lunedì 11 marzo 2019

Un terzo degli americani si INTOSSICANO i linfonodi coi TATUAGGI, italiani al 13%


In Italia circa il 12,8% della popolazione ha messo in pericolo i linfonodi tatuandosi, in prevalenza persone dai 18 ai 44 anni, un dato in linea con la media europea che si attesta al 12%, ma ben al di sotto degli Stati Uniti dove
 la percentuale è al 30
Ai giorni nostri gli esempi spaziano ovunque:
 dalla lunga schiera di calciatori (categoria col Q.I. molto elevato..)  quali Beckham o Icardi, Nainggolan o Gabigol, Ibrahimovic o Borriello...  (tutti geni..) passando poi al mondo dello spettacolo (altra categoria dal Q.I. altissimo..) quali Lady Gaga, Robbie Williams e Angelina Jolie fino ad arrivare in Italia con Fedez, Fabrizio Corona, Asia Argento, o Belen.. (geni multidisciplinari superiori a Leonardo, Einstein, Tesla..)


È una delle informazioni contenute nella ricerca raccolta nel volume “Sulla nostra pelle
Geografia culturale del tatuaggio” (Pisa University Press, 2019) scritto dal professore Paolo Macchia dell’Università di Pisa e dalla dottoressa Maria Elisa Nannizzi

“La pelle parla – racconta Paolo Macchia - quello che abbiamo cercato di capire è come il tatuaggio nelle varie epoche storiche sia stato usato per esprimere idee, concetti e opinioni, in altre parole vogliamo far vedere come questa forma di comunicazione sia cambiata nel tempo assumendo sempre nuovi significati a seconda delle diverse culture”
Il volume traccia così una geografia culturale dei tatuaggi in occidente, dalla preistoria ad oggi, con un focus sui tatuaggi tribali dei Maori della Nuova Zelanda
Il punto di partenza è una stima del fenomeno a partire dai dati disponibili
Le mode
“Se nei decenni scorsi il tatuaggio esprimeva tendenze e cambiamenti sociali, oggi sembra caratterizzarsi soprattutto a livello individuale, come un bene di mercato, soggetto a mode e continui cambiamenti del gusto - conclude Paolo Macchia - sebbene molti definiscano questa come una fase di banalizzazione e di svuotamento essa è quella che ha dato definitiva affermazione globale al tatuaggio
 Anche oggi la pelle è uno strumento di comunicazione, ma ciò che è diverso è il fatto che non parla più ad un gruppo, ma al singolo e del singolo e dunque, dato che non esiste più un linguaggio codificato, per sapere cosa significa un tatuaggio, oggi occorre chiederlo a chi lo indossa”

I tatuati insospettabili: da Churchill a Roosevelt

Un discorso a sé merita infine l’amplissima galleria delle personalità che hanno sfoggiato un tatuaggio e che sono citate nel libro
Winston Churchill per esempio aveva un’àncora sull’avambraccio in ricordo dei tempi passati come corrispondente tra Cuba, India e Sudafrica e anche la madre, Lady Churchill, aveva un piccolo serpente sul polso che copriva, nelle occasioni importanti, con un bracciale;
 lo zar Nicola II di Russia, aveva un dragone sul braccio sinistro e Federico IX, Re di Danimarca sfoggiava braccia e petto tatuati, mentre il presidente statunitense Theodore Roosevelt portava sul petto lo stemma araldico della propria famiglia

 Arrivando ai giorni nostri gli esempi spaziano ovunque:
 dalla lunga schiera di calciatori (categoria col Q.I. molto elevato..)  quali Beckham o Icardi, Nainggolan o Gabigol, Ibrahimovic o Borriello...  (tutti geni..) passando poi al mondo dello spettacolo (altra categoria dal Q.I. altissimo..) quali Lady Gaga, Robbie Williams e Angelina Jolie fino ad arrivare in Italia con Fedez, Fabrizio Corona, Asia Argento, o Belen.. (geni multidisciplinari superiori a Leonardo, Einstein, Tesla..)

NdR: certo che oggi si sputtanano i linfonodi con i tatuaggi personaggioni molto intelligenti..praticamente dei geni della lampada..





https://www.lastampa.it/2019/03/11/italia/passione-tatuaggio-italiani-su-ne-hanno-almeno-uno-TwGid0H3gtcIBhWiLQLMtM/pagina.html

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