domenica 11 ottobre 2015

Giacinto Auriti: un gigante del pensiero in un mondo di pigmei

Nato il 10 ottobre del 1923 a Guardiagrele, in provincia di Chieti, è passato a miglior vita alle ore 16,10 del'11 agosto del 2006, stroncato da un male incurabile, amorevolmente assistito dai propri cari a Roma.


Accademico, Docente Universitario, Ideologo, Giurista di Chiara Fama.

Giacinto Auriti ha insegnato nelle Università di Roma e di Teramo, Filosofia del Diritto, Diritto internazionale, Diritto della Navigazione. 
Ha presieduto commissioni internazionali ed ha curato la parte commerciale del Codice Civile Greco.
Uomo generoso dalle preclari virtù, Giacinto Auriti era amato da innumerevoli amici e discenti, d’ogni parte d’Italia e d’ogni ceto sociale e credo politico, che dall’insegnamento dell’Amico e Maestro si sono arricchiti culturalmente, moralmente e spiritualmente. Maestro di vita e di pensiero ha forgiato uomini, creato scuole.

Filosofo e studioso geniale, Giacinto Auriti ha teorizzato il “VALORE INDOTTO della MONETA” che lo condurrà alla elaborazione di una proposta di legge sulla “PROPRIETÀ POPOLARE della MONETA” presentata al Senato della Repubblica. Uomo di grande coraggio ha rivelato al mondo la grande truffa dei signori della moneta, gli usurai dai colletti bianchi, che si sono appropriati del diritto di stampare moneta a costo zero lucrando del corrispettivo valore creato dai cittadini che l’accettano come mezzo convenzionale di pagamento.

La fama del prof. Giacinto Auriti raggiunse ogni angolo della terra quando realizzò nel suo paese natale, Guardiagrele, cittadina dell’Abruzzo, il SIMEC (SIMbolo EConometrico), ovvero la “moneta locale”. Avrebbe meritato il Nobel, invece subì l’avversione bancaria e giudiziaria: persecuzioni che non fiaccarono il suo spirito indomito, ma che certamente minarono lentamente il suo fisico.

Gli studi e le teorie scientifiche, contenuti in numerosi libri scritti dal prof. Giacinto Auriti, hanno avuto vasta divulgazione e pratica applicazione in diverse nazioni, in America e in Europa: in Germania sono quattro i Paesi che, indisturbati dal potere politico, hanno adottato la moneta locale.


Una grave perdita per il mondo accademico e per la società; una irrimediabile scomparsa per quanti l’amarono e ne seguirono l’insegnamento, e ne piangono ora la dipartita. Il mio animo è triste, per aver perduto un Amico e un Maestro. I miei sentimenti di profondo cordoglio sono per i suoi cari.

Giacinto Auriti era un gigante del pensiero, in un mondo accademico di pigmei.


Di Marino Solfanelli


www.abruzzopress.it


http://www.simec.org/sim/giacinto-auriti.html

Nessun commento:

Posta un commento