giovedì 1 ottobre 2015

1962: ten. Arkhipov disse no ed evitò la guerra nucleare

A una sillaba dall' olocausto nucleare: così il mondo si trovò il 27 ottobre del ' 62, all' apice della crisi missilistica di Cuba. Se, come i suoi due superiori, il terzo ufficiale di un sommergibile sovietico avesse detto «sì» al lancio di un siluro atomico contro una nave americana, sarebbe esplosa la terza guerra mondiale. 

Il suo «no» salvò l' umanità. Lo ha svelato alla delegazione Usa, guidata dall' ex ministro della difesa del presidente Kennedy, Robert McNamara, un ex marinaio del sommergibile, Vadim Orlov, a un simposio organizzato a Cuba dal governo di Castro e da «Archivi della sicurezza nazionale», un istituto di ricerche di Washington. La rivelazione ha scosso l' America, che vede profilarsi una guerra preventiva contro l' Iraq, e che sente il presidente Bush addurre le stesse ragioni di Kennedy per una guerra preventiva contro Cuba, con le stesse parole, «la difesa della libertà e della Patria».

Quel 27 ottobre del ' 62, ha ricordato McNamara, la crisi causata dall' installazione segreta dei missili sovietici a Cuba, a soli 150 km dagli Stati uniti, divenne gravissima. Kennedy esaminò delle foto che mostravano accanto a essi dei camion con le ogive nucleari (la Cia l' aveva avvertito che potevano essere lanciati su Washington in 6-8 ore). Un aereo spia americano venne abbattuto nei cieli dell' Avana e un altro sfuggì a malapena agli inseguitori nei cieli russi. Una nave Usa sganciò bombe di profondità su un sommergibile sovietico nei Caraibi che tentava di violare il blocco dell' isola. Per di più, il leader del Cremlino Nikita Krusciov taceva da tre giorni, e la Casa Bianca temeva un golpe dei falchi.

Kennedy pensava di attaccare Cuba, ha concluso McNamara, a meno che l' Urss non smantellasse immediatamente i missili. All' insaputa di Kennedy e di Krusciov, in quei minuti il mondo fu sull' orlo della catastrofe, la guerra nucleare. L' equipaggio del sottomarino sovietico nei Caraibi veniva sballottato dalle esplosioni delle bombe di profondità della nave americana e mancava d' aria. Secondo Orlov, il suo comandante ordinò di preparare il lancio del siluro atomico: «Forse la guerra è già cominciata mentre qui noi facciamo le capriole - gridò - Li distruggeremo! Moriremo, ma li coleremo a picco!».

In base ai regolamenti, per il lancio occorreva il «sì» dei primi tre ufficiali di bordo. Il secondo spalleggiò il comandante, ma il terzo, di cui s' ignora la fine e si sa solo il nome, il tenente Arkhipov, disse di no. Ha commentato Thomas Blanton, il direttore degli Archivi della sicurezza nazionale. «Fu un eroe. L' umanità ha un enorme debito nei suoi confronti». La crisi cubana, durata 13 giorni, e rievocata in un recente film con Kevin Costner, si risolse il 28 ottobre con il ritiro dei missili sovietici da Cuba. 

Nel quarantenario, McNamara, il ministro della guerra del Vietnam, ha auspicato che serva da lezione a Bush nel braccio di ferro con l' Iraq, le cui armi, ha rilevato, rappresentano una minaccia molto inferiore per gli Stati Uniti di quella dei missili sovietici nel ' 62. Un altro membro della delegazione americana, l' ex consigliere di Kennedy Ted Sorensen, ha detto di rendersi conto appena oggi che Castro volle i missili sovietici per paura di un' invasione Usa, non per provocare la Superpotenza, ma ha sostenuto che, dopo il fiasco dello sbarco alla Baia dei porci l' anno prima, Kennedy voleva solo isolare Cuba.

Ha tuttavia chiesto scusa al leader cubano «a titolo personale» per i complotti della Cia e del Pentagono a suo danno. Castro sembra avere partecipato ai lavori del convegno per curiosità storica. Si è scoperto che non seppe mai quante ogive nucleari l' Urss portò nell' isola, e che credette che l' alleato avesse già raggiunto la parità nucleare con la Superpotenza.
Il lider màximo ha discusso soprattutto coi kennediani, dalla cognata del presidente, Ethel, la moglie di Bob Kennedy, allo storico Arthur Schlesinger. «Il ritiro dei missili ci demoralizzò - ha ammesso Castro - e protestai con i russi». 

Il 16 novembre del ' 62 Kruscev gli rispose malamente: «Ci volete mettere il guinzaglio e trascinarci in guerra. Non lo accetteremo».

Ennio Caretto


http://archiviostorico.corriere.it/2002/ottobre/15/ufficiale_russo_che_salvo_mondo_co_0_0210153848.shtml

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