismatico e vecchio cavallo di battaglia la questione di chi rimpiazzerà Bossi è un problema che il partito deve affrontare. Vedremo alcuni dei probabili eredi in un separato cablo.

Ed ecco il separato cablo2:

Though Bossi continues an active and provocative political life, constantly in the media and public eye, judging by appearances and our personal interactions with him he seems decidedly unwell.
Sebbene Bossi conduca una vita politica attiva e provocatoria, costantemente sui media, a giudicare dall’apparenza e da nostre interazioni personali con lui sembra decisamente non star bene

There is a clear first rank of “colonels” in their 50s, including current Ministers Roberto Maroni and Roberto Calderoli and former Minister Roberto Castelli, who will probably stake claims to the party leadership when Bossi goes. However, the longer term picture will depend also on those young LN leaders who are being primed for influential seats at the table. The following cable looks at six of the next generation that we think it wise to keep an eye on.

Chiaramente c’è una prima linea di colonnelli sulla cinquantina, inclusi Maroni. Calderoli e Castelli, che rivendicheranno la leadership quando Bossi andrà via. Tuttavia, il disegno a lungo termine dipenderà anche da quei giovani leader che sono stati idonei per i posti influenti. Questo cablo esamina sei della prossima generazione che pensiamo sia saggio osservare.

E quindi segue una lista di sei “candidati” e relativi profili. Al primo posto Giancarlo Giorgetti che abbiamo già visto seduto a tavola con il Console di Milano insieme a Calderoli. Seguono Flavio Tosi e Luca Zaia, anche se i due vengono esclusi perché in corsa per le amministrative:

Tosi is a front-runner (along with Luca Zaia, see below) to become regional governor of Veneto in elections next March. This is important for the United States since Veneto is one of Italy’s economic powerhouses and hosts Vicenza army base (the headquarters of Africom’s army component and soon to be the home of the re-consolidated 173rd airborne brigade).

Tosi è in prima linea (insieme a Luca Zaia […]) per le elezioni regionali in Veneto nel marzo prossimo. Questo è importante per gli Stati Uniti in quanto il Veneto è uno dei centri economici italiani e ospita la base militare di Vicenza (il quartier generale della componente militare del comando africano degli Stati Uniti e presto sede della ri-consolidata 173^ brigata aerotrasportata)

Ancora una volta: importante per gli Stati Uniti. La NATO non è neppure menzionata.

E poi c’è Matteo Salvini:

Because Salvini’s role to date has largely been mouthpiece and “provocateur,” it is difficult to know for sure his personal positions. Publicly he is always on the radical end of the spectrum, but he has never had to put his policies in action because he has never held local administrative office above city councilmember. Nonetheless, Salvini is a leading light in the core Lombard League and was present at the creation of the Northern League. With some national political experience under his belt, now, Salvini is likely to play a more important policy role within the party.

Siccome il ruolo attribuito a Salvini è stato in massima parte di portavoce e provocatore, è difficile conoscere per certo le sue posizioni personali. Pubblicamente è sempre sulle posizioni più radicali, ma non ha mai messo in pratica le sue politiche perché non ha mai ricoperto ruoli amministrativi oltre che consigliere comunale. Tuttavia è la musa ispiratrice del nucleo della Lega Lombarda ed era presente alla fondazione della Lega Nord. Con un po’ di esperienza politica, ora, è probabile che Salvini possa giocare un ruolo più importante all’interno del partito.

Quindi non pare che Salvini desti particolari preoccupazioni alla diplomazia USA, nonostante la certezza di un prossimo ruolo preminente.

Ora tiriamo le somme.

Come previsto Luca Zaia è presidente della Regione Veneto. Fiero della base Del Molin e dei suoi rapporti con l’Ambasciatore, continua l’abbraccio Lega Nord-diplomazia USA in Veneto.

Nel solco delle relazioni Lega Nord-diplomazia USA anche le attuali posizioni di Matteo Salvini.

Dice all’Huffington Post a proposito del suo “tour” autunnale:

Vedrà anche il premier Netanyahu?
“Non ambisco a tanto. Mi interessa portare in questi Paesi le nostre proposte di governo, spiegarle di persona, perché penso che nel 2016 la Lega possa andare al governo in Italia”.
Per sbarcare in Israele c’è però il problema del suo rapporto con Casa Pound, su posizioni molto anti-israeliane…
“I problemi di Israele sono ben altri, dall’Iran alla Turchia che fa poco contro l’Isis. Casa Pound è l’ultimo dei problemi. Io vado come segretario della Lega. Punto. E non incontrerò certo i filopalestinesi…”.
Il suo viaggio americano che obiettivi ha?
“Per noi la reaganomics resta un riferimento fondamentale sui temi delle tasse, della concorrenza. Il nostro riferimento è chi pensa a una economia di questo tipo. I miei incontri saranno con esponenti del partito repubblicano”.
Nella migliore tradizione berlusconiana quindi, si fanno affari con la Russia, ma si governa con USA (con la reaganomics e i neocon repubblicani come riferimento) e Israele.

E poi c’è di nuovo Giorgetti che abbiamo visto a pranzo con il Console:

Come sono i suoi rapporti con i colonnelli, a partire da Giancarlo Giorgetti?
“Quando torneremo al governo lui sarà una delle colonne portanti”.
Eppure Giorgetti è noto per il suo filo atlantismo. Mentre lei insegue Putin..
“Meglio così, ci sono sensibilità diverse. Io sono l’amico dello zar, se c’è qualcuno amico degli altri tanto di guadagnato…”
Sull’ultima affermazione … daje a ride, ma chi è la “colonna portante” Giorgetti? Da Wikipedia:

Cugino del banchiere Massimo Ponzellini e laureato in economia all’Università Bocconi di Milano, commercialista professionista e revisore contabile, è parlamentare alla Camera dei deputati fin dal 1996, sempre con la Lega Nord Padania. Consigliere di Credieuronord..
“Cugino del banchiere Massimo Ponzellini“. Per metterlo nella sua biografia deve essere una persona importante per lui.

Ponzellini nel 1981 diventa Direttore Generale della società di studi Nomisma per passare poi nel 1983 all’IRI, dove rimane fino al 1990 occupandosi soprattutto dello sviluppo economico dell’Italia meridionale.
A metà del 1990 partecipa alla costituzione della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, presso cui ha ricoperto l’incarico di Direttore.
Nel 1994 entra alla Banca Europea degli Investimenti come Vicepresidente e Amministratore Delegato e dove rimane fino al 2003.
Dal 2002 al 2007 guida alcune società dello Stato italiano diventando Vicepresidente e Amministratore Delegato della Patrimonio dello Stato S.p.A. e Amministratore Delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Nel maggio 2007 assume la presidenza della società di costruzioni Impregilo a cui ha affiancato nel 2009 la presidenza della Banca Popolare di Milano, risultando eletto dall’assemblea dei soci che si è tenuta alla Fieramilanocity il 25 aprile 2009, con 5.294 voti su un totale di 10.024 soci partecipanti (di cui 6.232 in proprio e 3.792 per delega).
Ricopre inoltre le cariche di consigliere e membro del comitato esecutivo dell’Istituto Europeo di Oncologia, vicepresidente di INA Assitalia e consigliere e membro del comitato di gestione del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
Nomisma e IRI. Non torna anche a voi l’incubo Romano Prodi? E tutte quelle “banche europee”… Toh, anche Impregilo. E la Banca Popolare di Milano (ex Rasini) attraverso cui transitavano tutte le transazioni non proprio limpide di Berlusconi.

Quello che

Secondo le intercettazioni telefoniche Massimo Ponzellini minacciava sfracelli con i suoi se non sistemavano la roba della Brambilla

Ma poi, avete sentito Matteo Salvini o qualche esponente della Lega esprimersi sul MUOS o sugli F-35? Sugli F-35 hanno addirittura sottoscritto il documento Zanda.

E su TISA, TTIP, TTP? No, eh? E quel poco che dicono è fuorviante:





http://ilcappellopensatore.it/2015/08/lega-nord-diplomazia-usa-pt-2/

IL FRUTTO TROPICALE PLATANO (banana): Musa paradisiaca, il pane dei Caraibi

Il platano è un un frutto tropicale. Appartenente al genere Musa, insieme ad una quarantina di altre specie, il Platano (Musa sapientum, Musa paradisiaca) fa parte della famiglia delle banane, basti pensare che banana in spagnolo si dice proprio platano. Si consuma cotto ed è un alimento base delle popolazioni tropicali. I maggior esportatori del platano sono i paesi settentrionali del Sud America e America centrale. Il Venezuela vanta nella sua tradizione culinaria molte ricette a base di platano, considerato come la nostra "pasta" e il nostro "pane". È commestibile in ogni fase di maturazione, dal verde, al giallo, al nero. Si tratta di un alimento molto ricco di amido.


I frutti della pianta del platano, un'erbacea gigante originaria della Malesia, derivano dalla Musa paradisiaca la cui sottospecie sapientum, considerata come una specie distinta, è la fonte dei frutti generalmente noti come banane e consumati crudi. Il Platano invece è un frutto della stessa specie ma che richiede la cottura per esser consumato. Originari dell'India e della Malesia questi frutti sono più diffusi nei paesi dal clima tropicale. Spesso il frutto può raggiungere dimensioni notevoli anche dai 25 ai 40 cm di lunghezza. Il colore al suo interno è giallastro o leggermente rosa. Quando la buccia è di colore verde tendente al giallo, il sapore della polpa è piuttosto delicato e la sua consistenza è amidacea. Al variare del colore della buccia, quando si avvicina di più al marrone o nero, ha un sapore più dolce e un aroma più vicino a quello della banana, proprio perchè gli amidi si trasformano in zuccheri. Il sapore della sua polpa è diverso in ogni fase dello sviluppo.

Con buccia verde 
Quando il platano è verde è ricco di amido e il sapore è molto simile a una patata. Ideale da consumarsi al forno, al vapore o bollito. 

Con buccia gialla
 Quando il platano è giallo gli zuccheri cominciano ad aumentare conferendo maggior dolcezza. In questa fase il frutto può mostrare sulla buccia qualche macchia di color nero.
 Con buccia nera
 Quando è di color nero il platano ha raggiunto il suo massimo grado di dolcezza. Si preferisce utilizzarlo nero per ricette dolci e prepazioni di dessert. In commercio Si trovano in Italia soprattutto nei negozi di alimenti etnici, piccoli market africani e in alcuni supermercati. Sono venduti freschi. Attenzione perchè assomigliano a banane verdi, ma sono di dimensioni più grandi. Il costo del platano non è per niente elevato.

Non si possono mangiare crudi quando la buccia è verde o gialla, mentre una volta raggiunta la massima maturazione, ovvero quando la buccia è nera, sono commestibili anche senza bisogno di cottura. Occorre prestare molta attenzione al taglio del platano prima di procedere con la cottura. La buccia non è molto dura, ma per avere una preparazione ottimale si devono fare dei tagli per la lunghezza del frutto a distanze simili ed eliminare la buccia.

In cucina può anche essere bollito e cotto al forno, e cucinato proprio come le patate. Si può servire come una verdura, un contorno, o trasformare in un dolce a seconda del grado di maturazione del frutto. Sono un ingrediente importante anche per le zuppe e minestre. Si possono consumare anche essiccati e ridotti in farina.

Se si vuole far maturare un platano si può conservare in un sacchetto di carta fino a che la buccia diventi nera. Si conserva in luogo fresco per due/tre settimane. Può esser congelato. 

La pianta del platano è originaria dalla Malesia. Si coltiva soprattutto in Ecuador, Costa Rica, America Latina ed Australia. Le zone di coltivazione più settentrionali si trovano in Florida, le isole Canarie, Egitto e Giappone meridionale mentre il limite meridionale estremo è nel Brasile del sud. Probabilmente hanno origini antiche.
Un platano contiene oltre il 65% di umidità. Il platano è altamente nutriente. Contiene una buona fonte di potassio e di vitamine A e C. Ê ricco di fibre e ha un alto contenuto di carboidrati. Non contiene colesterolo.

giovedì 27 agosto 2015

Expo 2015: perché non ci porterei i miei alunni

di Alex Corlazzoli, Maestro e giornalista

Expo sì, Expo no. Alla fine ci sono andato (a moderare un dibattito) e mi sono convinto che non porterei mai una classe di ragazzi all’Esposizione mondiale, la Gardaland di Milano. Chi fa il maestro ha il dovere di chiedersi: cosa voglio insegnare ai ragazzi? Come voglio parlare loro del cibo, della terra, dell’aria? Vogliamo dire la verità ai futuri cittadini o mostrare loro una cartolina patinata del mondo? Ecco, se quest’ultima è la vostra intenzione, allora potete andare a visitare Expo 2015. Troverete un grande gioco: potrete timbrare il vostro “falso” passaporto (5 euro a documento) ad ogni Paese che visitate; divertirvi a fare l’henné sulle mani grazie alle donne ugandesi o della Mauritania; saltare sulle reti elastiche del padiglione del Brasile; fare fotografie seduti in una finta tenda berbera; realizzare il vostro menù greco preferito; scrivere il vostro nome con i chicchi di caffè o comprare braccialetti ricordo fatti con i semi. Ma non chiedetevi chi lavora quel caffè; non domandatevi quanti pozzi sono stati distrutti nei terreni dei territori occupati della Palestina; non azzardatevi a capire chi lavora nei campi del Mozambico o del Burundi; non iniziate a farvi domande sui landgrabbing, i ladri di terra. Expo non è il posto dove farvi questi interrogativi e nemmeno dove trovare risposte.

Girando tra i padiglioni dell’esposizione ho avuto la sensazione di aver fatto qualche errore: forse ho sbagliato, durante le lezioni di scienze, a raccontare ai miei ragazzi che il consumo giornaliero di acqua in Africa è di 30 litri rispetto ai 237 in Italia. Probabilmente ho raccontato una frottola quando ho parlato loro dei conflitti per l’oro blu. Devo aver letto male i dati sul Kenya dove il benessere di pochi (2%), è pagato con la miseria di molti (circa il 50% della popolazione vive sotto il livello di povertà). Devo aver visto un altro film finora perché ad Expo non ho trovato una sola riga, una sola informazione che raccontasse alle migliaia di persone che passano in quei padiglioni, il dramma che vivono le popolazioni africane.

Sono partito dalla Palestina: non un’immagine, una riga, una fotografia dell’occupazione. Ho chiesto come mai e mi è stato risposto che “non era opportuno”. Ho pensato che la scarsità di informazioni riguardasse solo quel Paese. Ho provato ad entrare negli spazi dell’Eritrea, della Giordania, della Mauritania: nulla di più che una sorta di mercatino dei prodotti locali, qualche bandiera, poche fotografie. Zero informazioni. Ho pensato che fosse impossibile ma nemmeno in Algeria ho trovato qualche spiegazione se non una bella esposizione di vasellame e di abiti tradizionali. Mai un solo cenno ai problemi di un Paese. A Expo il mondo è tutto bello: l’importante è non sapere.

Non ho imparato nulla visitando il padiglione del Burundi, del Ruanda, dell’Uganda. Nello Yemen hanno persino tentato, come in ogni mercato, di vendermi tre braccialetti con la tecnica dei venditori di strada: “Provali. Quale ti piace? Ti facciamo uno sconto”. Eppure i bambini e i ragazzi che lavorano nelle piantagioni di cacao africane sarebbero, secondo alcune stime, più di 200mila di età compresa tra i cinque e i quindici anni, vittime di una vera e propria “tratta”. L’ Unicef ricorda che 150 milioni di bambini tra i 5 e i 14 anni nei Paesi in via di sviluppo, circa il 16% di tutti i bambini e i ragazzi in quella fascia di età, sono coinvolti nel lavoro minorile.

A citare i problemi della terra ci ha pensato il Vaticano, presente ad Expo: 330 metri quadrati per dire ai cittadini attraverso una mostra fotografica e un tavolo interattivo che esiste il problema della sete, dell’ingiustizia, della fame. Tutto per slogan, nulla di più. E’ a quel punto che mi è venuta una curiosità, alla fine della rapida spiegazione dell’addetto della Santa Sede: “Scusi, quanto è costata la realizzazione?”. Risposta: “Mi dispiace non lo so”. Cerco la risposta via Twitter all’account del Vaticano (@ExpoSantaSede) che mi rimanda ad un articolo che parla della “sobrietà del padiglione”, secondo le parole del cardinale Gianfranco Ravasi. Viene da fare due conti: un’organizzazione italiana mi ha riferito di aver speso per partecipare a Expo (per organizzare eventi, padiglione, personale) circa 700 mila euro. E il Vaticano quanto avrà sborsato per dire che c’è la fame, la sete e l’ingiustizia? 3 milioni di euro equamente ripartiti tra Santa Sede, Cei, Diocesi di Milano e Cattolica Assicurazioni che ha offerto il suo contributo per l’allestimento delle opere d’arte.

Alle 21, stop. Ho deciso: meglio non portare i bambini a Expo. Che capirebbero del cibo, dello spreco, delle risorse?

Un solo consiglio: se proprio ci andate, vale la pena visitare il padiglione zero e quelli della Svizzera e dei Brunei.

Associazione dietetica americana (ADA): il mito della B12 è falso, dieta vegan è ok

LE BALLE DELLA FDA
Le Clamorose Balle della FDA (Federal Drug Administration) hanno origini lontane, dalle Piramidi Alimentari contraffatte, alle Tabelle Truccate e Manipolate, per finire alla “Fantomatica” Carenza della Vitamina B12.

QUOTE PROTEICHE
Incredibile Teatrino a “Retro-Marcia” sulle Quote Proteine di cui avrebbe bisogno l’Uomo, indicate intorno ai 300 grammi/giorno e Ridotte con il passare di degli anni, a 250, 200, 175, 150, e ora 75, quando le stesse OMS (L’Organizzazione Mondiale della Sanità), WHO (World Health Organization) e FAO (Food and Agriculture Organization), hanno pubblicamente approvato i 24-30 gr/giorno, come Tetto Massimo oltre il quale il Corpo Umano va in “Acidificazione” (Madre di tutte le Malattie).

La Medicina Ufficiale, attualmente ancora “Consiglia” per l’Insufficienza Renale, di “DIMINUIRE” l’Assunzione di Proteine (Animali poi!), e non superare la Soglia di 1gr/Kg !!!
Per cui una Persona Alta che pesa 90/100Kg deve assumere 100gr di Proteine al Giorno, cioè 4-5 Volte la Reale Necessità: Follia Pura, ACIDOSI ASSICURATA.

LA VITAMINA B12

Ma la FDA la “Manipolazione” Maggiore l’ha fatta proprio circa la VITAMINA B12 negli anni ’70, quando la WHO (World Health Organization) li aveva fissati a 80-900, e poichè risultava Molto Fastidioso quel Livello Minimo, che caratterizza le Persone in Ottima Forma come i Vegani-Crudisti, prese quel Minimo di 80 e lo Moltiplicarono per 2, portandoli “Furbescamente” a 157.

Attualmente il Range di Normalità di Vitamina B12 nel Sangue è di 180-914mcg/100ml (200-900mcg/100ml in molti Laboratori). Pensate con quanta “Disinvoltura” viene Variato questo Valore Minimo (80, 157, 180, 200)! Più Sale il Minimo e più si Vendono Integratori e Prodotti Alimentari “Fortificati” di B12.

LIVELLO MINIMO
Siccome nella B12 il Livello Importante è quello Minimo, Raddoppiarlo come Valore avrebbe avuto una Grande Importanza poichè avrebbe spinto la Popolazione Mondiale a Modificare il proprio Stile di Vita mangiando più Carne, Pesce e Formaggi, per “Tentare” di Garantirsi una B12 Elevata, creando contemporaneamente “A Tavolino” la Favola della Relativa Carenza per i Vegani, infine Garantendo alle Case Farmaceutiche grossi Introiti dovuti alla Vendita degli Integratori di B12 (Non Attivi, quindi spesso Inutili).

RECENTI STUDI
I Recenti Studi Americani, Europei e Cinesi (Colin Campbell nel The China Study), confermano che la B12 è sì Importante, ma come tutte le altre Vitamine, e si trova Spesso in compagnia delle Vitamine del Gruppo B, soprattutto con la B6 e la B9.

VITAMINA B12 NEI VEGETALI: A “BIZZEFFE” NELLE ALGHE
Affermare che la B12 si trova solo nelle Proteine Animali è anche “Clamorosamente Falso”. Fonti Eccellenti di Vitamina B12 provengono soprattutto dalle Alghe ma anche dal Cioccolato in Polvere, Cioccolato Fondente (70-85%), Tempeh, Miso, Lievito in Scaglie, Pane al Germe di Grano e di Segale, Tutti i Funghi Crudi e in Misura Minore i Vegetali Coltivati con il Solo Metodo “Bio-Dinamico” che Utilizzano perciò Solamente Letame Animale .. per cui il Fabbisogno Giornaliero non è a Rischio, se non si Compromette Tutto assumendo contemporaneamente i Dannosi Zuccheri Chimici e Raffinati Distruttori della “Linea Completa” del gruppo B.

Fonte USDA (United States Department of Agriculture – National Nutrient Database for Standard Reference. Release 27)

Al Contrario dei Paesi Occidentali in generale e dell’Italia in particolare infatti, dove le più comuni Fonti Alimentari di Vitamina B12 sono i Cibi di Origine Animale, nei paesi dell’Asia Orientale e del Sud-Est Asiatico, una Fonte importante di Vitamina B12 è rappresentata dalle Alghe, un Ingrediente Caratteristico delle Cucine Locali.

B12 NELLE ALGHE (Microgrammi per 1gr di Prodotto Essiccato)

Spirulina: 11mcg
Klamath (Afa): 8mcg (sicuramente Attiva)
Nori: 4mcg
Dulse, Kombu: 3mcg
Wakame, Carragheen, Spaghetti di Mare: 2mcg

Le Stesse presentano inoltre Alti Valori di Minerali, soprattutto Calcio e Magnesio.

• LA Dr GINA SHAW
La Inglese Dr Gina Shaw, Specializzata in Igiene Naturale, Medicina Complementare ed Iridologia,

afferma Testualmente:

La vitamina B12 viene Esecreta dalla Bile e poi riassorbita. Questo fenomeno è conosciuto con il nome di “Circolazione Enteropatica”. La quantità di B12 Esecreta nella Bile può variare da 1 a 10 ug (microgrammi) al giorno. Le persone che seguono una Dieta con Valori Bassi, inclusi Vegani e Vegetariani, possono Ottenere più B12 dal SUO RIASSORBIMENTO CHE DALLE FONTI ALIMENTARI. Il Riassorbimento è il motivo per cui possono occorrere anche 20 anni affinché una Carenza si Manifesti.

Al Contrario, se la Carenza di B12 è Causata da una Mancanza nell’Assorbimento, bastano 3 anni perché si manifestino i Sintomi della Malattia. Siccome la Vitamina B12 in un Corpo Sano viene Riciclata, la Sintesi Interna della B12 può Soddisfare i nostri Bisogni senza che questa venga Aggiunta nella Dieta. Ma se nella nostra Dieta manca il Cobalto, il Problema non è più una Mancanza di B12 nella Flora Intestinale, ma una Mancanza di Cobalto (che ha bisogno di altri fattori per venir assorbito), che si trova nei Funghi, nei Tartufi, nella Frutta e nelle Verdure, ma sempre in quantitativi Minimi, essendo un Minerale Velenoso.

➔ IL PROBLEMA DELLA VITAMINA B12 – Dr GINA SHAW – Articolo Completo, QUI.

• IL Dr DOUGLAS GRAHAM
Lo statunitense Dr Doug Graham Specializzato in Scienza dell’Alimentazione nello Sport, nonchè Chiropratico, Vegano-Crudista e Promotore della Dieta 80/10/10 (80% delle Calorie giornaliere in Carboidrati, 10% in Proteine e 10% in Grassi), Consulente di Atleti di Livello Mondiale come della tennista Martina Navratilova, del giocatore professionista di basket NBA Ronnie Grandison, del Velocista Olimpico Doug Dickinson, Personal Trainer dell’attrice Demi Moore,

afferma Testualmente:

Circa la Carenza di Vitamina B12 ci sono vari approcci, il Modello Medico direbbe di prendere Integratori di B12. Ciò è come dire: “Ho un Secchio. Dovrebbe essere Pieno d’Acqua ma non lo è perchè Bucato.” Il Modello Medico direbbe, “Aggiungiamo Acqua”. Il MODELLO IGIENISTA direbbe, “Tappiamo il Buco”, e una volta Tappato il Corpo Riempirà il Secchio Automaticamente”.

Ho fatto esperienza con Persone che avevano carenza di B12 messe a Digiuno con la Sola Acqua e 3-4 Settimane dopo, avevano Livelli Perfettamente Normali di B12. Questo Dimostra che è un Problema di Assorbimento e non di Assunzione.

La B12 è dovunque. Nell’aria, nelle Mucose del nostro Naso; ogni volta che Inaliamo, stiamo Respirando B12; ogni volta che Ingeriamo la Saliva, stiamo ingoiando B12. Non è un problema di Esposizione.

LA CARENZA E’ POSSIBILE CON QUALSIASI DIETA
Non esiste nessun Animale che produce B12. La Vitamina B12 viene Prodotta dai Batteri, ma ancora diamo retta a Miti Costruiti ad Arte. È stato Dimostrato che con qualunque Dieta, c’è una Percentuale di Persone che hanno Carenze di Vitamina B12, Vegetariano, Vegano, Vegano-Crudista oppure Onnivoro, la Percentuale è sempre la Stessa.

La Carenza di B12 è stata dapprima scoperta nei Carnivori (Onnivori), quelle persone che “Mangiano di Tutto”.

Non c’entra nulla la Dieta Vegana. Persone che si stanno Alimentando quotidianamente con Integratori di B12 ad ogni pasto, hanno un livello di B12 molto Superiore rispetto alla Popolazione Normale o che non fanno uso di Integratori, ma noi Possediamo anche un “Fenomeno di Rimbalzo” nei nostri Corpi, è come un Meccanismo di Frenata che dice: “Se hai Troppo di Qualcosa, allora Buttalo Fuori, altrimenti se Corri Troppo Velocemente, rischi di Schiantarti.

➔ Intervista Completa Integrale al Dr Graham, QUI

LA POSIZIONE UFFICIALE DELL’ADA (AMERICAN DIETETIC ASSOCIATION) E DEL DIETITIANS OF CANADA
“Le Diete Vegetariane e Vegane sono “Adeguate” in OGNI Stadio della Vita Umana, compresi GRAVIDANZA, ALLATTAMENTO, ETA’ INFANTILE E ADOLESCENZA”. Vanno avanti anche dicendo che i “Vegani sono più Longevi e Non Soffrono di Malattie Degenerative”. Ma questo è un altro Discorso ..

Expo: il padiglione Vaticano è costato 3 milioni, pure Bergoglio incazzato..

Un obolo vero e proprio. Il Vaticano ha donato i 68mila euro raccolti nel suo padiglione all’Expo di Milano ai profughi della Giordania. Una cifra davvero irrisoria dato che il costo della struttura è stato di 3 milioni di euro, ripartiti in egual modo tra Pontificio Consiglio della cultura, Conferenza episcopale italiana e arcidiocesi di Milano, ma considerando anche il numero dei visitatori che, stanno ai dati ufficiali pubblicati dalla Santa Sede, sono stati quasi 690mila. Calcolatrice alla mano si tratta di donazioni in media di meno di 10 centesimi a persona. Già il costo dell’intero padiglione con “solo trecentosessanta metri quadrati di superficie calpestabile”, come aveva precisato L’Osservatore Romano, aveva suscitato numerose polemiche e anche l’ira di Papa Francesco, tenuto completamente all’oscuro dell’operazione.

Non a caso Bergoglio, dopo aver declinato ripetutamente gli inviti del cardinale di Milano Angelo Scola e del commissario unico Giuseppe Sala a visitare gli stand, nel videomessaggio per l’inaugurazione aveva affermato che “anche l’Expo, per certi aspetti, fa parte del paradosso dell’abbondanza, se obbedisce alla cultura dello spreco, dello scarto, e non contribuisce a un modello di sviluppo equo e sostenibile”. Il Papa aveva spiegato che “l’Expo è un’occasione propizia per globalizzare la solidarietà. Cerchiamo di non sprecarla ma di valorizzarla pienamente”. Un invito che sembra essere caduto nel vuoto.

Proprio per rimediare ai 3 milioni di euro investiti per il padiglione vaticano, due mesi dopo l’inaugurazione dell’Expo, Bergoglio aveva deciso che tutte le offerte raccolte nello stand della Santa Sede sarebbero state destinate ai bisogni dei bambini e delle famiglie dei profughi presenti attualmente in Giordania. Una decisione che, come era stato precisato in una nota ufficiale, era stata presa dal Papa in favore dei rifugiati giordani “in quanto risultato essere le fasce più deboli colpite dal conflitto in Medio Oriente”. Secondo i dati a disposizione del Vaticano, infatti, la Giordania ospita attualmente circa 700mila profughi. In particolare quelli provenienti dall’Iraq, al momento registrati, sono 50mila dei quali oltre il 34 per cento bambini.

Lo aggrediscono con la mazza, lui spara e ne uccide uno: eccesso di legittima difesa

Roma – Stava portando a passeggio il suo cucciolo di bulldog francese, Gaetano B. 33 anni Calabrese residente a Roma da 10 anni, quando si è visto tagliare la strada da un furgone bianco. Dal veicolo sono scesi due uomini dell’est armati di mazza e sacco e si sono lanciati in direzione dell’uomo.
Il trentatreenne, guardia giurata presso una cooperativa di vigilanza, aveva con se la sua Beretta 9×21 e sentendosi minacciato ha rapidamente estratto l’arma esplodendo 5 colpi in direzione dei malviventi.
Alla vista dell’arma gli uomini hanno immediatamente arrestato la corsa, uno dei due è riuscito a risalire a bordo del furgone dandosi alla fuga, l’altro è rimasto colpito da uno dei colpi all’altezza del collo.
I passanti hanno immediatamente avvertito le forze dell’ordine che hanno solo potuto constatare il decesso del bandito e condurre in caserma la guardia giurata.

LA TARGA ED IL VEICOLO risultavano già segnalati alle forze dell’ordine in quanto durante l’anno si erano già verificati dei furti di animali domestici in giardini e case private, e diverse volte era stata fatta segnalazione da parte del vicinato riguardo due uomini ed un furgone sospetto

Stephen Hawking: possibile uscire dai buchi neri

Quella tra Stephen Hawking e i buchi neri è la storia di una vita. Da sempre il nome dello scienziato inglese è legato a studi su quelli che sono forse gli oggetti più bizzarri e misteriosi dell’Universo, capaci di intrappolare anche la luce. Da ieri, questa storia ha un nuovo capitolo. Parlando al Kth Royal Institute of Technology, a Stoccolma, Hawking ha detto che «c’è modo di uscire» da un buco nero e ha annunciato di aver scoperto un meccanismo «grazie al quale le informazioni trovano un modo per tornare indietro». Ma le cose non sono così semplici. Procediamo con ordine.

Cos’è un buco nero?  
Chi ha visto “Intestellar”, il blockbuster di Chris Nolan, lo sa e sa anche come - più o meno - sarebbe fatto (tra i consulenti del film c’era Kip Thorne, altro grande astrofisico). Per tutti gli altri: un buco nero nasce quando alcuni tipi di stelle particolarmente grandi collassano su loro stesse al termine del ciclo vitale formando un corpo celeste talmente denso che neppure la luce è in grado di sfuggire al suo campo gravitazionale (perde cioè tutta la sua energia cercando di sfuggirgli).

Dove sono?  
Un po’ dappertutto nell’Universo, in particolare al centro delle Galassie. Come nella nostra. Nessuno ha ancora osservato direttamente un buco nero, esistono solo osservazioni indirette ma comunemente accettate: come il moto accelerato delle stelle che orbitano al centro della Via Lattea o i getti di energia sprigionati dalla materia che ci precipita dentro.

Cos’hanno di tanto strano?  
Che per spiegare il loro funzionamento bisogna mettere insieme due cose che insieme non vanno proprio: la relatività generale di Einstein (che regola lo spazio-tempo) e la meccanica quantistica (come si comportano le particelle sub-atomiche). Collassando, la materia di cui era composta la stella darebbe origine a una singolarità, cioè un punto con campo gravitazionale tendente all’infinito e dove le leggi della fisica «saltano». Tutto attorno, il buco nero. Il confine tra il buco nero e il resto dell’Universo è stato battezzato dai fisici Orizzonte degli Eventi. È il punto di non ritorno. La materia che attraversa l’Orizzonte degli eventi - secondo i fisici - potrebbe sparire, perdere memoria della propria informazione, cozzando contro un pilastro della fisica classica. E qui, appunto nascono i problemi. O, meglio, il «Paradosso dell’informazione del buco nero».

Ovvero?
Ad esempio dal buco nero non sarebbe più possibile determinare le caratteristiche della stella che l’ha generato o di ciò che il buco nero ha «divorato». Negli Anni 70 lo stesso Hawking capì che i buchi neri potevano evaporare, rilasciare sotto forma di radiazione ciò che avevano inghiottito, ma lo facevano in maniera caotica. È la Radiazione di Hawking. Negli anni il fisico britannico cambiò idea, sostenendo (nel 2004) che l’informazione poteva sfuggire ai buchi neri. (E per questo perse una scommessa con il collega John Preskill, cui dovette regalare una Enciclopedia del baseball).

Quindi cosa c’è di nuovo?
Intanto va detto che nessuno ha ancora potuto analizzare il lavoro di Hawking, che in Svezia si è limitato a comunicarne gli esiti. In poche parole l’informazione potrebbe non finire mai all’interno del buco nero ma venire “imprigionata” nell’Orizzonte degli eventi sotto forma di «una specie di ologramma» in due dimensioni. Hawking ha detto che «l’informazione non è contenuta all’interno del buco nero come ci si potrebbe aspettare, ma nel suo confine».

Don Mazzi contro gli animali: e San Francesco?

Le tasche della comunità piangono, e Don Mazzi si adopera per trovare le risorse finanziarie necessarie a mandare avanti la baracca. "Italiani, non spendete soldi per salvare cani e gatti, ma destinate denaro alle nostre strutture. Noi salviamo vite umane. Noi recuperiamo quei ragazzi che la società bolla come irrecuperabili. Aiutateci! Si incazzeranno gli animalisti, ma io dico quello che penso": questo è l'appello di Don Mazzi agli italiani e ai loro portafogli, lanciato attraverso un'intervista al settimanale Chi. La situazione è drammatica: 2 milioni di euro di debiti accumulati dalle quaranta strutture in Italia e sei nel mondo di Exodus, "perché i servizi pubblici, che dovrebbero aiutarci, non ci pagano dal 2004" sostiene Don Mazzi.

La reazione
L'Enpa non ha fatto attendere la sua risposta: "Le persone sono in grado di valutare con la propria testa"; e ancora: "Se fosse meglio informato e sapesse quanti programmi di recupero per ragazzi in difficoltà vengono fatti tramite gli animali, forse modificherebbe il suo giudizio non troppo meditato". Per l'associazione che si erge a difesa degli animali, afferma che con questa sua affermazione Don Mazzi dimostra di aver smarrito del tutto il messaggio di San Francesco, che si sa, gli animali li amava.

Angelica si masturbava col crocifisso, anche Salvini..

L'opera teatrale si chiama "Prima lettera di San Paolo ai Corinzi" è in programma il 18 e il 19 settembre al Teatro Olimpico di Vicenza. E c'è da scommettere che nei prossimi giorni farà molto discutere. In realtà ha già sollevato un vespaio, ci saranno alcune Maddalene penitenti  che si stenderanno sui pezzi della croce di Gesù. Ma, soprattutto, ci sarà la stessa Angélica Liddell (soprannominata la "Daviolessa del Teatro") che  racconterà come da giovane si masturbava con il crocifisso. Intervistata da Repubblica, l'attrice ha detto: "Non m'interessa la bestemmia, lo scandalo, la provocazione, m'interessa il sacro, la religione come ne parlava Bataille, qualcosa di sovversivo, estraneo alla vita calcolata della ragione, irrazionale e antisociale".

La reazione - La sua motivazione: "Mi masturbavo col crocefisso - dice - perché il mio corpo reagiva alla bellezza di un uomo crocifisso e santo, irraggiungibile. Volevo amare il Re dei Re".

Immortus: l’auto solare che può viaggiare per sempre

Grazie a 7 metri quadri di pannelli fotovoltaici sul tettuccio, il cofano e il bagagliaio, la Immortus sarà un’auto solare senza bisogno della presa di corrente


Una nuova auto solare dovrebbe presto superare lo scoglio della commercializzazione. Si chiama Immortus, e non ha bisogno di essere attaccata alla presa di corrente perché si ricarica unicamente con l’energia del sole. I dettagli del bolide, una due posti supersportiva dal taglio futuristico, li ha svelati la casa produttrice, la EVX Ventures http://www.evxventures.com/ di Melbourne, Australia. Afferma che la si potrà guidare tutto il giorno, senza soste, percorrendo distanze illimitate a patto che splenda il sole. Ad aiutare la Immortus nell’impresa sono i 7 metri quadri di pannelli fotovoltaici che ricoprono le sue lamiere.
Il progetto prende molto dalla tecnologia ideata dalla Aurora Solar Car Team, già sperimentata su un’altra auto solare da corsa. La Immortus è lunga 5 m, alta 1.10 m e pesa solo 550 Kg. Leggera e aerodinamica, monta una piccola batteria al litio da 10 Kwh per alimentare i suoi due motori elettrici.



Di notte, o nei giorni in cui non splende il sole, la vettura ha un’autonomia di 400 chilometri, ma quando è sereno può viaggiare virtualmente all’infinito,

mercoledì 26 agosto 2015

New York Times: 2 litri di acqua al giorno? Sciocchezze

Il quotidiano Usa: «Un equivoco, non si tiene conto dei liquidi contenuti nei cibi»

Ogni persona ha bisogno di 2,5 litri d’acqua al giorno, ma la maggior parte di questa quantità è contenuta nei cibi che ingeriamo

Lidia Catalano

Due litri d’acqua al giorno. È la formula magica per la salute, il mantra che torna di moda ogni estate sui giornali, nelle riviste da spiaggia, alla tv. Sempre in cima alla lista delle banalità per sconfiggere «il caldo-record».

Per il New York Times però c’è ben poco di banale, tanto che il quotidiano di Manhattan dedica al «mito più duro a morire» la pagina 3, quella delle notizie di primo piano, con un titolo che invita a prendere fiato e rilassarsi: «No, non dovete bere otto bicchieri d’acqua al giorno». Non serve. Perché si tratta, appunto, di un mito. «Il più difficile da estirpare, nonostante – scrive l’autore Aaron Carroll, docente di pediatria all’Università di Medicina dell’Indiana -, non esista alcuna evidenza scientifica a supporto di questa tesi».

L’equivoco sarebbe nato nel 1945 con una prescrizione del “Comitato per il cibo e la nutrizione”, secondo cui ogni persona ha bisogno di 2,5 litri d’acqua al giorno. Peccato che quasi nessuno si sia spinto alla frase successiva, che specifica: «La maggior parte di questa quantità è contenuta nei cibi che ingeriamo». Ne sono pieni frutta e verdura, la birra, il the e il caffè. Inoltre non esiste alcuna prova che bere più acqua del necessario abbia effetti significativi sulla salute, come rendere la pelle più levigata o favorire la funzionalità renale. Eppure neanche la più autorevole delle pubblicazioni scientifiche riesce a scardinare il mito. E la corsa all’abbeveramento continua.