martedì 26 luglio 2016

NUTRIZIONE MDA PER LA TRANSIZIONE VERSO UN’ALIMENTAZIONE SPECIE-SPECIFICA

di Silvia Aliprandi

Ormai le SCIENZE dell'anatomia comparata e fisiologia comparata hanno ampiamente dimostrato che la struttura digerente e fisiologica della specie umana NON è "onnivora" ma FRUGIVORA e più esattamente FRUTTIVORA

         

L’impostazione MDA è il più grande passo avanti nella storia dell’alimentazione. MDA vuol dire Mele rosse a colazione, frutta Dolce non acida a SAZIETA’ a pranzo, cena Alcalinizzante la sera. Puoi partire dalla fase alimentare in cui sei: vi sarà quindi un MDA onnariano, un MDA vegetariano, un MDA vegano e un MDA fruttariano, la transizione verso l’MDA fruttariano porta al massimo benessere psico-fisico. L’MDA è alla portata di tutti e ritiene fondamentale l’accompagnamento psicologico sostituendo in maniera scalare i cibi tossici a cui siamo abituati con analoghi carpotecnici (da karpos=frutto, tecnica di lavorazione della frutta dolce, grassa, ortaggio) e non impone rinunce. Via via che si avanza nel percorso di DISINTOSSICAZIONE i cibi inadatti saranno sempre meno attraenti e abbandonarli avverà in modo naturale.

Per chi vuole provare ad iniziare una graduale transizione verso un’alimentazione specie specifica e quindi l’unica garante dello stato di salute ottimale, il primo fondamentale passo è quello di mangiare come prima cosa al risveglio (entro circa un quarto d’ora) e come ultima cosa prima di andare a dormire, una mela rossa con la buccia, meglio se della varietà Stark o al limite Red-Delicius. Se non si riesce da subito con una intera, si inizia da quanta si riesce a mangiarne e si aumenta gradualmente la quantità fino ad arrivare ad una intera, sia la mattina che la sera.

N.B. Il vero carburante per la specie umana è il fitocomplesso del FRUTTOSIO (presente nella maggiore quantità nelle mele rosse, in particolare Stark) come ampiamente dimostrato dal primo processo di creazione dell’energia nella specie umana, ovvero la creazione di ATP nella glicolisi. E’ fondamentale evidenziare come ogni trasformazione di glucosio in fruttosio è uno spreco di energia che va moltiplicato per ogni mitocondrio (ogni cellula possiede mediamente 2000 mitocondri) presente nei 100.000 miliardi di cellule di cui è costituito il corpo umano.

Il secondo passo è quello di iniziare a fare pasti sequenziali partendo dal cibo meno tossico e digeribile e riservando i “cibi” più tossici e di complessa digestione alle ultime portate, secondo la scala di tossicità dei cibi. Quindi si inizia il pasto con della frutta dolce (es. melone ), seguito da un mix di frutta ortaggio cruda (per frutta ortaggio si intendono tutti quei vegetali che contengono semi e che quindi sono frutti: pomodori, cetrioli, zucchine, peperoni, melanzane, zucca, ecc), frutta grassa (avocado, olive denocciolate, olio d’oliva denocciolato..), foglie di insalata (le cui fibre  lunghe sono fondamentali per proteggere lo stomaco dai semi e dagli alimenti lattei e carnei che eventualmente si sceglie di assumere successivamente a seconda della fase alimentare in cui ci si trova (onnariana, vegetariana, vegana..), e verdure crude (carote, finocchi..). Queste due portate crude sono assai importanti e non devono mai mancare.

Esempio di sequenza:

    - Melone
    - Mix di pomodori, cetrioli, olive, avocado, foglie di insalata
    - Frutta ortaggio/verdure cotte (es. ZUCCHINE e PATATE)
    - Eventuali cereali senza glutine e/o legumi (fase vegana)
    - Eventuali latticini (fase vegetariana)
    - Eventuale altro cibo iper tossico in una prima fase onnariana

Ci si deve abituare gradualmente a consumare i cibi più tossici durante la cena piuttosto che a pranzo e a colazione e a sostituirli in maniera scalare con analoghi meno tossici (es. latte vaccino con latte di soia/riso e poi con frullato di banana e melone invernale; hamburger con burger vegetali, e poi burger carpotecnici fatti con frutta ortaggio e/o platano verde; lasagne classiche con lasagne vegane e poi carpotecniche..) passando via via attraverso la fase onnariana, vegetariana, vegana fino a quella fruttariana SOSTENIBILE.


IMPOSTAZIONE ALIMENTARE MDA
(Mela, frutta Dolce non acida, cena Alcalinizzante)

L’impostazione alimentare MDA favorisce il graduale abbandono dei cibi tossici inadatti a favore del cibo specie-specifico per l’uomo attraverso fasi alimentari di transizione (fase  onnariana/vegetariana/vegana/fruttariana).

PERFEZIONAMENTO ALIMENTARE:


                   

COLAZIONE (1° pasto - M) :
E’ fondamentale iniziare e finire la giornata mangiando una mela rossa (meglio se della varietà Stark). Una terza mela si mangia invece a metà mattina o prima del pranzo.

Questo passo è importantissimo per innescare il processo di disintossicazione; quindi, ricordarsi la mela al risveglio, prima di assumere qualsiasi altro cibo o sostanza, prima di andare a dormire e a metà mattina o prima del pranzo.

Per non alterare la fondamentale fase catabolica del mattino è molto importante arrivare a passare l'intero arco della mattinata con le sole due mele suddette (nel primo periodo se non bastano si possono aggiungere una o due banane).

         


PRANZO (2° pasto - D) : E’ necessario in tempi brevi proteggere colazione e pranzo dai cibi inadatti, arrivando a consumare per colazione solo mele rosse Stark e a pranzo a SAZIETA’ tre tipi di frutta dolce, non acida. La fase prevalentemente catabolica (fase in cui il corpo elimina le tossine, all’incirca 4 ore prima e 4 ore dopo il risveglio) amplifica sia gli effetti positivi del cibo adatto (mela rossa) sia gli effetti negativi di quello non adatto eventualmente assunto a colazione e pranzo.
N.B. Anche colazione e pranzo vanno gradualmente perfezionati arrivando all’avanzatissima impostazione MMA (Mele rosse Stark durante tutto il giorno, quindi a colazione, pranzo e merende, e la sera cena Alcalinizzante) che permette massima disintossicazione ed energia nel corso della giornata.


       

CENA (3° pasto - A) : Durante la cena si mangiano, in sequenza (dal cibo più adatto, nutriente e digeribile a quello meno digeribile), i “cibi” più ALCALINIZZANTI propri della fase alimentare in cui ci si trova (fase onnariana/vegetariana/vegana/fruttariana) secondo la scala di tossicità alimentare.






ESEMPIO DI CENA SEQUENZIALE FRUTTARIANA SOSTENIBILE: fantasia di melone, mix di frutta grassa e ortaggio, spaghetti di zucchina saltati al pomodoro, polpette di platano verde cotto, dolce di platano giallo maturo (il platano è la banana sudamericana).

Molto importante, per garantire una buona digestione, è tagliare in piccoli pezzi il cibo e masticare a lungo i bocconi fino a ridurre in poltiglia quel che si sta mangiando prima di deglutire. Questo aiuta anche ad attenuare l’eventuale  sensazione di gonfiore che raramente qualcuno potrebbe avvertire iniziando ad introdurre una maggiore quantità di frutta nella sua alimentazione, la quale si troverà in contatto all’interno del sistema digerente  anche con altri “cibi” inadatti (non è la frutta che gonfia ma tutto il resto, che non dovrebbe trovarsi nel nostro sistema digerente).

L’alimentazione ONNARIANA a cui siamo stati abituati fin dallo svezzamento si basa sull’assunzione di “cibi” non adatti alla nostra struttura digerente, nocivi, eccessivamente proteici, che affaticano i reni e provocano acidosi che aumenta l'usura proteica e quindi il fabbisogno proteico e sintesi proteica, fattore che favorisce gli errori di duplicazione genetica, origine di moltissime gravi malattie, tra cui mutagenesi e quindi cancerogenesi.
Non possiamo pretendere che la nostra auto funzioni e abbia ottime prestazioni se come carburante al posto della GIUSTA benzina introduciamo ACIDO MURIATICO. La stessa cosa accade con il nostro corpo, introducendo cibi aspecifici non potremo mai aspettarci salute psico-fisisca e prestazioni ottimali.

I frutti SOSTENIBILI sono le uniche strutture presenti su questo pianeta che hanno finalità biologica nutrizionale in simbiosi con la pianta e che quindi esistono per essere usati come nutrimento, favorendo così, in natura, la dispersione del seme e quindi la riproduzione della pianta.

Abbiamo l’enorme potere di aiutare il nostro corpo a mantenersi nello stato di salute massimo grazie a quello che scegliamo come cibo, usiamolo per prenderci cura di noi stessi, rispettare il pianeta su cui viviamo e tutte le creature che lo abitano.

                                                      CIBO PER LA SPECIE UMANA
mela:
MELA ROSSA (CIBO SPECIE- SPECIFICO)
mela gialla
mela verde
frutta:
-frutta dolce (albicocche, melone, cachi..)
-frutta grassa (avocado, olive denocciolate, olio denocciolato,..)
-frutta ortaggio (pomodori, cetrioli, zucchine, peperoni, melanzane, zucca, ecc)
-frutta essiccata ortaggio (zucchine essiccate, pomodori essiccati..)

                                        SCALA DI TOSSICITA’ “ALIMENTARE” 

Tossicità dei “cibi”  in ordine CRESCENTE per la specie umana:
-frutta essiccata dolce (datteri, fichi essiccati, albicocche essicc..)
verdure:
-fiori (cavolfiore, broccoli, carciofi..)
-foglie (lattuga, radicchio, prezzemolo..)
-fusti (sedano, finocchi..)
-radici (carote, rape, patate, aglio..)
-germogli
-funghi
semi: UN MILIONE DI FITOTOSSINE KILLER
-semi germinati
-semi oleosi (arachidi, pinoli, mandorle, noci, nocciole..)
-cereali  e derivati ( pane, pasta, pizza, seitan..latte di riso..)
-legumi (fagioli, ceci, piselli, azuki, latte di soia..)  PATOLOGIE RENALI
lattei:
-miele  CARIOGENO
-latte (vaccino, di capra, di pecora..)  OSTEOPOROSI
-derivati del latte (formaggio, yogurt, gelato..) CANCEROGENI
frutta acida (arance e gli altri agrumi, kiwi, ananas..) CANCEROGENA
carnei:
-uova  PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI
-pesce (compresi i crostacei..)  CANCEROGENO
-carne (+ affettati, hamburger, wurstel..) ULTRACANCEROGENA

N.B.   I semi contengono un’enorme quantità (fino ad un milione) di metaboliti secondari KILLER, che la pianta mette nel seme per proteggerlo dai predatori (è il loro metodo di dissuasione), poichè la pianta produce il frutto al fine di favorire la sua propagazione attraverso la dispersione del seme in natura. 
N.B. I cereali contenenti glutine sono i più dannosi. Il glutine si deposita nell’intestino impedendo l’assorbimento dei nutrienti da parte dei villi intestinali. Inoltre provoca problemi gastrointestinali, alla tiroide, favorisce lo sviluppo di malattie autoimmuni e disturbi al sistema nervoso centrale (da neuropatia e atassia, fino a diverse condizioni psichiatriche come stati acuti di mania e di schizofrenia).
Non hanno glutine: mais, riso, grano saraceno, quinoa, miglio..


Per eventuali chiarimenti o comunicazioni scrivere a  mail.silvia.aliprandi@gmail.com   o sms al 392.3299838

mercoledì 20 luglio 2016

Olimpiadi: arrivano i pugili professionisti

Con 88 sì e 4 astenuti la federazione mondiale (Aiba) ha deciso che dai prossimi Giochi di Rio potranno scendere sul ring non solo i dilettanti. Pacquiao ha già annunciato di non essere interessato, potrebbero esserci invece l'ucraino Klitschko e Mayweather

di FULVIO BIANCHI

 La federazione mondiale della boxe (Aiba) ha deciso che dai prossimi Giochi di Rio (fra poco più di due mesi) potranno partecipare alle Olimpiadi anche i professionisti. Decisione storica, clamorosa.

L'Aiba si è riunita a Losanna in un congresso straordinario: 88 per il sì, 4 astenuti. Ora i professionisti si dovranno qualificare, non manca molto tempo e c'è una sola occasione. Che succerebbe coi dilettanti? Sono due mondi diversi. Pacquiao ha già detto di non essere interessato ma altri "prof" lo sono (fra questi pare l'ucraino Klitschko e Mayweather). L'ucraino come dilettante vinse l'oro ai Giochi di Atlanta 1996, difficile che possa disputare le qualificazioni olimpiche in Venezuela a luglio. I professionisti a Rio non dovrebbero essere molti, di più sicuramente a Tokyo fra quattro anni.

Sempre più atleti vegan: il pugile Timothy Bradley campione del mondo

Bradley sfida Pacquiao: “Il mio segreto è la dieta vegan”. Che attrae tanti atleti
George Foreman potrebbe scandalizzarsi. Lui era abituato a ben altro, anche prima dei match. Cheeseburger, la sua passione. Cibo da povero, quale era da ragazzino. Bombe di colesterolo, non proprio la pietanza ideale di un atleta. Se ne ingozzava, come un pozzo senza fondo.



Fino a diventarne un esperto: conosceva pregi e difetti dei cheeseburger di ogni fast-food, una volta, alla vigilia della sfida con Evander Holyfield, si divertì a ordinarli nella sua speciale classifica. Ci ha edificato le due fortune economiche, una volta sceso dal ring.

Perché le parole di Timothy Bradley, alla vigilia della rivincita (in palio il mondiale dei welter Wbo, sul ring dell’Mgm Grand Arena di Las Vegas) con Manny Pacquiao, devono suonargli un po’ bizzarre. Mani in alto, sono vegano: questo il senso, più o meno. Mostra il fisico perfetto, ne spiega la genesi: «Sono vegano, lo sono diventato nel 2008, prima di un match: non me ne sono mai pentito». I muscoli confermano, massicci e scolpiti come sono. Più di quelli, conta la birra in corpo. Non in senso letterale, naturalmente: «Non ingerisco alcun alimento di origine animale, mentre cereali, noci, frutta, verdure, pasta scondita e acido folico sono la mia benzina. Quando gli altri calano, nelle ultime riprese, sono ancora pieno di energie e per questo vinco». I rivali si stancano, lui no: il segreto del vegano. Tesi non campata in aria, a giudicare dal record: pochi ko, tanti successi alla distanza, compreso quello del primo match con Pacquiao. Se Foreman abbatteva gli avversari, Bradley li sfinisce. 

Cheeseburger da ko, dieta vegana da successi ai punti. Niente scienza, almeno per ora. Pochi adepti, ma in crescendo, della dieta vegana applicata allo sport. Senza distinzione di discipline: quelle in cui conta la forza, quelle in cui conta altro. Carl Lewis, un esempio, il più famoso. Lo divenne per necessità (questioni di salute). Poi spiegò, a suo tempo: «Ho scoperto che una persona non ha bisogno di proteine derivanti dalla carne per diventare un atleta di successo. La mia migliore stagione è stata quella in cui cambiai alimentazione».

La dieta vegana non sottrae forza, a quanto pare. Marc Danzig ne ha bisogno, per lo sport che pratica: l’Ultimate Fighting, roba che più brutale non si può. Eppure si limita a mangiare nocciole, avocado, cocco. L’elenco è lungo, sempre più. Un po’ come Brendan Brazier, che invece si dedica alla maratona. A ognuno la sua dieta vegana (per non parlare dei «semplici» vegetariani: Billie Jean King e Martina Navratilova nel tennis, Robert Parish nel basket, tra gli altri), a prescindere dalla disciplina. Per Tim Bradley, la sua arma in più. Pacquiao ha un’altra idea: «Sabato sera c’è in gioco troppo, per me e per il mio Paese. Batterò Bradley, ho più fame di lui». E non era una battuta.

IVO ROMANO

http://www.lastampa.it/2014/04/10/sport/svolta-vegana-anche-sul-ring-senza-carne-resisto-di-pi-qvCsoS6KdKWQYE3YCIjegO/premium.html

Cina boicotta Pokémon Go per il timore delle spie

Il governo teme che l’utilizzo dei sistemi gps metta a rischio informazioni sensibili come la dislocazione delle basi militari. Ma c’è chi si sta organizzando per giocare ugualmente

CECILIA ATTANASIO GHEZZI

In Cina Pokémon Go non è ancora arrivato. L’applicazione più scaricata dall’Apple Store è un suo clone, City Spirits Go, che è uscito quando ancora il gioco della Niantic era in versione beta, ovvero in fase di rodaggio. Sulla pagina ufficiale Facebook di Pokémon Go si legge che ormai il gioco è disponibile in tutti i paesi del mondo ad esclusione della Repubblica popolare cinese, le Coree, Taiwan, Cuba, l’Iran, il Myanmar e il Sudan.

L’applicazione che per la prima volta esplora la realtà aumentata è di fatto esclusa fino a data da destinarsi dal mercato di videogiochi più grande al mondo, un mercato che l’anno scorso è stato valutato 7,1 miliardi di dollari. Perché? Pokémon Go richiede di registrarsi tramite un account Google e gira sulle mappe fornite dallo stesso motore di ricerca e, come si sa, Google è bloccato in Cina dal 2010.

giovedì 23 giugno 2016

M5S Torino: come l'Appendino ha logorato il piddino Fassino

«”Si vota per una persona e non per un partito, per un’idea e non per un’ideologia, per il futuro e non per il passato”, diceva Jaques Seguela. Questo ci era molto chiaro ed è la linea che abbiamo tenuto in tutta la campagna». Una linea che nel 1982, quando Chiara Appendino e quasi tutto il suo staff non erano nemmeno nati, premiò la campagna di comunicazione di François Mitterand e dello slogan «La force tranquille» che Seguela, storico pubblicitario francese, aveva coniato per lui.



Se Chiara Appendino ha vinto le elezioni è anche grazie al lavoro di uno staff che, per quanto giovane, sa applicare le regole della comunicazione. La strategia c’è, eccome, e c’è anche lo storytelling, la capacità di costruire una narrazione che seduca e in cui si riconoscano migliaia di elettori. Una narrazione che, rivendica la squadra grillina, è partita dalle caratteristiche della candidata che è stata solo aiutata “a mostrarsi per come è veramente”

A spiegarlo è Xavier Bellanca, attivista da 6 anni, 29 anni, laureato in filosofia, master in Comunicazione e Media. In molti si sono chiesti in campagna elettorale: ma perché Chiara Appendino non è più aggressiva? La nuova sindaca non ha cavalcato alcune vicende che avrebbero potuto mettere in difficoltà il rivale Piero Fassino, certamente avrebbero potuto portarle consensi (vedi le magagne legate al Salone del Libro e la vendita del Padiglione V). Gli attacchi sono stati pochi, studiati e, soprattutto, quasi mai sono state repliche al rivale: l’agenda della discussione, gli argomenti, li ha sempre imposti lei. Tutto questo è frutto di «una precisa scelta editoriale», spiega ancora Bellanca: «Non c’era alcun motivo di attaccare, era molto più semplice parlare del nostro programma. In comunicazione politica – aggiunge – bisogna sempre essere quanto più in linea possibile con il carattere e la natura del candidato. Chiara non è polemica, non attacca se non per motivi più che fondati e sempre con un approccio costruttivo. Non c’era alcun motivo di snaturare ciò, anche quando i dati ci dicevano che poteva essere conveniente farlo».

Bellanca si è occupato soprattutto degli aspetti digitali della campagna. Ed è l’autore del testo che si legge sui cartelli dell’ultimo video postato dai 5 Stelle, visto da oltre 2 milioni di persone.

Facebook ha speso più di 50 milioni di dollari x lanciare le dirette: il live facebook

Facebook ha speso più di 50 milioni di dollari in contratti con editori e personaggi famosi per incentivarli a utilizzare il suo nuovo servizio per trasmettere i video in diretta, all’interno del suo social network.

La notizia è stata diffusa dal Wall Street Journal che ha ottenuto i documenti su alcuni di questi accordi, per lo più riservati, che nel complesso riguardano quasi 140 organizzazioni di vario tipo, attive soprattutto nel campo dell’informazione e dell’intrattenimento. Tra i soggetti interessati ci sono grandi testate come New York Times, CNN, Huffington Post e Vox Media, e personaggi famosi come Gordon Ramsay, Deepa Chopra, Kevin Hart e il quarterback Russell Wilson.

L’articolo del WSJ conferma quanto era già emerso negli ultimi mesi sulle iniziative avviate da Facebook per incentivare l’uso del suo servizio “Live”. Il social network aveva confermato al Post di avere avviato sperimentazioni con diverse testate, ma a domande più dirette circa l’esistenza di finanziamenti e incentivi economici per le dirette una sua portavoce aveva risposto in modo piuttosto evasivo con un: “Non abbiamo altri dettagli da aggiungere”.

Renzi e Boschi hanno vergognosamente mentito sul referendum?

Dopo aver promesso platealmente che se ad ottobre vincerà il No al referendum costituzionale si sarebbe dimesso, seguito a ruota, nell'annuncio, dal Ministro Maria Elena Boschi, che alcune settimane fa ha assunto lo stesso impegno, stando ad indiscrezioni riportate da "Repubblica" e rilanciate da "Il Giornale", lo staff del premier starebbe pensando ad un modo per "smarcarsi" da questa promessa, retrocedendo il referendum da "tappa fondamentale per il paese" allo status di "passaggio importante per il paese".

La notizia esce a pochi giorni dall'esito dei ballottaggi delle elezioni amministrative, che ha visto passare al M5s la guida di importanti città strappate al Pd, come Roma e Torino. Evidentemente il premier non si sente più tanto sicuro di avere la vittoria del Si in tasca.

Le promesse di Renzi e della Boschi
Il premier, ed in seguito il Ministro Boschi, hanno affermato di essere sicuri che gli italiani approveranno la riforma, e hanno promesso a chiare lettere che se vincerà il No, si faranno da parte. Le affermazioni di Renzi risalgono ad alcuni mesi fa, mentre quelle della Boschi, che si era anche detta sicura che il premier, nel caso, manterrà la parola, risalgono solo a poche settimane fa.

Anche Zuckerberg usa nastro adesivo su cam e mic: l'ABC delle precauzioni

Zuckerberg si protegge dai pirati con il nastro adesivo: il fondatore di Facebook svela per sbaglio i suoi metodi analogici per difendersi dagli hacker


Ieri sera, Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha pubblicato una sua foto su Instagram per celebrare i 500 milioni di utenti del social network dedicato alle fotografie. Subito dopo, alcuni osservatori hanno notato come il MacBook che compare sullo sfondo della foto avesse alcune aggiunte decisamente analogiche: due pezzi di nastro adesivo a coprire la webcam e il microfono.

Chris Olson @topherolson
3 things about this photo of Zuck:

Camera covered with tape
Mic jack covered with tape
Email client is Thunderbird

sabato 18 giugno 2016

Il futuro di Facebook è l’applicazione Messenger?

A tu per tu con il capo del prodotto dell’iconcina di messagistica. Whatsapp? «Per le economie in via di sviluppo». La prossima rivoluzione? «I chatbot»

Tutto punta nella stessa direzione, la sua. E Stan Chudnovsky lo sa: i download e il tempo trascorso sulle applicazioni sono in calo, a crescere è praticamente solo la messaggistica. Del (suo) Facebook Messenger parla soddisfatto da Londra, in una delle tre sedi del colosso californiano nella Capitale britannica.

Nato in Russia nel 1970, ex startupper e con un passato in Paypal, è dal febbraio del 2015 il responsabile del prodotto dell’app di chat di Menlo Park. Anzi, di una delle app. L’altra è Whatsapp, e Chudnovsky ha le idee abbastanza chiare su quale sia la differenza presente e soprattutto futura fra le due iconcine: «Whatsapp (acquistata da Facebook nel febbraio del 2104, ndr) sta crescendo molto nei mercati in via di sviluppo, a beneficio di persone con una scarsa connessione e alcuna possibilità alternativa di comunicare. Messenger si sta comportando bene nei mercati maturi e concede un’esperienza più ricca e variegata. L’accelerazione è destinata a continuare per entrambe».

martedì 7 giugno 2016

Canone Rai, come evitare di pagare due volte

A luglio arriva l’addebito in bolletta da 70 euro per l’abbonamento tv e molti italiani rischiano brutte sorprese per errori su residenze, moduli e utenze. Rimborsi possibili ma le Entrate devono fissare le regole entro il 3 agosto

Caos, rompicapi, pasticci. Il nuovo Canone Rai si porta dietro una lunga serie di complicanze che potrebbero diventare più intricate ancora. Un assaggio di quel che è in arrivo a luglio, quando ci sarà addebitato in bolletta il maxi versamento da 70 euro per le prime sette rate dell’abbonamento Tv, l’ha offerto il tanto atteso decreto Mise che è entrato in vigore domenica scorsa. Il testo potrebbe, infatti, cancellare a sorpresa le richieste di esonero presentate nei mesi passati da molti italiani che non hanno il televisore. Il decreto dice, infatti, che per la «dichiarazione di non detenzione» occorreva utilizzare esclusivamente il modello approvato dall’Agenzia delle entrate il 24 marzo (e le successive modifiche). Quindi chi ha usato il modello vecchio potrebbe vedersi addebitare l’imposta a luglio. Questo nonostante l’Agenzia abbia sempre detto che andavano bene anche i moduli datati. Altri pasticci potrebbero uscire dalla bolletta elettrica di luglio.  

Fabiola Gianotti, primo direttore donna del Cern: “Lavorerò per scienza e pace”

Inclusa nel 2012 dalla rivista Time fra le cinque personalità dell’anno, la studiosa italiana era stata a inizio anno nominata tra i 26 scienziati del Comitato scientifico consultivo delle Nazioni Unite voluto dal Segretario generale Ban Ki-moon, dopo aver coordinato per anni il gruppo di 3000 scienziati di ATLAS, uno dei due esperimenti, grandi come cattedrali, che hanno permesso d’imbrigliare la particella di Higgs


“Lavorerò per la scienza e al servizio della pace”. Fabiola Gianotti, 52, romana, è il nuovo direttore generale del Cern di Ginevra. Prima donna in assoluto a ricoprire questo incarico in 60 anni di vita del Centro europeo per la ricerca nucleare. 

La Gianotti era stata tra i protagonisti della prova dell’esistenza del bosone di Higgs, la cosiddetta “particella di Dio”. Inclusa nel 2012 dalla rivista Time fra le cinque personalità dell’anno, la studiosa italiana era stata a inizio anno nominata tra i 26 scienziati del Comitato scientifico consultivo delle Nazioni Unite voluto dal Segretario generale Ban Ki-moon, dopo aver coordinato per anni il gruppo di 3000 scienziati di ATLAS, uno dei due esperimenti, grandi come cattedrali, che hanno permesso d’imbrigliare la particella.

La scienziata sarà direttore del Cern per 5 anni, a partire dall’1 gennaio 2016: “Lavorerò per la scienza e al servizio della pace. È un grande onore e responsabilità per me essere stata scelta come il prossimo direttore generale del Cern dopo 15 predecessori illustri

Il Cern è un centro di eccellenza scientifica e una fonte di orgoglio e di ispirazione per i fisici di tutto il mondo.

lunedì 6 giugno 2016

Belgio: a Gent il giovedì è vegetariano

La cittadina belga ha lanciato una nuova moda da scoprire facendo due passi per la "veggie Gent"



Chi avrebbe mai pensato che un movimento vegetariano mondiale avrebbe attecchito in un paese amante della carne come il Belgio?

Eppure nel 2009 l’organizzazione non-profit Ethical Vegetarian Alternative (EVA), con sede a Gent, ha lanciato il Donderdag veggiedag (Giovedì Vegetariano) convincendo scuole, funzionari della città e ristoranti a proporre pasti vegetariani ogni giovedì.

E 'stata una “pietra miliare vegetariana” che ha fatto notizia in tutta Europa e che ha messo l'industria della carne sulla difensiva: i circa 5000 i dipendenti della città sono stati invitati a mangiare cibo vegetariano una volta alla settimana, ma non solo, hanno aderito anche il 95% delle famiglie dei bambini delle 35 scuole cittadine. 

L’iniziativa di Gent ha riscosso attenzione a livello mondiale.

Due passi per la “veggie Gent”

Come prima cosa, visitare il centro di accoglienza turistica di Gent e prendere una guida per la “sopravvivenza vegetariana”, che evidenzia sulla mappa i 13 ristoranti esclusivamente vegetariani della città, oltre a tutti quelli che offrono piatti vegetariani.

Saranno offerti spunti per tutti i gusti: per esempio un take away/ hamburgheria esclusivamente vegetariano (Tasty World), oppure indicazioni su come procurarsi un club sandwich vegetariano (Greenway).

Un'altra tappa per un viaggio “veggie” a Gent potrebbe essere Avalon, un locale a conduzione familiare molto noto e frequentato.

Gli svizzeri PER ORA bocciano il reddito minimo garantito

Il 76,9% dei votanti si è espresso contro la proposta di concedere a tutti i cittadini la cifra necessaria, secondo i promotori, per "condurre un’esistenza dignitosa e partecipare alla vita pubblica, anche senza esercitare un’attività lucrativa".

Gli svizzeri hanno preferito seguire le indicazioni del governo, della maggioranza dei partiti e degli imprenditori, contrari ad un testo giudicato pericoloso ed utopistico: nessuno dei 26 cantoni del Paese ha approvato il testo

Il 76,9% degli svizzeri ha votato no alla proposta di introdurre un “reddito di base incondizionato”, assimilabile al reddito minimo di cittadinanza: la proposta sottoposta a referendum prevedeva un versamento mensile garantito e incondizionato, dalla nascita alla morte.

Nel referendum non si specificava un importo preciso, delegando la questione al legislatore, ma i promotori dell’iniziativa popolare, che ha raccolto 100.000 firme a favore, lo avevano quantificato in 2.500 franchi elvetici, circa 2.250 euro. Per tutti, compresi i più ricchi. I minorenni avrebbero ricevuto invece 625 franchi, pari a 560 euro.

L’obiettivo era garantire a tutta la popolazione di “condurre un’esistenza dignitosa e partecipare alla vita pubblica, anche senza esercitare un’attività lucrativa” in un mondo che tende a sostituire al lavoro umano quello robotizzato, ed è stata promossa da un gruppo di cittadini indipendenti.

Primi al mondo a poter votare su una cosa del genere, agli svizzeri non è piaciuto il nuovo ‘contratto sociale’ promosso dai fautori dell’iniziativa e hanno preferito seguire le indicazioni del governo, della maggioranza dei partiti e degli imprenditori, contrari ad un testo giudicato pericoloso ed utopistico: nessuno dei 26 cantoni del Paese ha approvato il testo.

Nonostante il fallimento, il comitato promotore si è detto “positivamente sorpreso” dai risultati delle urne. Per uno dei suoi membri, il professore di economia Sergio Rossi, circa “una persona su cinque” ha votato a favore.

“E’ un successo“, ha aggiunto citato dall’agenzia di stampa svizzera Ats. Ancora più soddisfatti gli oppositori. “È uno schiaffo” che “seppellisce il reddito di base”, ha detto il deputato popolare democratico Yannick Buttet, membro del Comitato interpartitico che si opponeva al testo. Questa “buona notizia” non impedisce tuttavia di riflettere sul futuro del mondo del lavoro in Svizzera, i quesiti sollevati erano legittimi, ma la soluzione non era realistica. Per il deputato radicale-liberale Marcel Dobler, è chiaro che la maggior parte dei cittadini “non è pronta ad un esperimento tanto radicale”.

Il verdetto delle urne riflette i sondaggi della vigilia. L’iniziativa, che aveva raccolto 126mila firme, aveva solo il sostegno dei Verdi e dell’estrema sinistra. Stando alle indagini demoscopiche condotte prima della votazione, due argomenti contro il reddito di base incondizionato hanno fatto breccia tra gli elettori: il timore che un reddito mensile garantito agisse da disincentivo al lavoro e la convinzione che la proposta – il cui costo era stato stimato in circa 208 miliardi di franchi all’anno (quasi 190 miliardi di euro) – non fosse assolutamente finanziabile.

Is Arutas: la spiaggia più bella della Sardegna

La spiaggia di Is Arutas si trova nell'oristanese e si estende per diversi chilometri, presenta un mare trasparente che assume colori tra il verde e l'azzurro intenso.



E' conosciuta come la spiaggia dei chicchi di riso, essendo composta da piccoli granelli di quarzo, che presentano sfumature che vanno dal rosa, al verde, al bianco candido.


Is Arutas, così come le vicine spiagge di Mari Ermì e Punta Maimoni, si differenziano principalmente dalle altre coste della Sardegna, in quanto composte da granito porfirico e non dalla più comune roccia calcarea.

Settembre 2020: polo nord libero dai ghiacci e innalzamento degli oceani

La previsione choc di un climatologo di Cambridge. Gli altri scienziati: scenario realistico, ma forse ci vorrà più tempo

Sembra l’inizio di un film catastrofico: un acclamato docente dell’Università di Cambridge, il professor Peter Wadhams, studia da anni i mutamenti climatici nell’Artico. Lancia continui allarmi nelle conferenze e in trattati che scrive sullo scioglimento dei ghiacci polari, ma nessuno gli presta molta attenzione. Un giorno però, esaminando gli ultimi dati del National Snow e Ice Data Centre americano, scopre che al 1° giugno di quest’anno la superficie ghiacciata intorno al Polo Nord si è ridotta a 11,1 milioni di km quadrati, mentre la media degli ultimi 30 anni è stata di 12,7 milioni. In pochissimo tempo è scomparsa un’estensione di ghiaccio pari a cinque volte l’Italia e questo significa una sola cosa: la catastrofe può essere molto vicina. 

QUARANTA SPEDIZIONI
Il professor Wadhams, barba e capelli bianchi, perfetto nel ruolo di se stesso nel film, ha guidato 40 spedizioni polari, è docente di Oceanografia fisica ed è responsabile a Cambridge del Polar Ocean Physics Group: quando parla di Artico sa dunque che cosa dice. Rileggendo le previsioni che aveva fatto quattro anni fa sullo scioglimento dei ghiacci e confrontandole con gli ultimi dati in arrivo dagli Stati Uniti, è arrivato a una conclusione davvero allarmante: il Polo Nord potrebbe essere completamente libero dal ghiaccio già a settembre di quest’anno o al più tardi nello stesso mese dell’anno prossimo. L’ultima volta che è accaduto è stato 100 mila anni fa, quando l’uomo di Neanderthal viveva sulle montagne dell’Altai, in Siberia. 

«La mia previsione – ha detto Wadhams al quotidiano Independent – è che il ghiaccio artico scompaia o si riduca a meno di un milione di km quadrati. In ogni caso è sicuro che quest’anno si stabilirà un record sotto i tre milioni di km quadrati, che sarà battuto di nuovo il prossimo anno». Secondo lo studioso i segni che lo scioglimento dei ghiacci accelera in modo drammatico sono evidenti.

 Lungo la costa della Russia il ghiaccio non si forma ormai più e questo determina il riscaldamento delle acque del Mar Glaciale Artico e dei suoi fondali, che liberano metano rimasto congelato per millenni. 

Altro metano è immesso nell’atmosfera dal permafrost siberiano che si riscalda, aggravando l’effetto serra. Wadhams, in un articolo su «Nature», ha affermato che questo metano causerà un riscaldamento della temperatura globale di 0,6 gradi in soli cinque anni, mettendo in moto un rapidissimo processo non più controllabile.

Per avere un’idea delle conseguenze del riscaldamento in atto nel Mare Artico, dice Wadhams, basta guardare qualunque tg.

Gli eventi meteorologici estremi sono quotidiani: cicloni «bomba» e tornado fuori stagione, inondazioni negli Usa e in Europa, tempo sempre più violento e imprevedibile. Ma il peggio deve ancora arrivare, se davvero il Polo Nord sarà presto libero dai ghiacci. Il livello dei mari s’innalzerà e l’acqua dolce immessa negli oceani modificherà il ciclo delle correnti,

Belgio: Gand ha la più alta concentrazione di ristoranti “a carne zero” d’Europa

E da quando ogni settimana celebra il veggie day è la capitale della cucina alternativa



Sushi di avocado e carote, curry di piselli, maionese senza uova, formaggio di anacardi. La chiamano il paradiso veggie. Perché Gand, deliziosa città delle Fiandre di 250mila abitanti, di cui 60mila studenti universitari, la terza più popolosa del Belgio, vanta la più alta concentrazione di ristoranti vegetariani in Europa: ben 13, uno su 19mila abitanti (Milano che è una metropoli di 1 milione e 251mila abitanti ne ha 43, uno su 29mila). Un’anomalia, in un paese che è sostanzialmente carnivoro.

Non sono ristoranti stellati: vanno dal fast food Tasty World, che prepara gli hamburger per studenti con un piccolo budget, a Greenway, che serve deliziosi curry di seitan, allo storico Avalon, di stampo macrobiotico. E, curiosamente, sono quasi tutti aperti solo fino all’ora di pranzo. Ma a Gand la rivoluzione non si ferma al gusto: va di pari passo con quella dello stile di vita. 

Sette anni fa il municipio, spinto dall’associazione Eva (Ethical Vegetarian Alternative) ha dichiarato il giovedì veggie day. Questo significa che un giorno a settimana nelle mense delle scuole (45), delle università (3), degli uffici pubblici e anche di alcune aziende private viene servito cibo vegetariano. Il successo è tale che oggi un numero crescente di ristoranti ha adeguato il menu del giovedì alla richiesta dei clienti. E l’ufficio del turismo promuove Gand “paradiso vegetariano” distribuendo una mappa dettagliata con mercati e negozi bio come Moor and Moor o Ayuno, che vendono verdure e granaglie di tutti i generi.

Tutti convertiti alla causa? Non proprio. Tra una vetrina che propone costolette a volontà e una che espone il manzo felice, la missione degli erbivori è piuttosto impegnativa. La tattica è reclutare poco per volta proprio chi alla carne non vorrebbe mai rinunciare. «Potevamo promuovere il veganismo assoluto, ma sappiamo che è molto difficile cambiare abitudini radicate in un battibaleno. Un giorno a settimana, invece, è fattibile per tutti», dice Melanie Jaecques, attivista di Eva

«Negli ultimi anni abbiamo ridotto il consumo di carne a una volta alla settimana per motivi di salute. Basta guardare come vengono allevati gli animali: ormoni, antibiotici, condizioni disumane», dice Carina, ingegenere, alle prese con un curry di legumi e un’insalata gigante da Le Botaniste. «Vogliamo sapere da dove viene il cibo e come è stato coltivato. Negli anni 70 si poteva mangiare solo macrobiotico, una cucina insapore e piuttosto punitiva. E i vegetariani si vestivano come nerd.

 Oggi lo scenario è completamente cambiato. I ristoranti sono eleganti, i menu composti da piatti curati esteticamente, gustosi, pieni di colore. E accompagnati da una buona scelta di vini». «Sono flexitarian, cioè non ho rinunciato del tutto alla carne, ma mangio così quasi tutti i giorni», interviene Paul, studente universitario, alle prese con un curry chiamato Tibetan Mama. «Lo faccio per ragioni etiche ma, da quando ho visto documentari come Cowspiracy, soprattutto ambientaliste. Mangiare carne sta portando a un disastro planetario».

Catalogna indipendente: “Lasciamo Madrid seguendo la legge”

Il presidente Puigdemont: «Nessuno strappo. Siamo già autonomi, ora si va verso le elezioni costituenti»

L’uomo che vuole portare la Catalogna all’indipendenza è diventato presidente quasi controvoglia, «speravo che nessuno me lo chiedesse». Invece, sei mesi fa, davanti l’impasse politica, il leader Artur Mas fu costretto a un passo indietro dalle pressioni dell’ultrasinistra della Cup e indicò l’allora sindaco di Girona. Puigdemont, giornalista, politico dai toni moderati, separatista da sempre, accoglie in una sala del Parlamento di Barcellona «La Stampa», «The Guardian», «Libération» e «Die Welt», durante una pausa delle complicate trattative per varare la finanziaria, un passaggio fondamentale per portare avanti «la costruzione di un nuovo Stato».

Se fallissero, potrebbero portare a elezioni anticipate. Una prospettiva che Puigdemont non vuole considerare, perché «l’obiettivo è storico: l’indipendenza».

Nove mesi fa voi indipendentisti vincevate le elezioni, a che punto stiamo?  
«Nella fase post autonomia e pre indipendenza. Ormai non dipendiamo più da quello che decide la politica spagnola». 

E in questa fase vige la costituzione spagnola?  
«Ovviamente sì. Questo è un processo serio e sicuro, stiamo utilizzando tutti meccanismi legali».

Da uno a dieci a che punto siete?  
«Tenendo conto che il 10 è la proclamazione dell’indipendenza, il 9 il referendum e l’8 la convocazione di elezioni costituenti, siamo al 7». 

Questo periodo doveva durare 18 mesi: manca solo un anno.
«Siamo in tempo».

Poi cosa succederà?  
«Prima si costruiscono le strutture di Stato. Servono leggi che diano coperture legali alle decisioni del Parlamento». 

Questo parlamento farà la dichiarazione d’indipendenza?  
«No. Dopo questa legislatura ci saranno delle elezioni costituenti. In caso di nostra vittoria, il Parlamento e il governo che usciranno da quel voto convocheranno un referendum per ratificare la costituzione. Solo a quel punto ci sarà la dichiarazione d’indipendenza». 

Voto elettronico nel 2200? Più veloce col voto palese

In Estonia si vota online dal 2007. In Italia, e non solo, il tema è ostaggio del dibattito tra entusiasti e scettici

Alla soglia del nuovo millennio i media parlavano del voto elettronico e online come «ineluttabile». Come se scegliere un candidato «dal salotto di casa o dal bar di una spiaggia esotica» fosse una rivoluzione dietro l’angolo.

E invece in quindici anni, tra una sperimentazione e l’altra, non siamo riusciti a superare il dilemma tra chi, entusiasta, lo vede un modello di democrazia innovativa e chi, scettico, pensa sia il regno dei brogli su larga scala. Oggi se ne parla ancora meno e, in conclusione, votiamo esattamente come abbiamo fatto settant’anni fa al referendum del 2 giugno: scheda di carta, matite copiative incancellabili, fornite dall’Istituto poligrafico dello Stato, ed eserciti di scrutatori.

E-voting o i-voting?  
Innanzitutto facciamo un po’ di chiarezza tra e-voting e i-voting. Con il primo (electronic voting o voto presidiato) ci si riferisce a un computer installato nella cabina elettorale, che velocizza lo scrutinio ma richiede la presenza fisica del votante al seggio. L’i-voting invece (internet voting o voto non presidiato) prevede la possibilità di votare a distanza mediante una connessione a internet. L’utente segnala la sua preferenza online identificandosi attraverso la carta d’identità elettronica, una smartcard o un token.

Entrambi i sistemi appaiono ancora poco trasparenti: «Bisogna procedere per assicurare che gli elettori capiscano il sistema di voto in uso e ne abbiano fiducia», scriveva il Consiglio d’Europa in una raccomandazione del 2004.

I pro
Chi è a favore dell’informatizzazione pensa che, anzitutto, renderebbe inequivocabile la volontà dell’elettore ed eliminerebbe il rischio di errori umani nel conteggio dei voti. Superando l’intermediazione dell’uomo si impedirebbero manipolazioni a posteriori, come l’annullamento dei voti con segni aggiuntivi oppure la compilazione delle schede lasciate in bianco. Si faciliterebbe il voto dei disabili e si agevolerebbero migliaia di studenti e lavoratori fuori sede che potrebbero votare in qualsiasi sezione elettorale. In tempi in cui aleggia il tema dell’astensionismo, si potrebbe incentivare la partecipazione. 

Gent: la città più vegetariana al mondo?

Si è calcolato che ogni abitante del Belgio mangi all’incirca 1,800 animali tra mucche, maiali e polli. Se spesso e volentieri le Fiandre sono associate con piatti a base di carne come lo steak americain e gli stufati in tutte le salse, la città di Gent vi stupirà come ottava migliore destinazione europea per vegetariani. Si, perchè da qualche anno questa bella cittadina ha inaugurato una politica volta a promuovere uno stile di vita più sano e una dieta vegetariana.

Obama: il peggior presidente della storia, la bilderberg Clinton farà peggio?

Bush è stato orribile, come presidente. A quel tempo pensavo che fosse il peggiore presidente della storia americana. Ma poi è arrivato Obama e ha stabilito un sacco di record

Per esempio, l’amministrazione Obama: ha fatto perseguire legalmente più informatori (“whistleblower”, come Edward Snowden) di tutti gli altri presidenti messi assieme. Ha fatto condannare questi informatori a un numero di anni di galera 31 volte superiore a quello di tutti gli altri presidenti messi assieme.

Ha perseguito meno reati finanziari di quanto abbiano fatto Reagan, Clinton, ed entrambi i presidenti Bush (per quanto pessima fosse l’amministrazione Bush, almeno ha fatto processare i vertici di Enron, Worldcom, e un po’ di altri truffatori tra i colletti bianchi; al contrario, Obama non ha fatto processare nemmeno uno degli alti dirigenti di Wall Street.) 

È il presidente meno trasparente di sempre. È più ostile alla stampa di qualsiasi altro presidente nella storia.

Gand: la città più vegetariana d'Europa

Gand (fr) o Gent (nl) terza città del Belgio con circa 250.000 abitanti diventerà la prima città vegetariana al mondo.



Ogni giovedì dal 14 maggio 2009

Il Comune  di Gand ha scelto di vivere senza carne un giorno alla settimana per due motivi: per combattere l’obesità e per salvare il pianeta (il 18 % dei gas serra proviene dalla produzione e dalla consumazione della carne, più alto di tutto il settore dei trasporti). Il capoluogo delle Fiandre orientali ha distribuito ai suoi cittadini delle ricette vegetariane, una lista di ristoranti vegetariani e inviti a partecipare a delle iniziative per fare conoscere la cucina vegetariana. I ristoranti limiteranno le offerte di piatti contenenti carne in uno spazio speciale del menù ogni giovedì.

La città di Gand incita ognuno dei suoi abitanti a bandire la carne, ma anche il pesce e i frutti di mare dal proprio piatto una volta alla settimana. Porterà dei benefici, afferma, per il clima, la salute e anche per le papille gustative di ognuno. La città segnala che mangiare troppa carne è dannoso per la salute perché provoca un aumento del tasso di colesterolo e aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, alcuni tumori (colon), diabete e l’obesità.

domenica 5 giugno 2016

Il potere delle piante: fantastico documentario BBC

Terra: Il potere delle piante (titolo originale: How to Grow a Planet) è un documentario naturalistico prodotto della BBC nel 2012, presentato dal geologo britannico Iain Stewart.

cliccando qui un importante estratto di 10 minuti del video sul ruolo della frutta nell'evoluzione dei primati e quindi dell'uomo

https://www.facebook.com/cosmofruttariano3M/videos/1043318192401989/

In Italia è stato trasmesso per la prima volta da Rai 5.

Il documentario si articola in una serie di tre episodi:

E luce fu (Life from Light)

Il linguaggio dei fiori (The Power of Flowers)

Porta Venezia: il quartiere VEG di Milano

“Vogliamo una Veggietown anche a Milano!”, ha scritto la food blogger e vegan chef Giulia Giunta su Twitter commentando l’articolo che avevo scritto sul neonato quartiere veg di Parigi. Le ho risposto subito dicendole che, secondo me, Porta Venezia un po’ lo è. Una risposta istintiva, digitata al volo senza pensarci troppo. Però la curiosità mi è venuta: a Milano abbiamo un quartiere veg? Parlandone con i colleghi di Veggo Anch’io e facendo un po’ di ricerche…beh, la risposta è sì.


Sarà perché sta diventando una delle zone alla moda di Milano (e quindi le nuove tendenze trovano facilmente spazio), sarà perché un’impronta veg l’ha sempre avuta (in fondo è il cuore della comunità etiope ed eritrea della città, e la cucina di questi paesi è nota per essere una delle più veg-friendly), ma per noi il quartiere veg è proprio Porta Venezia. Anzi, Porta Veg. (QUI LA MAPPA CON TUTTI I LOCALI)

C’è di tutto: dalla nouvelle cuisine stellata all’hamburgheria entrambe vegane, dal ristorante tradizionale italiano che propone un menù veg all’etnico che ha messo in fila i piatti vegetariani della tradizione in una proposta ad hoc. Poi c’è la pasticceria storica che ha deciso di preparare anche colombe e panettoni vegani, il bar che ha inserito una selezione di latte non di origine animale, il locale che serve un aperitivo veg friendly e il supermercato che punta su croccantini vegetariani anche per i cani. Date un’occhiata alla nostra mappa: troverete sia i locali vegetariani e vegani sia quelli che, nei loro menù, hanno inserito proposte veg.

sabato 4 giugno 2016

Respirariani: vivere senza cibo né acqua? Il respirarismo è possibile (e fa bene)

All’estremo. Se non si respira si muore. Ma nutrirsi di sola luce energetica, tipo fotosintesi, senza mangiare né bere, si può? “Seguo le orme francescane, dalla povertà per la ricchezza interiore”. Con approccio laico, senza mire esoteriche (“non pratico nemmeno yoga”), una tenda mongola come casa (yurta-gher) e meno di 200 euro come budget mensile (“piccole spese e telefonia, d’inverno mi scaldo con la legna”), dopo le comparsate tv e le conferenze per l’Italia, ora il franco-italo-tedesco Nicolas Pilartz coordina il raduno internazionale dei respiriani, coloro che si alimentano ‘sottilmente’ oltre autolisi e autofagia da digiuno.



 La prima edizione del ‘Pranic world festival’ si celebra a numero chiuso a Coccore, in provincia di Ancona, nel verde incontaminato delle Marche tra Fabriano e Sassoferrato, dove, fino a domenica 5 giugno arriveranno 150 partecipanti, tra cui francesi, russi, tedeschi e lituani. “Chi viene cerca l’alternativa Per conoscere nuove esperienze – spiega Pilarz – Per fare alimentazione pranica devi essere in salute, non assumere medicine e avere un accordo medico. Poi si può iniziare un percorso di ricerca e consapevolezza”

Dal 1993 Matteo Salvini politicamente il più vecchio della seconda repubblica, se pure Trump fa finta di non conoscerlo..

Cari 'amici' che votate Salvini, se anche uno come Trump fa finta di non conoscerlo io, fossi in voi, due domande me le farei!


capitolo 1 – Per la serie FIGURE DI MERDA STORICHE – Salvini: “ho incontrato Trump, mi ha detto: ‘Forza Matteo, presto diventerai premier’!”  – Trump: “Mai incontrato Salvini. Non ho voluto!”
Salvini? “Non ho voluto incontrarlo”. Parole di Donald Trump in un’intervista,

Olive denocciolate crude (non pastorizzate) - Carmela Di Caro

CARMELA DI CARO srl

Via G. Marconi, 78
91100 Trapani
Sicily - Italy



Tel/Fax +39.0923.557713
Mobile +39.388.8415757

varietà di olive: nocellara del belice

ingredienti: olive acqua e sale

confezionamento: prodotto fresco, non pastorizzato, confezionato in buste sottovuoto da 2 kg

scadenza: 12 mesi dal confezionamento

zona d'origine: campobello di mazara - trapani - sicilia

Gli uliveti, il verde argenteo delle fronde,
i tronchi nodosi e contorti degli alberi,
ritenuti riferimento, in botanica, per definire
la “regione mediterranea”, sono elementi
fondamentali nel paesaggio del Sud d’Italia.

http://www.oliodicaro.com/4e-olive4.html

Ed è qui, nella provincia siciliana di Trapani,
al centro del Mediterraneo, che Carmela Di Caro
svolge la propria attività, in un territorio ricco
di luoghi di interesse storico e naturalistico.

Agia Napa: l'Ibiza scandinava e russa (Aiya Napa, Aya Napa)

Agia Napa (in greco Αγία Νάπα, traslitterato anche Ayia Napa, in turco Aya Napa; letteralmente Foresta sacra) è un comune di Cipro nel distretto di Famagosta di 3.212 abitanti.


Situato nell'estremità sud-orientale dell'isola, il comune è una località di turismo balneare.


Il monastero prende il nome dalla "Icona della Madonna della Foresta sacra" che qui si trova custodita. Sebbene il nome "Agia Napa" sia attestato dal 1366, il monastero così come lo conosciamo fu costruito solo nel XV secolo, quando Cipro era sotto il dominio veneziano.

venerdì 3 giugno 2016

Sondaggi prevoto, stop ai numeri ufficiali: galoppano quelli clandestini

A 15 giorni dal voto delle amministrative è scattato il rituale blackout dei sondaggi elettorali, croce e delizia di un’Italia dominata dalla politica.
 Come il suo esorcismo, a soccorrere tutti, arrivano puntuali i sondaggi clandestini. Sul web è facile trovarli e difficile ignorarli, anche per la semplicità e la fantasia con cui aggirano l’afflato oscurantista di una legge che ha pochi omologhi al mondo e tutto il diritto di appartenere al secolo scorso, non a quello dell’iperconnessione.

Basta fingere di cifrare i nomi con fantini, macchine, improbabili cardinali e il gioco è fatto. Chi del salto al divieto fa uno sport professionale riesce a far filtrare i risultati e al tempo si assicura la loro diffusione tramite i giornali che li riprendono come fenomeno di costume, fingendo che si parli d’altro.

Zeman a Crotone? porterà calcio vegan fruttariano?

A Crotone è partita da tempo la caccia al post Juric, con De Zerbi che resta il primo della lista. Il tecnico del Foggia, però, nel caso di promozione in B dovrebbe restare alla guida dei pugliesi. Così a Crotone sono stuzzicati dall’idea di riportare in Italia Zdenek Zeman. Il boemo quest’anno ha salvato il Lugano, raggiungendo anche la finale di Coppa di Svizzera (persa domenica contro lo Zurigo), ma il ridimensionamento di budget previsto dagli elvetici ha spinto il tecnico a guardarsi attorno

Italiani INCULATI dalla segretezza del TTIP, vergogna per i carabinieri

Da due giorni solo i parlamentari possono sapere tutto del trattato sul commercio fra gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Per la prima volta la bozza del Ttip (Trattato transatlantico su commercio e investimenti) sbarca in Italia e può essere consultata da deputati e senatori che ne faranno richiesta.

Per poter visionare i documenti, oggi desecretati grazie all’apertura del ministro Carlo Calenda, basta inviare una richiesta all’Ufficio di competenza della Camera o del Senato: una volta accolta, infatti, il parlamentare può recarsi sì al ministero dello Sviluppo economico, in via Veneto, ma dovrà attenersi a un registro stringente.  

Vietato portare con sé smartphone, computer e macchine fotografiche. Consentiti solo un taccuino e una penna per prendere appunti.
Giulio Marcon, deputato di Sinistra Italiana, è stato il primo a varcare la reading room, la sala di lettura. «Sono andato nella giornata di martedì, il tempo ha a disposizione era talmente poco che ho potuto semplicemente sfogliare le oltre mille pagine. A occhio però posso dire che non mi sembra di aver notato nulla di nuovo».

La sala di lettura dove campeggia la scritta “Ttip” è al quarto piano del Mise, una stanza che si raggiunge dopo avere percorso un lungo corridoio. All’interno un carabiniere (che vergogna..) e un funzionario del ministero («entrambi gentilissimi e cortesi», dicono) accolgono e monitorano chi consulta il testo.

Un unico faldone, tutto scritto in inglese (a proposito, un dizionario Garzanti è a disposizione dei parlamentari), che contiene otto fascicoli, uno dei quali è la summa del trattato. Un accordo, quello fra Ue e Usa, che consisterebbe «nell’eliminazione degli ostacoli non tariffari causati dalla differenza di disciplina tra Usa e Europa», e altre bugie che coprono le vere intenzioni tenute segrete ai cittadini.....

LEGGI ANCHE - Ttip, Greenpeace accusa: “Gli Usa vogliono far saltare le regole Ue su ambiente e salute” (di Roberto Giovannini)

Una dozzina di parlamentari hanno subito fatto richiesta e iniziato a spulciare la “bozza” del trattato. Assieme a Marcon c’era anche Florian Kronbichler, parlamentare bolzanese della sinistra radicale che si dispera: «Ti danno tutto per nascondere tutto. Troppo poca un’ora di tempo, farò infatti richiesta per tornare un’altra volta. Per di più sfogliando il plico ho notato che i grafici sull’andamento economico facevano riferimento al periodo compreso fra il 2008 e il 2012. Ma siamo nel 2016. Eppoi non c’è un indice, non c’è una numerazione progressiva».

Anche una delegazione dei Cinquestelle capitanata dal capogruppo a Palazzo Madama Stefano Lucidi ha visionato le carte sul Ttip. 
Fra questi c’era anche il deputato Riccardo Fraccaro che non si sbilancia: «Non possiamo dire nulla di quello che abbiamo letto. Ci hanno messo il bavaglio».

La Bilderberg Hillary Clinton ha paura di Donald Trump

Nel discorso dedicato alla politica estera la candidata elenca le «inaccettabili» proposte del repubblicano: «Eleggerlo? Sarebbe un errore storico»

Donald Trump è «pericolosamente incoerente». Questo è solo uno dei molti attacchi che Hillary Clinton lancia contro il candidato repubblicano alla Casa Bianca, nel suo discorso dedicato alla politica estera: «Non è in grado di fare il lavoro del presidente, non ha il temperamento della persona a cui possiamo affidare i codici nucleari. Ci trascinerebbe in guerra, solo perché qualcuno gli sta antipatico».

Unicredit alle Cayman non paga le tasse fino al 2032

«La società ha ottenuto un impegno da parte del governo delle Isole Cayman a essere esentata dal pagamento delle tasse locali su redditi profitti e plusvalenze fino al 19 giugno del 2032. Nessuna di queste imposte vengono riscosse nelle Isole Cayman al momento attuale».
                                    Il documento che prova l'esenzione dalle tasse di Unicredit.

Sono queste le parole che i revisori contabili del colosso Kpmg - che alle Cayman ha anche una sede - hanno appuntato nel report sul bilancio 2012 e 2013-2014 della Alpine Cayman Islands Ltd, società controllata al 100% da Unicredit Bank Austria Ag, il ramo austriaco di Unicredit e regolarmente consolidata nel bilancio del secondo gruppo di credito italiano.

Finita l'era delle calorie, l'idiozia del 1800: il corpo metabolizza non brucia

Ormai lo ammettono anche i dietologi. Fare i conti non serve: l’energia che il nostro corpo ricava dal cibo deriva dagli ATP

Il potere delle calorie è finito. La formula “meno calorie assumi meglio è” non è più dominante. Dietologi e nutrizionisti, che per anni ci hanno sottoposto a regimi restrittivi da 1.200 (per le donne) o 1.800 calorie (per gli uomini), si stanno orientando verso un approccio diverso.

 E aumentare di peso non dipende tanto dalla quantità di calorie assunte, quanto da dove queste provengono. Una cosa è mangiare 100 calorie di merendine, un’altra è assumere le stesse calorie da un piatto di zucchine. La proprietà commutativa, secondo cui mutando l’ordine degli addendi la somma non cambia, vale per la matematica ma non a tavola.

Prendiamo per esempio una dieta da 1.200 calorie. «Se assumo queste calorie da zucchero bianco, ingrasso. Se lo faccio con un’alimentazione equilibrata, no», spiega Rosa Lenoci, presidente dell’Associazione biologi nutrizionisti italiani (Abni). 

«Gli alimenti sono composti da molecole, non da calorie», dice Lenoci. Dipende da queste molecole se guadagniamo o perdiamo peso.

 «Zucchero e grassi, per esempio, portano a un aumento della glicemia, che è un fattore predisponente all’accrescimento di peso, anche in presenza di poche calorie». Se la glicemia sale si tende a ingrassare. Punto. «Dobbiamo quindi lavorare sulla qualità di quello che mangiamo: pochi grassi saturi, molte fibre e poco sale. Camminare con la calcolatrice in mano non serve». Meglio camminare e basta.

Le diete ipocaloriche, da seguire per un periodo di una, due, tre settimane, appartengono ormai al passato. «Oggi l’approccio è meno prescrittivo», conferma Luigi Oliva, dietologo esperto nella gestione dell’obesità. «Si è visto che il modello rigido basato sulle calorie è fallimentare. Le diete dimagranti, essendo a scadenza, preparano il terreno a un recupero del peso. Spesso finiscono per essere addirittura ingrassanti». Il motto “meno mangi meglio è” non vale più. «Si dimagrisce non perché si assumono meno calorie, ma perché si è più attivi e si mangia meglio».

L’invenzione della tanto temuta caloria si deve ad Antoine Lavoisier

Solo dopo la sua morte, però, si pensò di usarla anche per misurare la quantità di energia estratta dal cibo. Il primo 'scienziato' a farlo, a fine 800, fu Wilbur Olin Atwater (traduktionen: al cesso), chimico statunitense che misurò le calorie contenute in più di 4mila alimenti (pensa un pò che genio..)

I suoi standard sull’energia disponibile in ogni ettogrammo di cibo rappresentano ancora oggi un riferimento per i nutrizionisti di tutto il mondo

Da qui derivano insomma tutti i nostri problemi. «Basarsi sulle calorie per comporre le diete è stato l’errore iniziale», dice Rosa Lenoci. «La caloria non ha niente a che vedere con il nostro corpo: è un’unità di misura che indica la combustione degli alimenti nel calorimetro. 

Gli esseri umani però non sono calorimetri. Le nostre cellule non funzionano così, altrimenti bruceremmo»

Tramite l’alimentazione l’organismo non produce calore ma energia chimica. 

«Prendiamo la paglia», spiega la presidente di Abni. «Se la bruciamo nel calorimetro produce calore, ma nel nostro corpo non ci dà energia». 

La stessa cosa vale per gli alcolici: producono calore, ma non saziano. Due bicchieri di whiskey hanno le stesse calorie di un piatto di pasta, ma un valore diverso per il funzionamento dell’organismo.

giovedì 2 giugno 2016

Veggietown: il quartiere veg di Parigi

C’è la gastronomia vegana e, pochi passi più in là, il fast food vegetariano. Attraversi la strada ed ecco il porridge bar veg friendly, accanto al piccolo bistrot bio vegetariano. Giri l’angolo e spunta il salone da thé vegetariano (sì, certo, il thé lo è sempre ma qui lo sono anche pasticcini e salatini da ordinare come accompagnamento), a un tiro di schioppo dalla gelateria vegana.



 Benvenuti a Veggietown, il quartiere veg di Parigi: un manipolo di locali spuntati come funghi intorno a rue de Paradis e rue du Faubourg-Poissonnière, due vie tra il nono e il decimo arrondissement 

 In tutto, secondo l’Associazione vegetariana della Francia (Avf) che li ha ordinati in una mappa ad hoc, sono 24 dei quali dieci totalmente vegetariani e vegani. Gli altri 14, invece, sono veg-friendly: propongono cioè menù con opzioni dedicate proprio a chi non mangia prodotti derivati da animali.

E sono sempre di più, anche Oltralpe. Avf, che ha la sua sede proprio nel mezzo di Veggietown, ha spiegato in una recente intervista alla testata Metronews che il movimento veg non è più marginale come un tempo: secondo la presidentessa Elodie Vieille-Blanchard “la Francia sta recuperando in fretta il ritardo che aveva rispetto a città come Londra o Berlino”.

L'ecosistemica ed i servizi ecosistemici: studiate 3M e la nutrizione MDA

I servizi ecosistemici, dall'inglese "ecosystem services", sono, secondo la definizione data dalla Valutazione degli ecosistemi del millennio (Millennium Ecosystem Assessment (MA), 2005), "i benefici multipli forniti dagli ecosistemi al genere umano". Il Millenium Ecosystem Assessment descrive quattro categorie di servizi ecosistemici, a iniziare dai più importanti: si possono distinguere in quattro grandi categorie:

supporto alla vita (come ciclo dei nutrienti, formazione del suolo e produzione primaria),

approvvigionamento (come la produzione di cibo, acqua potabile, materiali o combustibile),

regolazione (come regolazione del clima e delle maree, depurazione dell'acqua, impollinazione e controllo delle infestazioni),

valori culturali (fra cui quelli estetici, spirituali, educativi e ricreativi).

Breve storia
Nella storia del pensiero filosofico e politico occidentale, probabilmente fu Platone il primo a riconoscere il legame che unisce la società umana alle risorse naturali. Non è un caso che i termini ecologia e economia abbiano in comune la radice etimologica. Entrambe infatti indicano lo studio e la gestione dell'oikos, cioè della casa, dell'ambiente di vita, dell'ecosistema

A Fabriano (Ancona) la prima edizione del Pranic World Festival: RESPIRARISMO

RESPIRARISMO è l’italiano per Breatharian …  e il sinonimo di “Alimentazione pranica”.



Il Prana è la sostanza  della vita che è presente in tutto ciò che esiste. Gli Indù lo chiamano Prana, i Cinesi Taoïsti il Chi, gli Amerindiani ed i Polinesiani il Manas; in occidente viene semplicemente chiamato energia vitale. Secondo questa “filosofia di vita” è possibile concentrare il Prana e mobilizzarlo per curare se stessi e nutrirsene. Con l’alimentazione pranica si mette in atto un nuovo modo di alimentarsi che consiste nel fare a meno del cibo per giorni e  giorni, con vari “stadi” di resistenza (diremmo noi prosaicamente), o meglio detto di consapevolezza.

Ce ne ha parlato Nicolas Pilartz

Parigino classe 1971, di nazionalità britannica, di padre tedesco e di madre italiana, che vive nelle Marche.

E’ prioprio nelle Marche, a Còccore, un paesino incastonato nel verde tra Sassoferrato e Fabriano che dal 1 al 5 giugno 2016 si svolge la prima edizione in assoluto del Pranic World Festival

Voto di domenica 5 e 19 giugno: tutto ciò che bisogna sapere

Si voterà domenica 5 giugno dalle ore 7 alle 23 (comunque ammessi a votare gli elettori che alle 23 si troveranno ancora nei seggi): conclusa la votazione, dopo la rilevazione dei dati definitivi, comincerà lo scrutinio. Lunedì 6, alle ore 15, inizierà lo scrutinio delle elezioni circoscrizionali solo per il Comune di Torino.



EVENTUALE BALLOTTAGGIO  
Domenica 19 giugno, dalle ore 7 alle 23. Per i Comuni fino a 15 mila abitanti, se al primo turno due candidati avranno ottenuto pari numero di voti e per i Comuni superiori ai 15 mila abitanti se al primo turno nessun candidato avrà ottenuto la maggioranza dei voti validi. Anche in caso di ballottaggio lo scrutinio comincerà subito dopo la conclusione della votazione.

Votano anche i cittadini che compiranno il diciottesimo anno d’età alla data del 5 giugno. 


COME SI VOTA NEI COMUNI CON PIU’ DI 15 MILA ABITANTI

Comuni con popolazione superiore ai 15 mila abitanti: tracciando un solo segno sul nome del candidato alla carica di sindaco o sul rettangolo che contiene il nome medesimo (il voto sarà attribuito solo al predetto candidato sindaco);
tracciando un solo segno sul contrassegno di una delle liste di candidati al Consiglio comunale collegate a taluno dei candidati alla carica di sindaco (il voto sarà attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco collegato);

tracciando un segno sia su uno dei contrassegni di lista che sul nominativo del candidato alla carica di sindaco collegato alla lista votata (il voto sarà parimenti attribuito tanto al candidato sindaco che alla lista ad esso collegata). 

L’elettore potrà anche manifestare fino a due voti di preferenza per un candidato alla carica di consigliere comunale segnando sulle apposite righe stampate sulla destra di ogni contrassegno di lista il nominativo (solo il cognome o, in caso di omonimia, cognome e nome) del candidato preferito appartenente alla lista prescelta, senza dover mettere alcun altro segno di voto sul relativo contrassegno.

L'idiozia delle calorie: nel corpo umano non esistono,una invenzione antiscientifica

Le calorie? All’interno del corpo umano non esistono. Inutile quindi affannarsi nell’abbatterle drasticamente con diete ferree, molto meglio capire i processi che regolano l’assimilazione di grassi e cercare di tenerli sotto controllo.

 Ovvero scegliere non quante calorie ingerire ma quali molecole, ovvero quali nutrienti. Suona strano ma questa e’ la conclusione cui arriva Pier Luigi Rossi che, con il libro “Dalle calorie alle molecole” (Aboca, 2014) affronta in termini semplici la genomica nutrizionale, la scienza che studia l’effetto degli alimenti sul nostro DNA.

“Un errore affannarsi a contare le calorie consumate ogni giorno, un concetto che va sorpassato perche’ non assicura il dimagrimento”, spiega Rossi, docente del master di Alimentazione della Universita’ di Bologna.
Come dimostra il fatto che ci sono persone che non ingrassano pur mangiando molto, infatti, il cibo ‘parla’ con il nostro patrimonio genico. Le calorie, spiega “si ottengono inserendo un alimento all’interno di un particolare strumento chiamato calorimetro nel quale viene ossidato. L’equivoco nasce dal credere che il potere calorifico di un cibo sia in grado di fornire all’organismo umano lo stesso numero di calorie ottenute all’interno di un calorimetro ma non e’ cosi'”.

Cina: a Loshui l’ultimo matriarcato, la vera vita civile

Nella provincia di Yunnan le donne hanno il monopolio dell’autorità e amministrano l’economia, il matrimonio non esiste, l’amore è praticato liberamente e senza vincoli di convivenza. Poco dopo la pubertà le donne ricevono una stanza, dove potranno decidere di far entrare l'uomo che desiderano, per una sola volta o per mesi e anni

Donne che hanno il monopolio dell’autorità e amministrano l’economia. Famiglie basate sulla madre, dove vivono le matriarche, i loro figli e figlie, i nipoti. Perché qui il matrimonio non esiste. E l’amore è praticato liberamente, senza vincoli di convivenza: durante la notte, quando uomini e donne si scelgono per stare insieme.

Non è un’utopia o un’invenzione, ma una comunità reale di cinesi, quella dei circa 25mila Mosuo, nel villaggio di Loshui, nella provincia cinese di Yunnan, all’estremo sud-ovest della nazione. “La più pura delle società matriarcali, un esempio di come può essere la realtà senza la presunta supremazia dell’uomo e senza l’oppressione che questa supremazia può esercitare”. Così la racconta il medico, fotografo e videoreporter argentino Ricardo Coler, autore di un volume, “Il regno delle donne. L’ultimo matriarcato“ (edito da Nottetempo), che si legge come un romanzo d’avventura.
 Dove si scopre che i rapporti umani potrebbero essere gestiti diversamente da come vengono gestiti generalmente. E che molte sofferenze – ad esempio quelle che ricadono sulla famiglia e sui figli a seguito di una separazione – potrebbero essere tranquillamente evitabili.

Qui i pezzi sono disposti sulla scacchiera in modo differente. Al villaggio non c’è donna che sia priva di opportunità, che non sia degna di considerazione o che si trovi sottomessa all’arbitrio della società. A Loshui, il sesso femminile non è mai debole”.

I muri colorati di rosso, azzurro e giallo fanno da cornice a un’organizzazione sociale completamente rovesciata rispetto ai canoni classici del rapporto uomo-donna: poco dopo la pubertà, infatti, le ragazze, attraverso una cerimonia di iniziazione, ricevono una stanza, un luogo privato dove potranno decidere di far entrare a tarda notte (la donna non si sposta mai), l’uomo che desiderano. Una presenza maschile segnalata solo da un il  cappello davanti alla porta.Che sia per una volta sola o che duri mesi o persino anni, non importa:

Una sorta di “matrimonio ambulante” o meglio un legame amoroso – chiamato axia – radicalmente diverso da ciò che noi intendiamo e senza alcuna proprietà in comune.

Ciascuno resta a vivere a casa sua, così che quando il legame si spezza le conseguenze sono meno pesanti: sull’uomo e sulla donne e sui figli eventualmente nati. I quali vivono nella famiglia della madre, curati – proprio come gli anziani – dalle nonne, le sorelle della madre ma anche gli zii, perché qui la figura del padre non esiste, tanto che è persino ininfluente sapere di chi è davvero dal punto di vista biologico. “Qui tutti curano tutti”, scrive l’autore.

Alcalinizzarsi col cibo e gli ATP: studiate 3M e la nutrizione MDA

Alcuni medici non credono che una dieta di cibi crudi possa cambiare il nostro pH interno.Ecco la cruda verità che la maggioranza non conosce.

Modello tridimensionale di una molecola di ATP — gli atomi di carbonio sono di colore grigio, atomi di azoto sono di colore blu, il fosforo sono di colore giallo, e l'ossigeno è rosso.

Alcuni operatori sanitari vi diranno (perché è quello che gli è stato insegnato) che il pH di ciò che si mangia non cambia il tuo equilibrio acido / alcalino interno. Tale convinzione si basa su una comprensione semplicistica e incompleta di come la digestione operi e come l'effetto delle tossine acide interferiscano sul sistema (organismo) proprio a livello cellulare. In sostanza, si stanno sbagliando!

La ricerca mostra chiaramente che l'establishment medico su questo si sbaglia. Per prima cosa: il ruolo dello stomaco come un organo di digestione è la sua funzione secondaria.

Lo scopo principale dello stomaco è quello di creare agenti alcalini per neutralizzare tutte le tossine acide create dal cibo sbagliato (che ogni giorno quasi tutti mangiano), quindi per rendere l'ambiente ed i processi metabolici adatti al nostro corpo.

Come ha spiegato anche il Dr. Robert Young, l'acido cloridrico nello stomaco è in realtà un sottoprodotto della produzione di bicarbonato di sodio! Più alimenti o bevande acide si introducono, più bicarbonato di sodio lo stomaco deve produrre per tamponare gli acidi del cibo o delle bevande.

Ogni molecola di acido cloridrico prodotto nello stomaco è il risultato della creazione di bicarbonato di sodio ottenuto dalla copertura delle cellule dello stomaco. L'equazione è:
NaCl + H20 + CO2 = NaHCO3 + HCL

Il principale meccanismo d'azione che causa l'equilibrio acido / basico interno al corpo è abbastanza noto.
La chimica del sangue deve rimanere ad un pH costante all'interno della ristretta gamma di 7,35-7,45, rendendolo leggermente alcalino. Il nostro corpo, per mantenersi in vita, farà di tutto per mantenere questo equilibrio, o omeostasi (è la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità interna delle proprietà chimico-fisiche).

In realtà, questo fatto è così importante per la nostra sopravvivenza che il corpo (ruberà) tamponi pH alcalino da altri organi per mantenere il pH del sangue equilibrato;

Alimentazione: la scemenza delle calorie, solo 'scienziati' ignoranti parlano di calorie

Le Calorie sono un’Invenzione dei Medici e Nutrizionisti che non trova Riscontro nella Realtà



Fare una Dieta e affannarsi a Contare le Calorie consumate ogni giorno è un Grave Errore di Base, un Concetto “Sballato” e in ogni caso Superato, perché non assicura il Dimagrimento e la Salute.

TEORIA SBALLATA SUL NASCERE

E’ un Concetto nato su una Teoria “Inventata” dal Chimico statunitense Wilbur Olin Atwater che applicò, già nel Secolo scorso, il Primo Principio della Termodinamica all’Alimentazione (secondo il quale l’Energia può essere Trasformata, Cambiata da una forma ad un’altra, ma Non può mai essere né Creata né Distrutta) e Ripresa Pari-pari da medici babbi di minkia e nutrizionisti bimbo minkia ...ma i Meccanismi Bio-Chimici del Nostro Meraviglioso Corpo Non sono Comparabili ad una Centrale Termica. Le Calorie sono un Concetto “Tecnico” dettato dalla volontà del Mondo Scientifico di poter avere un Metodo di Classificazione riferito a qualsiasi cosa …


LA CALORIA E’ L’UNITA’ DI MISURA DELLA TERMODINAMICA

Infatti la Caloria è una Unità di Misura della TermoDinamica, ed è l’Energia necessaria per Innalzare di 1° C da 14,5° a 15,5° C, la Temperatura di 1 kg di Massa d’Acqua Distillata posta a Livello del Mare (LdM – Pressione di 1 Atm).

Nel Sistema Internazionale al posto della Caloria si usa il Joule (in Memoria di James Prescott Joule).

il ridicolo CALORIMETRO

Le Calorie si ottengono inserendo un Alimento all’interno di un particolare Strumento chiamato “Calorimetro” (o Bomba Calorimetrica) nel quale viene Ossidato. Il Calore Liberato dalla Combustione viene Letto su di un Display ed indica il Numero di Calorie Registrate per il Singolo Alimento

PRINCIPIO RIDICOLO

Sappiamo che la Fibra Alimentare non viene Assorbita e Digerita dall’Intestino, quindi Non Fornisce alcuna Caloria, mentre nel Calorimetro Brucia e fornisce Calore. Allora anche se Mangiamo Legno, facilmente Incendiabile, dovremmo Introdurre Calorie, mentre è risaputo che la Cellulosa non viene Digerita ma Espulsa.

DISTINZIONE TRA CIBI FRESCHI E LAVORATI

Il Principio della Caloria è Contestato anche dalla Dr. Rachel Carmody Ricercatrice Behavioral Bio & Cultural Evolution dell’Harvard University, secondo una sua Ricerca, Energetic Consequences of Thermal and Nonthermal Food Processing http://www.pnas.org/content/108/48/19199.full.html , Conclude: “Si prende più Peso da Prodotti Alimentari Trasformati e Cotti che da quelli Naturali”.

Il Principio della Caloria degli Alimenti in Valore Assoluto, Vacilla Paurosamente anche in presenza di una Cottura o di una Trasformazione del Cibo.

NON SIAMO CERTO CENTRALI TERMICHE

Noi Non siamo Centrali Termiche, ma possediamo un Eccellente Apparato BioChimico per la Metabolizzazione degli Alimenti.

mercoledì 1 giugno 2016

A Milano il primo nido famiglia VEGAN

LA PAGINA FACEBOOK DEL NIDO VEGAN

Burger di lenticchie, risotto di zucca e poi una merenda super classica: pane e marmellata. Il tutto bio e il più possibile a km 0. Al Nido Naturà http://nidonatura.com/ , il primo nido famiglia vegan in Italia, ai bambini vengono forniti pasti rigorosamente senza ingredienti di origine animale. Ma il progetto, nato a Milano a novembre 2015 grazie all’Associazione di solidarietà famigliare Kune e ad alcune famiglie del territorio, non inizia e finisce solo con l’attenzione al cibo. Anzi. Se da un lato si cerca di sensibilizzare i piccoli al rispetto per gli animali, dall’altro è fondamentale l’attenzione ai temi ambientali.

 E quindi: riciclo, riuso, raccolta differenziata e soprattutto tanta creatività. Per questo gli arredi e i materiali presenti all’interno dell’asilo sono bio-ecologici, “rispettosi della natura, dell’ambiente e dei bambini”, come si legge sul sito. Vengono usati pannolini lavabili e anche i giocattoli non sono pre-confezionati ma i bimbi sperimentano con materiali “poveri” come carta, cartone, ritagli di legno, stoffa, sughero.

Nel piccolo nido (ospitato in un appartamento nella zona di Città Studi) l’atmosfera è calda, colorata, accogliente. Può ospitare fino ad un massimo di 5 bambini dai 3 mesi ai 3 anni.

La Danimarca vuole tassare la carne: “Inquina troppo”

Mangiare un solo hamburger equivale a usare l’acqua necessaria per due mesi di docce. Al contrario per un chilo di carote bastano 131 litri di acqua. E se mangiare un chilo di maiale produce 12,1 Kg di Co2 con le lenticchie siamo sotto al chilo.



Per questo la Danimarca sta considerando la possibilità di introdurre una tassa per cercare di disincentivare il consumo di carne, considerato troppo inquinante: una tassa sulla carne rossa.

Il Consiglio danese sull’etica (costituito grazie ad una legge del parlamento danese nel 1987 per animare il dibattito pubblico con “consigli ed informazioni riguardanti problemi etici”) ritiene che sia un obbligo etico per i cittadini quello di minimizzare il proprio impatto sul clima. Dunque ha pensato di affrontare la questione disincentivando il consumo di carne rendendolo economicamente svantaggioso.
Dopo una prima applicazione solo alla carne rossa,  la tassa verrebbe estesa agli altri cibi,  a seconda dell’impatto climatico di ciascun elemento. La proposta – approvata a stragrande maggioranza dal Consiglio – è ora al vaglio del governo. “Lo stile di vita degli abitanti della Danimarca è ancora lontano dall’essere definito “sostenibile” e, visto che dobbiamo impedire l’innalzamento delle temperature oltre i 2°C, è necessario agire velocemente e coinvolgere nel cambiamento anche il cibo”, afferma il Consiglio.

Già nel 2006 un rapporto della Fao ha evidenziato come i gas serra prodotti dall’allevamento siano superiori a quelli del settore dei trasporti: il 18% del totale. E da allora gli studi in materia si sono moltiplicati .

Un recente articolo apparso su Business Insider ha calcolato la produzione di Co2 per i vari tipi di carne mettendoli a confronto con la produzione di proteine vegetali. Un chilo di agnello porta con sé una parallela produzione di 39,2 kg di Co2 (l’equivalente di un viaggio in auto di almeno 140 km). Le lenticchie? Siamo sotto al chilo. La situazione non migliora se ci concentriamo sull’acqua. Il cibo ricavato dagli animali ne consuma almeno da 5 a 10 volte di più di quella che serve ad un’alimentazione vegetale: se per 1 kg di carne bovina sono necessari non meno di 15 mila litri di acqua